Dario Fo: il giullare satirico, l’uomo politico sagace

Proprio nel giorno in cui è stato assegnato il Premio Nobel per la Letteratura (quest’anno vinto dal grande Bob Dylan, il menestrello del rock), muore Dario Fo.

Il giullare satirico e l’uomo politico sagace

Fo aveva 90 anni, 70 dei quali dedicati al teatro, a cui era “a servizio”.  La sua vita, imprescindibile da Franca Rame, la loro vita, oltre al teatro, è stata tutta impregnata, sull’onda del 68, dall’impegno sociale e dal teatro autogestito.

Una grandissima perdita, quella di Dario Fo. Un grande provocatore culturale. Una vita artistica ed umana sempre piu’ incentrata intorno alla passione per il teatro. Nasceva all’epoca, siamo negli anni ’60, il teatro demenziale; prima della famosa “Canzonissima” che dette scandalo, Dario Fo e Franca Rame erano considerati protagonisti, soprattutto lui, della comicità demenziale. Da quella Canzonissima (la Democrazia Cristiana non sopportò il loro modo di condurre e l’impegno sociale in video, la lotta accanto ai lavoratori, censurandoli. Dario Fo fu allontanato dalla tv di stato per 15 anni circa), il loro modo di fare spettacolo prende una linea netta, molto precisa e forte, anche molto estremo. Fondano la compagnia Fo-Rame.

Il teatro-cronaca, ricordiamo “Mistero Buffo”

dario-fo-e-beppe-grilloUn personaggio impregnato di politica, Dario Fo: in prima linea per la difesa di Adriano Sofri, la sua caratterizzazione politica e sociale è stata sempre molto forte. Ovviamente un personaggio così estremo, satirico, netto, non poteva non essere esposto alla critica, quella generale ma anche quella popolare. Un personaggio difficile, complesso, che invece metteva a disposizione della cultura e del sociale, la sua grande facilità della parola e del linguaggio.dario-fo-libro

L’impegno politico, nella sinistra e nel Movimento 5 Stelle
Negli ultimi anni, l’impegno costante con il M5s; negli anni giovanili impegnato nell’estrema sinistra ed accarezzando il PCI. Un uomo di sinistra fuori dal coro.
” I 5 Stelle mi ricordano i bei
tempi con il PCI”

Grande l’impegno con il Movimento Cinque Stelle; nel 2013 aveva aderito con entusiasmo al progetto rivoluzionario ideato dal suo grande amico Beppe Grillo. Lui, uomo di estrema sinistra, militante per una vita, si dichiarava apertamente accesissimo fan del M5s e questo attirò non poche critiche: “In loro – ha sempre raccontato Dario Fo ai giornalisti – ho rivisto un po’ i tempi in cui facevo il teatro alle Case del Popolo ed il Pci per certe cose era bellissimo. I grillini sono figli e nipoti di quella gente lì, non sono tanti ma i migliori sulla piazza”.

Amore ricambiato, perché Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio lo consultavano di continuo, fino a candidarlo anche per la presidenza della Repubblica al posto di Giorgio Napolitano.  Uno spirito critico importante, una voce sempre fuori dal coro, l’uomo che ha saputo scuotere le coscienze.

Le reazioni politiche, gli avversari, gli estimatori

Moltissime le reazioni sui social e quelle politiche. Dal Premier Renzi ai senatori della Repubblica, da grandi sceneggiatori ed artisti fino a noti registi ed attori.raggi-dario-fo

Non potevano mancare le reazioni del M5s. Il deputato M5s Carlo Sibilia, “Il 19 febbraio 2013 a Milano ci hai detto “Fatelo Voi quello che alla tua generazione non era riuscito. Lo faremo, ciao Dario“. Lo scrive su Twitter.

Bellissimo l’omaggio della Sindaca di Roma, Virginia RaggiCiao Dario,
ho avuto l’onore di conoscerti e di ascoltarti. Mi hai accolto con il sorriso e con i tuoi toni pacati. Ricordo che poco prima di salire sul palco a Piazza del Popolo, durante l’evento di chiusura della campagna elettorale, mi hai stretto le mani e mi hai dato coraggio: vai avanti, non ti fermare, mi dicesti.
Il tuo entusiamso e la tua carica mi hanno emozionato e sono rimaste nel mio cuore da quel giorno. Così come sono rimasti saldi dentro di noi i tuoi insegnamenti. Al Movimento 5 Stelle hai dato tanto, tutto. Hai dato la tua intelligenza, la tua saggezza, la tua testardaggine e la tua passione.
Ci hai ridestato. Hai messo a servizio la tua arte per renderci più consapevoli e forti. Hai avuto il merito di capire il potere e svelarne le sue ipocrisie. Ci hai scosso, spronato e preso per mano quando eravamo pochi. Ci hai accompagnato sempre e la tua immensa presenza ci era di conforto e protezione. Ma adesso sta a noi dimostrarti cosa abbiamo appreso dai tuoi consigli: ribalteremo tutto

Davide CasaleggioNella vita a volte si ha l’opportunità di incontrare persone straordinarie. Dario Fo per me è stata una di queste. Era vulcanico nei pensieri, incessante nel creare arte con i suoi discorsi, le sue opere, i suoi quadri, le sue mostre, ma soprattutto aveva un’umanità eccezionale. Aveva urgenza nel creare qualunque progetto, ma se doveva parlare con qualcuno gli dedicava tutto il tempo del mondo. Grazie Dario per aver condiviso così tanto della tua arte con noi“.

