Barbet: sulle cave disinformazione e terrorismo psicologico di partiti e lobby del travertino

Cambio il tono della comunicazione ufficiale di Piazza Matteotti sulla vicenda cave: l’Amministrazione sta procedendo correttamente nell’interesse degli operai e della città, come da decenni si doveva fare.

In una nota uscita nel pomeriggio della vigilia di Ferragosto il Sindaco Barbet risponde tono tu tono al  pesante attacco mediatico ordito dal giorno prima sulla stampa virtuale cittadina che sulla vicenda cave si spertica in interviste e opinioni a tutti (tranne che al governo della città) sulla situazione delle aziende del travertino.

Non ha peli sulla lingua Barbet: <<Non corrispondono a verità le notizie pubblicate in queste ultime ore in merito alla chiusura delle cave con i licenziamenti conseguenti. Sono informazioni infondate e gravi. Questo terrorismo psicologico è vergognoso e costruito ad arte>>.

Il percorso dell’amministrazione guidoniana è concertato con la Regione Lazio e rappresenta attualmente l’unica soluzione al lassismo e al buttare la palla avanti che da decenni ha caratterizzato la politica dello struzzo con la testa ben infilata nelle voragini del travertino.

L’impegno infatti, deve essere equamente condiviso ognuno per la propria competenza con le imprese e le altre istituzioni coinvolte, ed invece ci si ritrova in una situazione nella quale gli imprenditori (oltre una decina gli inadempienti) invece di progettare scenari di uscita dalla crisi del settore, tentano di forzare la mano facendosi scudo delle sacrosante ragioni dell’anello debole della catena: gli operai.

Continua la nota del comune: <<Si sta scavando ben oltre il consentito con un conseguente ed enorme vantaggio economico con il quale [le imprese, ndr] potrebbero tutelare i propri lavoratori e rimediare ai danni fatti, invece di tentare di forzare la mano per conseguire ulteriori guadagni. L’amministrazione comunale era in attesa di proposte da parte delle imprese al fine di procedere con ulteriore atto amministrativo volto proprio a salvaguardare l’occupazione>>.

Pesante l’attacco anche a chi tra i politici è rimasto silente e compiacente per anni sulle ragioni del settore, ma che non coglie l’occasione di sperticare le proprie ovvie e scontatissime ragioni proprio oggi, chiedendo addirittura le dimissioni alla prima amministrazione che sta affrontando con coraggio il problema: <<Pessimo atteggiamento dei partiti ed in particolare di alcune correnti del PD locale, alle quali rigiro l’invito alle dimissioni, che non hanno mai dato il minimo contributo al processo che stiamo intraprendendo in Regione e come sempre accade, sono solo capaci di denigrare i progressi di una città che sta rinascendo nel pieno rispetto della legge. Si rendessero utili e si mettessero il cuore in pace, il governo della città è saldo e non saranno le loro perdenti urla sguaiate a metterci in pensiero>>.