Amministrazione M5S contro TMB Cerroni

MA DAVVERO PER I RIFIUTI DI ROMA NON C’È ALTERNATIVA SE NON QUELLA DELLA VIA GUIDONIANA?

AUTORE : Alessandro Cocchiarella
DATA : 23 SETTEMBRE 2021
RESTYLING : WEBMASTER Adriano Campanile

Ogni occasione è buona per rimarcare la contrarietà dell’Amministrazione M5S di Guidonia Montecelio all’avvio del TMB all’Inviolata!

  • Da quando si è insediata, oramai più di quattro anni fa, la Commissione Ambiente della Città di Guidonia Montecelio, tra le altre cose, ha sempre voluto approfondire la tematica del trattamento dei rifiuti calendarizzando visite agli impianti, della
    TeKneko-Aciam,
    AVR,
    Fitals
    ed Edilmoter,
    quando poi l’invito a visitare il proprio stabilimento è pervenuto dall’Amministratore Unico della RIDA Ambiente srl, Fabio Altissimi è stata un’occasione da non perdere, anche perché lo stesso Altissimi ha più e più volte esternato, al Prefetto e alla Sindaca Raggi, la piena disponibilità nell’accogliere il fabbisogno della produzione dei rifiuti romani, eppure nulla!
  • A fronte di ciò, è legittima la domanda del perché, nello stato emergenziale dei rifiuti in cui versa Roma, si perseveri nella soluzione dell’avvio di un impianto problematico come il TMB Cerroniano a Guidonia in stato di “criticità territoriale” (e ambientale) quando, diversamente è già operativo e disponibile all’accoglimento lo stabilimento TBM della RIDA!
  • Per la visita alla RIDA Ambiente srl, che si svolgerà nella mattinata di venerdì 24 settembre, la Presidenza della Commissione Ambiente di Guidonia Montecelio, Alessandro Cocchiarella, a risposta e confronto della domanda del perché il TMB dell’Inviolata e non il TBM di Aprilia, ha invitato per un confronto politico:
  1. Sindaco della Città di Guidonia Montecelio, Michel Barbet;
  2. Assessore alle funzioni dell’Ambiente della Città di Guidonia Montecelio, Antonio Correnti;
  3. Sindaco della Città di Roma, Virginia Raggi;
  4. Assessore all’Ambiente della Città di Roma, Katia Ziantoni;
  5. Presidente della Commissione Consiliare Capitolina IV “Ambiente” della Città di Roma, Daniele Diaco;
  6. Amministratore Unico Ama S.p.A., Stefano Antonio Zaghis;
  7. Assessore Regionale alle Politiche abitative, Urbanistica, Ciclo dei Rifiuti e impianti di trattamento, smaltimento e recupero, Massimiliano Valeriani;
  8. Assessore Regionale alla Transizione Ecologica e Trasformazione Digitale, Roberta Lombardi.

Il Sindaco Barbet e l’Assessore Correnti hanno già dato la disponibilità e insieme ai membri della Commissione saranno presenti, …potrà dirsi lo stesso degli altri invitati?!

INFO, differenza tra TMB e TBM:

Premettendo che parliamo di impianti/stabilimenti per la lavorazione (trattamento) degli RSU (Rifiuti Solidi Urbani), nella componente della differenziata del solo “grigio” (il non riciclabile ma nella realtà …l’indifferenziato) che vanno a vagliare suddividendola, secondo la tipologia, in una parte di materia a recupero (2-8% …nella maggior parte metalli, qualcosa di plastiche, vetro e carta), una parte destinata alla costituzione delle così dette Ecoballe (plastiche, il secco -carta e vetro-, ovvero il vecchio CDR -Combustibile derivato da rifiuto- e oggi CSS – Combustibile Solido Secondario) per i termovalorizzatori (“inceneritori”), poi ci sono i liquami da percolato (a loro volta da trattare) e l’ultima parte, di “umido”, ovvero del “terriccio” bio-stabilizzato che essendo ricco di microplastiche e altri corpi estranei non può essere utilizzato se non come terreno per la copertura delle discariche dei rifiuti!

  • Una chiara distinzione tra
    TM (Trattamento Meccanico),
    TMB (Trattamento Meccanico Biologico)
    e TBM (Trattamento Biologico-Meccanico)
    proviene dalle BAT (Best available techniques, un protocollo adottato nel 2018 dalla Comunità Europea in cui vengono descritte le migliori pratiche per la tutela dell’ambiente da parte degli impianti).
  • Dagli impianti TBM si chiede in questa nuova linea guida che si mandino come minimo il 43% dei rifiuti a recupero energetico, il che significa
    (al netto della cosiddetta “perdita di processo”, che in sostanza sono le dispersioni di lavorazione attraverso vapore e calore) che su 100Kg di rifiuti, solo 20 o 30 finiranno in discarica.
  • Per gli impianti TMB il rapporto è differente, infatti viene indicato come recupero minimo il 25%, il che significa che circa 50 kg su 100 di rifiuti finiscono normalmente in discarica.
  • Le Bat poi non fissano un limite per il recupero ai trito-vagliatori TM che non avendo nessuna potenzialità di stabilizzazione di frazione umida possono lavorare solo quella già secca.

Alla luce di ciò, è evidente che il miglior “impianto” (TM, TMB o TBM) siano le mani dei cittadini che ogni giorno nella produzione possono suddividere con efficienza i propri rifiuti.

Ancor più che la soluzione alla problematica non possa che passare in un’economia circolare rispettosa dell’Ambiente che ridia valore al rifiuto considerandolo una RISORSA fonte di “materia prima seconda” e non di energia o peggio scarto, attraverso i passaggi, della RIDUZIONE (nella produzione industriale di rifiuti e di materie non riciclabili e a scarsa durevolezza), del RIUTILIZZO e RESO, infine RICICLO!