Il 2016 del comune di Guidonia Montecelio e la speranza in un futuro normale

Chiudiamo l’anno con un analisi di quanto accaduto nel Comune di Guidonia Montecelio.

Quando i commissari prefetizzi sono entrati in carica a seguito dello scioglimento del consiglio comunale con decreto del Presidente della Repubblica del 20.07.2016, non si sarebbero di certo aspettati una situazione così ardua e complicata. Il semestre precedente lo ricordiamo come rappresentato solo da una lenta agonia e la peggiore impressione che la politica potesse dare ai cittadini: lotte di potere e persistenza, inefficienza amministrativa, inutilità ai fini collettivi e per i fabbisogni della cittadinanza.

I commissari si sono presto resi conto che un comune come quello di Guidonia Montecelio, aveva ed ha bisogno innanzitutto di un cambio organizzativo, delle figure di dirigenza, dei funzionari e dei responsabili comunali di varia natura più o meno legittimati. Un caos, una matassa inestricabile dal quale gli aspetti finanziari risultano connessi a metodi e modi di fare, che solo un lavoro certosino ed il tempo hanno fatto e possono far ancora emergere, una consapevolezza di difficoltà nel redigere un bilancio e nello stilare una programmazione, che è diventata man mano più chiara ed evidente a tutti.

E’ la conseguenza della deriva dalla gestione amministrativa delle ultime legislazioni, ma anche di un seguito amministrativo che viene da molto più lontano e dalla fase post arresti domiciliari di Eligio Rubeis, in cui a gestire le sorti del comune fu il facente funzione Vicesindaco Andrea Di Palma.

Nel frattempo in questi mesi che hanno visto l’insediamento dei commissari, le vicende giudiziarie che vedevano coinvolti l’ex Sindaco insieme a vari Dirigenti, si alternano alle visite della Finanza al palazzo comunale e ai nuovi filoni d’indagine che colpivano inesorabilmente, il vice sindaco ed alcuni politici, e poi ancora altri personaggi dello scenario di piazza Matteotti andando ad aumentare le fila tra indagati e processati. E la sensazione dei cittadini, è che ancora non è finita, ad esempio basterebbe entrare nel merito delle assunzioni con i discussi concorsi dell’era Rubeis, che figurarsi rispetto alle assunzioni in ambito privato quanto siano ben più gravi, in quanto trattasi di posti di lavoro pubblici.

Insomma, non se ne salva nessuno, un connubio tra politici, imprenditori, faccendieri e dirigenza, un sistema culturale comunemente chiamato “Sistema Guidonia Montecelio”. Se proprio qualcuno questo sistema non lo digeriva, lo rifiutava apertamente, dentro la macchina amministrativa veniva estraniato, vessato e reso sterile, messo da parte nei suoi servigi pubblici. Al sistema serviva gente allineata, personaggi che chinavano la testa al “potere”, che facevano finta di non vedere, che vendevano l’anima al diavolo per raccogliere briciole, sei dentro o sei fuori.  Vi è anche da notare, la continuità in senso negativo che nel comune di Guidonia Montecelio non è mai finita. Basti pensare all’epoca degli anni 90, dove varie condanne ai politici del tempo non hanno intimorito i loro successori, che spesso non sono neanche successori, ma proprio i stessi personaggi dell’epoca invecchiati, oppure i loro discendenti, parenti o affini vicini. Sempre i stessi personaggi dicevamo, un indotto che vede coinvolta rispetto la popolazione complessiva, una minima percentuale di figuri, che hanno da decenni offerto continuità a questo sistema. Forse da un punto di vista etico, basterebbe aumentare il rigore nel conflitto d’interesse.

Ora seguendo le azioni dei commissari, ricordiamo il primo atto, di cui abbiamo già dato larga evidenza con un articolo di Colibri in data 23.09.2016, sull’eventualità del predissesto, La direttiva n.3 del 22.09.2016 dei Commissari Prefettizi, rivolta agli uffici dell’ente, tirava le orecchie richiedendo maggior attenzione ai procedimenti amministrativi e alla spesa pubblica, principi basilari della Pubblica Amministrazione. A seguire la Dr.ssa Rosa Mariani, Segretario generale dell’ente sin dai tempi delle amministrazioni della “sinistra” e riconfermata dalle più recenti amministrazioni di “destra”, trova la fine del suo incarico e viene sostituita alla fine del mese di Ottobre , dalla Dott.ssa Annalisa Puopolo. Intanto il balletto dei dirigenti, non trova fine. Rotazioni infinite che non trovano assetto, posizioni ad iterim, art.110 voluti nella gestione Di Palma con un concorso impugnato, che vengono poi indagati, il già discusso incarico art.110 ad Umberto Ferrucci rimosso da provvedimento ANAC, dirigenti alla soglia del pensionamento. Tanti fatti che rappresentano un dissesto non solo finanziario, ma anche del capitale umano, che ci spingono a ragione a chiederci quale sarà il futuro della dirigenza di questo sventurato comune e proprio in questi giorni di fine anno e festività, i commissari hanno bandito un concorso per art.110 della durata triennale per ricoprire un disperato posto dirigenziale nell’area delle Finanze.

Rimane da segnalare la delibera n.45 del 21.12.2016 “Presentazione proposta emendamenti allo schema di Bilancio 2016-2018 e suoi allegati e aggiornamento nota integrativa al Bilancio” che fa ben sperare ad una stesura del bilancio previsionale 2016-2018, per quanto riguardo al 2016 siamo ormai al termine, e nel cercare con volontà e in tutti i modi possibili di evitare un pre dissesto formale. Di certo al futuro dirigente delle finanze e ancora ai commissari spetterà continuare ad analizzare gli appalti, le motivazioni dello scarso recupero crediti, andare a fondo nei debiti fuori bilancio, comprendere i contenziosi che hanno procurato i squilibri economici, le pessime gestioni dei fondi europei.

Diamo atto che nell’ultima legislazione Guidoniana, solo il Movimento 5 Stelle, nei suoi rappresentanti istituzionali e nella sua base d’azione, può vantare un certo rigore etico e morale, rappresentando di fatto i combattenti del sistema Guidoniano, denunciando, senza farsi scappare nulla, tutti gli aspetti di irregolarità amministrativa sotto il profilo delle risorse finanziarie ed umane. Tanto che possono vantare una unicità nel trattare le esigenze della collettività e quel costante “lo avevamo detto noi” che dando voce ai cittadini, li qualifica come ottimi premonitori.

Sicuramente i fatti accaduti nel comune di Guidonia Montecelio, non possono che farci riflettere sulla forte necessità di un cambiamento culturale e morale, che i commissari prefettizi hanno avviato, nella speranza di un futuro intrapreso nell’ottica di un amministrazione che torni alla normalità e che pensi alle esigenze della collettività e dei suoi cittadini.

Rino De Gallo