CONTINUA L’EMERGENZA IDRICA NEL NORD-EST, INTANTO A GUIDONIA L’ACEA SpA MANDA IN FOGNA MIGLIAIA DI LITRI DI ACQUA POTABILE!

La torrida estate 2017 sarà ricordata non tanto per il caldo, per la mancanza di fognature pubbliche, per le Ordinanze sindacali che vietano di utilizzare l’acqua inquinata dei pozzi privati e quella del rubinetto per annaffiare orti e giardini, ma soprattutto a causa della forte riduzione delle riserve idriche che viene registrata in tutto il Paese, da nord a sud e nelle isole senza ormai più distinzione. Responsabilità ce ne sono, e parecchie, e non si può dare la colpa alla particolare annata povera di precipitazioni. Ma piuttosto va ricercata nelle aziende che gestiscono la fornitura idrica, in barba al referendum che sanciva che il Bene Comune Acqua dovesse essere gestito dalle amministrazioni pubbliche come servizio essenziale per la popolazione e non come occasione di profitto per società ex municipalizzate e oramai quasi completamente in mano ai privati, che gestiscono questo Servizio tagliando i costi e massimizzando i profitti. A partire dalle condutture colabrodo che perdono per strada il 50% dell’acqua trasportata passando per la scarsa attenzione alle fonti di approvvigionamento ormai sempre più inquinate. Ma a Guidonia Montecelio si riesce a raggiungere l’inimmaginabile: l’acqua potabile viene buttata direttamente in fogna. Accade infatti che la parte storica della cittadina sia ancora servita con il sistema in uso nel 1935, quando fu fondata: a BOCCA TARATA. Con questo sistema c’è un continuo flusso di acqua 24 ore su 24 che entra nei cassoni posti sui terrazzi dei fabbricati; una volta riempiti i cassoni e in mancanza di richiesta idrica dell’appartamento servito (la notte, per assenza degli inquilini, ecc.), l’acqua defluisce dal cassone e attraverso una conduttura, che parte dalla sommità del cassone (cd “troppo pieno”), viene incanalata direttamente in fogna. Questo è il danno che si arreca alla società a cui si aggiunge la beffa. Quell’acqua potabile, che l’Acea in maniera criminale fa finire nelle fognature, viene fatturata sia come fornitura che come smaltimento delle acque reflue e a nulla sono valse le richieste fatte dagli utenti di modificare l’erogazione del servizio tramite l’installazione di contatori e munire i serbatoi di galleggiante di arresto del flusso. Basta fare un esempio: il condominio di via Tiberio Cavallo n. 6 fin dal 2010 inoltrò tale richiesta all’Acea, la quale fece un primo sopralluogo e dopo molti mesi inviò un preventivo di spesa molto oneroso che però i condomini decisero di accettare per porre fine a questo odioso sperpero di risorse. Nessun seguito, anzi l’Acea comunicava dopo quattro anni che i lavori sarebbero stati effettuati con le spese a loro carico, ma a tutt’oggi nulla è successo. Il Commissario prefettizio poi ha emanato una Ordinanza, vista l’emergenza, in cui si vieta l’uso “improprio” dell’acqua potabile fornita nelle abitazioni con pesanti sanzioni pecuniarie a chi, annaffiando un vaso sul balcone, contravviene all’Ordinanza stessa. Ma nei confronti di Acea SpA, che da anni sta distruggendo una quantità incredibile di questo Bene di tutti, quali provvedimenti intende prendere? Deboli con i forti e forti con i deboli, sembra questa la filosofia imperante a Guidonia Montecelio, ma i cittadini potrebbero stancarsi di queste vessazioni e allora…

Guidonia, 26 giugno 2017

Comitato Risanamento Ambientale