Buche: perché si creano? Come risolvere il problema?

Aurtore Ing. Antonio Castellino  Email : ingantoniocastellino@hotmail.it

Le odiose buche presenti in ogni città d’Italia sono la croce di ogni automobilista o motociclista che viaggia sulle nostre strade, facciamo un po’ di chiarezza, perché nessuno risolve il problema? Che origine hanno, perché si riformano anche più grandi di prima? 

Partiamo con il capire come dovrebbe essere fatto un cosi detto “pacchetto stradale di pavimentazione”: come si evidenza dalla foto seguente si tratta di una serie di strati sovrapposti ognuno con una sua funzione ognuno con suo spessore; i primi due strati usura e binder sono gli strati più pregiati i più costosi; l’ usura lo dice lo stessa parola è quello che si consuma con il tempo, il binder collega l’ usura allo strato meno nobile della base e con diversa granulometria che insieme alla sottobase o fondazione scarica il peso dei passaggi sul terreno sottostante. 

In base al tipo di strada, alla vita utile e al numero previsto di passaggi nonché al tipo di traffico previsto (se solo auto e mezzi leggeri e pochi mezzi pesanti o molti mezzi pesanti e pochi motocicli) gli spessori variano secondo un progetto che segue norme specifiche. 

Ma ad oggi si fanno i progetti delle pavimentazioni stradali in ambito urbano? Potremmo provare a cercare ma dubito di trovarli; ecco il primo grande problema. 

Quindi, capito come dovrebbe essere fatta una strada potremmo chiederci ma chi le fa oggi le strade in ambito urbano? Beh basta guardare nella nostra cittadina chi ha fatto le strade delle ultime aree divenute urbanizzate degli ultimi anni (Marco Simone Collefiorito, la Botte, ecc ecc); le ha fatte il comune? O altri per suo conto? Beh nel secondo caso una volta realizzati e collaudate queste opere (marcipiedi, cadiotie, illuminazione pubblica, impianti di smaltimento delle acque meteoriche) vengono ceduti al comune e da allora il comune diventa proprietario e responsabile della manutenzione. 

Ma chi controlla i soggetti terzi a cui il comune si affida mentre fanno le opere per conto del comune? Chi approva i progetti di queste opere? Chi le collauda? Chi le prende in carico per la futura manutenzione? Beh dovrebbe farlo sempre il comune tramite i sui tecnici. Quindi se il comune si prende in carico opere pubbliche fatte da altri soggetti ed è sicuro che siano state fatte a regola d’arte siamo sicuri che per almeno un bel po’ di anni non dovremmo avere grossi problemi, ma è così? 

Ecco il secondo grande problema, vengono fatti i regolari controlli per avere opere realizzate a regola d’ arte? 

Supponendo i lavori fatti a regola d’ arte una strada dovrebbe avere una vita utile che varia dai 10 ai 20 anni in base al tipo di strada e quando viene fatta la corretta manutenzione, ecco il terzo problema! Viene fatta la regolare manutenzione? 

Ragioniamo per assurdo, anzi mettiamoci nella peggiore delle ipotesi possibili: un soggetto terzo o il comune che realizza un tratto di strada ha come obiettivo non spendere tanti soldi in quanto le risorse sono sempre limitate quindi cosa farà secondo voi un progetto con una vita utile di 20 anni? No, la farà con vita utile di 10 anni sempre se fa il progetto, se il progetto non lo fa ed è responsabile potrebbe usare il catalogo delle pavimentazioni stradali “Catalogo delle pavimentazione B.U. CNR n.178 del 1995” che per ogni strada indica cosa fare, che strati mettere in base al tipo di traffico previsto e alla portanza del sottofondo stradale, ma secondo voi faranno uno studio del traffico per ipotizzare il traffico previsto? Secondo voi realizzeranno un sottofondo abbastanza resistente per durare 10 anni? Potremmo controllare i progetti delle strade fatte negli ultimi 20 anni e capire cosa hanno fatto! 

Secondo voi se facessimo dei carotaggi sulle strade più problematiche (cioè una perforazione cilindrica che ci racconta come si alternano gli strati della pavimentazione stradale) cosa troveremmo? 

