Città per la Vita: Roma e Monterotondo dicono NO alla pena di morte

Monterotondo contro la pena di morte: candele accese per dire no.

Mercoledì 30 novembre 2016, in occasione della giornata internazionale  “Cities for Life, Città per la Vita, Città contro la pena di morte”, alcune manifestazioni interesseranno il nordest romano e la Capitale.

Gli attivisti di Amnesty Lazio, con il referente comunicazione-circoscrizione Lazio, Josè Malgarini, invitano i cittadini ad unirsi a questo evento.

Oggi dalle ore 17:00 alle ore 20:00, Amnesty International con Amnesty Lazio e Amnesty International Monterotondo, saranno presenti in Piazza Roma per accendere una candela a favore di CITTA’ PER LA VITA!  Amnesty International insieme alla Comunità Sant’Egidio e con il patrocinio del Comune di Monterotondo, uno dei 1200 comune al mondo che ha aderito a questa iniziatica CITY FOR LIFE, CITIES AGAINST THE DEATH PENALTY – CITTA PER LA VITA, CONTRO LA PENA DI MORTE, insieme per accendere una candela e illuminare la strada dei Diritti Umani.

Una scritta di grande dimensioni per fare un selfie e dire SI ALLA VITA, NON ALLA PENA DI MORTE!”

colosseo

Roma dice NO alla pena di morte,  30 novemcomunita-di-s-egidiobre 2016

A Roma il Colosseo illuminato “per dire no alla pena di morte e celebrare la sua abolizione in Nebraska“.Giochi di luci ed effetti speciali illumineranno l’Anfiteatro Flavio, simbolo della Storia antica e simbolo nel Mondo,  in occasione della giornata internazionale “Cities for Life, Città per la Vita, Città contro la pena di morte“. L’ iniziativa è della comunità di Sant’Egidio.

Tutto questo, in ricordo dell’anniversario della prima abolizione per legge della pena capitale decisa da uno stato europeo, il Granducato di Toscana, nel 1786″ – rende noto l’associazione.

La Giornata Mondiale delle Città per la Vita – Città contro la Pena di Morte, che si tiene puntualmente ogni anno, il 30 novembre,  creata dalla Comunità di Sant’Egidio, rappresenta la più grande mobilitazione contemporanea mondiale per indicare una forma più alta e civile di giustizia, in grado di rinunciare definitivamente alla pena capitale. La pena di morte non è un deterrente sociale, è l’estrema sintesi delle violazioni dei diritti umani;  la pena di morte “rappresenta una forma di tortura, contraddice una visione riabilitativa della giustizia, abbassa l’intera società civile al livello di chi uccide, legittima la violenza”.

Un’esecuzione non può ridare vita alla vittima né cancellare per sempre la sofferenza provata dalla sua famiglia. Lontana dal mitigare il dolore, la lunghezza del processo non fa altro che prolungare la sofferenza dei familiari della vittima, fino alla conclusione dove una vita viene presa per un’altra vita, in una forma di vendetta legalizzata”, questo ci ricorda Amnesty International.

Molti i Comuni italiani che aderiscono alla giornata di domani, tra la Capitale, città e cittadine; numerosissime anche le capitali europee e mondiali.