Dopo anni di abusivismo, primo sequestro nel Parco dell’Inviolata.

Dopo vent’anni di gestione assente, cambia la musica all’interno del Parco Archeologico e Naturale dell’Inviolata.

I primi a cadere sotto la scure delle nuove regole imposte dall’Ente Parco dei Lucretili, al quale dallo scorso mese di agosto è stata assegnata  la giurisdizione e la gestione del Parco dell’Inviolata, è stata una coppia di Fonte Nuova: Angelo Urbani e la sua compagna Nitulescu Gabriela, intestataria del terreno messo sotto sequestro.

Nel terreno, ubicato in via Toscana a Fonte Nuova, proprio ai margini del perimetro dell’area protetta del Parco dell’Inviolata, il signor Angelo Urbani stava eseguendo degli sbancamenti con l’apposizione di una recinzione senza aver chiesto i permessi e i nulla osta agli organi preposti, cioè  al comune di Guidonia Montecelio, competente per territorio, all’Ente Parco Lucretili e all’Autorità di bacino, vista la vicinanza al fosso ricadente  nel fondo.

Queste regole ci sono sempre state sin da quando nel 1996 fu istituito il Parco regionale Archeologico dell’Inviolata ed era sotto la giurisdizione del comune di Guidonia Montecelio, regole però che non sono mai state fatte rispettare con abusi fatti nel territorio che se ne contano a iosa.

Questo deve aver spinto il signor Angelo Urbani, proprietario di una piccola impresa di sbancamento terra ed agevolato dalla sua attività, a svolgere i lavori agendo senza curarsi di chiedere nessun permesso e ritenendo “normale” quindi che un proprietario di un terreno che avesse la necessità di fare degli interventi considerati minori, ma ugualmente impattanti o bisognosi di autorizzazione da parte degli organi di controllo, li facesse senza farsi troppe domande, tanto era praticamente certo che nessuno sarebbe andato li a chiedergli spiegazioni. Da giorni, caterpillar e camion provvedevano a spianare il terreno, togliere piante reputate scomode e intervenire anche ai margini del fosso. Peccato che ognuno di questi interventi aveva bisogno di un “nulla osta” da parte dei tecnici. La cosa non è passata inosservata ad alcuni membri delle associazioni ambientaliste del territorio e ad alcuni dipendenti dell’Ente Parco dei Lucretili che erano da quelle parti a fare rilievi sul territorio per istituire dei percorsi guidati all’interno del Parco. A quel punto, accertato che nessun permesso era stato richiesto, lo scorso 7 febbraio è scattato il sequestro del terreno da parte dei Vigili Urbani di Guidonia Montecelio.

Per saperne di più e fare un servizio sul sequestro, siamo andati in via Toscana per renderci conto personalmente della vicenda e approfondire con il proprietario i risvolti di questo sequestro. Cosa che purtroppo non è avvenuta all’inizio in modo pacifico, in quanto mentre eravamo intenti a fotografare la recinzione del terreno, è giunto infuriato e con toni minacciosi proprio Angelo Urbani, proprietario del terreno insieme alla sua compagna Nitulescu Gabriela. Sicuramente l’incontro non è stato felice e non è stato facile all’inizio far capire che ero un giornalista e stavo svolgendo il mio lavoro.  Poi ci siamo spiegati e scusandoci reciprocamente abbiamo ricomposto l’approccio. A quel punto il signor Urbani, pur ammettendo di aver commesso un illecito seppur in buona fede, ci ha raccontato come lui da sempre si è considerato il tutore di quel pezzo di territorio, cominciando dalla manutenzione della strada che da quel punto prende il nome di via dell’Inviolata, provvedendo da anni con i suoi mezzi alla rimozione dei mucchi di rifiuti che nottetempo vengono scaricati ai bordi della strada e sul terreno che lui, dopo averlo acquistato, ha provveduto a bonificare, non per costruirci manufatti ma per fare in parte un recinto a due asinelli che possiede e nel resto del terreno creare un orto per coltivare ortaggi per esigenze familiari. Per quanto riguarda la recinzione, è stata fatta per evitare che si seguitasse a gettare rifiuti sul suo terreno. Gli alberi che gli vengono contestati di aver divelto, non erano altro che arbusti cresciuti spontaneamente sul terreno. Insomma lui si sente un protettore di quel territorio dell’Inviolata e non un abusivo da punire con il sequestro.

Angelo Scipioni