Come contro il TMB, anche per il processo sulla discarica di Guidonia si abbatte la scure del giudice

Nell’udienza del processo sul sesto invaso (tuttora sottoposto a sequestro cautelare) della discarica di Guidonia, tenutasi lunedì 10 dicembre presso la Procura della Repubblica di Tivoli, si sarebbero dovuti presentare i testimoni della difesa chiamati dai legali della Eco Italia 87. In particolare, la funzionaria della Soprintendenza archeologica, Stefania Panella, ed il dirigente della Regione Lazio, Luca Fegatelli, avrebbero dovuto chiarire il loro ruolo nell’autorizzazione regionale relativa all’ampliamento della discarica stessa.

L’archeologa Panella ha accusato una lombosciatalgia, mentre Fegatelli ha comunicato di avere “impegni professionali”, cose che non hanno consentito ad entrambi la presenza in aula. La risposta del giudice, Emanuele De Gregorio, è stata netta. Non ritenendo le motivazioni addotte dai testi giustificate sufficientemente, ha comminato ad entrambi 400 euro di sanzione, provvedendo all’accompagnamento coattivo, tramite Carabinieri, alla prossima udienza, fissata per il 20 dicembre. Lo stesso giorno – è stato fatto notare – in cui si terrà l’udienza per il processo contro l’illegittima autorizzazione all’impianto TMB, sempre all’Inviolata di Guidonia e sempre nei confronti di società del Gruppo Cerroni.

Tutto ciò mentre lo stesso Manlio Cerroni vergava l’ennesima ulteriore missiva a giornali nazionali ribadendo il suo punto di vista e cioè che l’impianto TMB di Guidonia possiede l’autorizzazione all’esercizio fin dall’agosto 2010 e che è pronto ad “ospitare” i rifiuti della Capitale, contribuendo così a risolvere i problemi che affliggono la Giunta Raggi.

Va da sé che al “supremo” non importi molto delle procedure giudiziarie in atto, della più volte acclarata (almeno da giudici in sede cautelare) illegittimità delle autorizzazioni regionali, dei ricorsi amministrativi tuttora in essere, certo com’è di riuscire per l’ennesima volta a far decollare i suoi impianti e rimpinguare il suo portafoglio.

Comunque vadano a finire i procedimenti in corso, resta davanti agli occhi di tutti l’incredibile, poco trasparente, compromissorio comportamento di una Regione Lazio lontana dagli interessi pubblici e disponibile all’abbraccio affaristico con i privati.Comitato per il Risanamento Ambientale

Comunicato stampa del  CRA Comitato Risanamento Ambientale

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