Cittadini Invisibili

Il distacco dei cittadini dalla politica è sempre più evidente. Non fanno eccezione quelli di Guidonia Montecelio nei riguardi dell’amministrazione di Piazza Matteotti.  E’ una constatazione di fatto, come viene rimarcato anche dai giornali locali. La politica viene sempre più affrontata come una lotta tra appartenenti a correnti interne di partito, tra politici che seguono una “linea” e poi cambiano “bandiera”, saltando dove più gli conviene. Questa “politica” risulta quindi accentrata tutta sulle diatribe e poi sugli accordi, a volte trasversali tra partiti diversi. Tutto sembra rimanere in funzione dei rapporti nei partiti, ma soprattutto tra gli uomini e i loro ragguagli di potere, tra le solite famiglie e i soliti imprenditori, a volte in  una fusione di interessi: politici imprenditori, imprenditori politici, famiglie “potenti” e arroganti che si passano il testimone da padre in figlio. E’ tutto evidente, guardando all’interno del palazzo: questi giochi di posizione, vanno ad impattare su un’organizzazione amministrativa che dovrebbe semplicemente devolvere servizi ai cittadini. Abbiamo assistito continuamente a scambi di potere che mercificano i rapporti e ad oggi,  nonostante vi sia la procura che indaga e i commissari che amministrano, si vedono ancora questi personaggi che non mollano e continuano a cercare di far valere le loro influenze. Appare palese che quando questa “politica” degli eletti esce dal palazzo, le faide proseguono, come se il prevaricare degli aspetti di rapporto sia centrale poiché gli interessi personali continuano.

In tutto questo sistema inquinato, le potenzialità del territorio risultano  allora sommerse da quella minima percentuale di personaggi e faccendieri che misurano il potere con il numero di potenziali voti. Personaggi che una volta eletti  devono poi dare un tornaconto a coloro che li hanno votati. Così le questioni che riguardavano i cittadini e il territorio di Guidonia Montecelio, invece di essere il punto focale di una sana amministrazione, volta alla collettività e al bene comune, a seguito delle logiche succitate, sono finite nel dimenticatoio.

A questa politica di parte e di intrallazzi (lo abbiamo visto durante i consigli comunali della ormai decaduta consiliatura) la vera opposizione è stata svolta soltanto dai consiglieri del Movimento 5 Stelle, che hanno cercato di portare avanti  progetti e proposte utili alla cittadinanza. Conseguenza di questo sistema è stato l’allontanamento dei cittadini dalla politica, dal voto, allontanamento che parte appunto dalla gestione della cosa pubblica locale, dove la maggioranza della gente ha compreso questi giochi, non ne vuole rimanere immischiata ed  esserne complice, e non vuole ancora mettere il governo nelle mani di faccendieri che da decenni hanno devastato il territorio in tutti i sensi.

Questo sistema malsano, ormai viene rifiutato da un crescente numero di persone perbene e da quella imprenditoria sana, che non accetta compromessi, ma vuole che le cose tornino alla normalità. Per ottenere ciò, l’alternativa è quella di far gestire la cosa pubblica direttamente ai cittadini, senza partiti e organizzazioni, senza intermediari, senza potere e senza fattori di ritorno economico, dando priorità invece agli aspetti sociali, ai  “contenuti”, alle idee e ai progetti. Queste idee per governare onestamente possiamo trovarle nel progetto che il Movimento 5 Stelle sta portando avanti anche a livello di governo nazionale, che riparte da principi etici, rappresentando valori quali l’appartenenza ad una comunità, la solidarietà, il senso civico e delle regole, la legalità, il bene di una collettività.

Cittadini

Ora i cittadini di Guidonia Montecelio sono ancora invisibili, affidati al governo di un Commissario Prefettizio. Ma, da invisibili, si stanno organizzando  per opporsi al sistema. Sanno che con questi principi nel prossimo futuro potrebbero governare e tornare ad una gestione del territorio virtuosa e rispettosa, basata su regole uguali per tutti con  sani principi morali.

 Rino De Gallo