Ecco ci siamo, ci stiamo avvicinando a quella che poi vediamo materializzarsi…la buca! 

Strada fatta, tutto consegnato, bella colorata con strisce bianche, collaudata, ceduta la proprietà al comune, apriamo il traffico a tutti i mezzi. Come saranno stati fatti gli strati? Avranno seguito il progetto ? c’ era il progetto? Il sottofondo era correttamente compattato come da manuale e a secondo del traffico previsto ipotetico? 

Primi anni tutto bene, dopo qualche anno vediamo che la pavimentazione inizia a linearsi, appena gli strati superficiali si spaccano l’acqua va a invadere queste fessure, ma sapete che l’acqua non è comprimibile quindi passando un mezzo sopra tramite l’acqua il peso del mezzo viene trasferito in tutte le direzioni, ecco che si viene a creare un effetto per cui i pezzi che si rompono o rotti si sollevano; provate a mettere il dito davanti la pompa della bici e pompare vedrete che il pistone torna su, ecco come si crea la buca. 

Una volta aperta la buca inizia a crescere perché il peso dei mezzi che passano sgretolano la pavimentazione che non nasce per resistere a pressioni che non siano verticali. 

Andando a riparare la buca in modo piò o meno approssimato restano le altre fessure e quindi il discorso si ripete, la buca si riaprirà o addirittura diventerà più grande. 

Non entro nel tecnico perché ci sarebbero altri parametri da considerare come la qualità del pietrisco e la qualità del bitume utilizzato, semplifichiamo.

Ma la fessura/spaccatura viene da sopra? Eh no ecco il vero grande errore comune che tutti facciamo, in realtà la spaccatura parte da sotto quindi è il sottofondo che cede, infatti avete mai visto delle buche su un viadotto? Rarissime, infatti sul viadotto non abbiamo tutti gli strati ma ne abbiamo solo 2 usura e binder, il resto è struttura in calcestruzzo armato; quindi è la struttura che si prende il carico e visto che la struttura non si può rompere la pavimentazione resiste. Sul viadotto se si formano le crepe sono contenute ma si formano per altri motivi per fatica cioè per un numero altissimo di passaggi dei mezzi. 

Allora cosa fare? Come risolvere la questione? Primo passo sarebbe non far fare certe opere pubbliche a soggetti terzi ma farli fare direttamente agli amministratori locali con gare mirate, secondo fare i progetti delle pavimentazioni, insieme agli studi di traffico, per calare nella realtà il miglior progetto possibile, terzo, vista la non capacità delle pubbliche amministrazioni di fare le manutenzioni passare a pavimentazioni miste calcestruzzo leggermente armato e conglomerati bituminosi. 

E per le strade esistenti? In primo luogo andrebbero rivisti tutti i sistemi di smaltimento delle acque meteoriche, fossi di guardia, canalette, caditoie, più tempo e più acqua resta in superficie più danni abbiamo; accanto una buca al 90% ci sono tombini occlusi o sistemi di smaltimento non funzionanti (o forse inesistenti). Con poche risorse economiche l’unica via è quella di intervenire sulle buche cercando di chiudere con sigillature a caldo tutte le fessure superficiali, oppure inserire sotto il binder delle reti di vari tipi di materiali che prolungano di poco la vita utile; in casi drammatici con fessurazioni a blocchi diffuse per svariati metri l’ unica via è intervenire su aree ben definite partendo dal sottofondo; fare pochi cm di usura serve a poco se non a niente. 

La migliore soluzione non esiste, esiste la migliore strategia di approccio al problema, indagare dove e quante aree di strade (pavimentazione) sono ammalorate, classificare questi ammaloramenti catalogarli in base a degli indici specifici che ci dicono quando e come intervenire e fino a che profondità. 

Dopo questa fase di conoscenza approfondita della problematica allora bisogna mettere in campo un programma di interventi partendo da quelli più gravi e che compromettono la sicurezza dell’utente che percorre le strade. 

Dove la velocità è più alta, dove il numero di mezzi che passano è maggiore quelle sono le aree di partenza, nel frattempo l’approccio alla riparazione delle buche dovrebbe estendersi fino a dove la pavimentazione è fessurata in modo evidente. 

Guidonia 02/08/2021 Ing. Antonio Castellino