Dal suo blog, Beppe Grillo ha voluto omaggiarlo e ricordarlo così: “Dario non era semplicemente un uomo libero, era la libertà incarnata. Un uomo fortunato di virtù che lo divertivano, coronate da un’insaziabile curiosità. Descrivere una perdita così è straziante quanto impossibile; l’ultima cosa che abbiamo perso è il Dario premio Nobel, la prima è l’esempio di un modo grandioso di interpretare la propria umanità, che ci ha sempre regalato a piene mani. La sua determinata esplorazione delle cose del mondo lo faceva straripare dalla commedia alla letteratura, dalla vita alla pittura. Dario era capace persino di avere un dialogo con Gianroberto! Avrebbe messo a suo agio anche una talpa… in pochi giorni abbiamo scritto un libro a 6 mani insieme a lui e Gianroberto: “Il grillo canta sempre al tramonto”. La loro intesa fu immediata ed ha continuato a vivere con gioia, oramai solo nella mia mente.
Ci ha lasciati dipingendo con la mente i colori sopra il grigio dei protocolli di un ospedale, ha continuato a dipingere e sorridere sino a quell’ultimo istante, che proprio Dario mi fa dubitare esista realmente.
Siamo orfani di una persona eccelsa e illimitata che sapeva ritrarre l’Italia senza meschine riverenze alle nostre manchevolezze. Ha ritratto l’uomo semplice rendendo nobili gli angoli più strani della personalità di un popolo: non ci ha giustificati ma neppure glorificati. Ci chiedeva a gran voce di essere, semplicemente”

Il cordoglio del Teatro

Anche Gabriele Lavia, grande  attore, regista e direttore del Teatro della Pergola di Firenze ricorda Fo: “Era un poeta, unico e inimitabile” “Ho amato tantissimo Fo – racconta Lavia – andavo sempre a vedere i suoi spettacoli da piccolo e ne ho imitato sicuramente il suo modo di scrivere e di essere in scena”. “Dario Fo come attore ha realizzato tutto quello che poteva realizzare sul palco. In scena la sua voce rappresentava il suo corpo”. E sul suo impegno politico, Lavia afferma: “Fo è sempre stato un uomo impegnato e si è schierato fino alla fine senza tradire il suo essere poeta, scrittore, artista ed attore”.

Il Teatro Stabile di Genova si unisce al cordoglio di tutto il mondo culturale per la scomparsa di Dario Fo, uno dei grandi protagonisti del teatro del ‘900.
Artista a tutto tondo, attore, regista, pittore, scenografo, scrittore, nonché, per anni, il drammaturgo italiano vivente più rappresentato nel mondo, capace come pochi di combattere il potere, con le armi dell’arte, dell’ironia e della comicità. Nel 1997 gli venne assegnato il Nobel per la Letteratura con una motivazione che restituisce il senso di tutta la sua opera: “Perché, seguendo la tradizione dei giullari medioevali, dileggia il potere restituendo la dignità agli oppressi”.

Fo è una di quelle persone che non dovrebbero andarsene mai, poichè sono quelle persone che per il loro spessore culturale rappresentano i timoni nella nostra vita, sono come barre dritte verso il futuro, l’autocoscienza, la cultura.
Ha vissuto qualunque cosa, la vita politica, l’impegno artistico, l’impresario teatrale, il costumista, lo scenografo. Dario Fo è figlio della sua storia e del suo tempo. Difficilmente imitabile, di grandissimo impegno sociale – come stiamo ricordando – le parole usate come suono, il grande gioco, l’invettiva mordace, il gusto di affrontare i temi della realtà con occhio ironico. Oggi non esiste un teatro simile. Grande amico di Jannacci, accanto al quale è sepolta Franca Rame.

Abbiamo spesso accostato le figure di Gaber e Fo; in realtà molto simili per alcune cose, l’anarchico Gaber e l’uomo di sinistra Dario Fo avevano in comune il grande sogno, una rivoluzione di coscienze e di pensiero.  Fo era una sorta di “garante” dell’anima a sinistra del Movimento 5 Stelle, vedendo nel Movimento di Grillo il grande sogno perduto della sinistra ed il PCI dei tempi migliori. Molto amato dagli attivisti dei meet up che lo ricordano con grande gioia e tanta malinconia per averlo perduto.

E’ stata una coppia non convenzionale e non tradizionale, quella con la Rame; una coppia anche travagliata, qualcosa li ha tenuti legati fino alla fine, l’impegno artistico e politico è stato sempre un collante eccezionale.

Un uomo libero, ci mancherà moltissimo.

Alessandra Paparelli