Discarica dell’Inviolata: Dagli ultimi dati ARPA sulla falda contaminata emergono nuovi pericoli per l’ambiente e la salute umana mentre le Amministrazioni interessate latitano

Pubblichiamo il comunicato stampa emesso dal CRA Comitato Risanamento Ambientale che denuncia la situazione preoccupante emersa dopo la diffusione dei dati dell’ARPA Lazio, relativi alle ultime analisi  del terreno  effettuate nei pozzi disseminati intorno alla discarica dell’Inviolata. 

Sono stati resi noti da ARPA Lazio i dati relativi alle ultime analisi effettuate nei pozzi spia disseminati intorno alla discarica dell’Inviolata di Guidonia, gestita da Eco Italia 87 srl del “gruppo Cerroni”. Ne emerge una situazione a dir poco preoccupante, in quanto si conferma la presenza a livelli molto alti di manganese, ferro, arsenico, nichel, ma anche quella di sostanze chimiche assenti nelle precedenti analisi. Si parla infatti di composti organici quali l’N-butilbenzensulfonammide, il bisfenolo, il 2,4,6-Triallyloxy-1,3,5- triazine trovati nei 23 campioni di acque sotterranee prelevati tra il 5 aprile ed il 7 giugno 2018.

Poiché la stessa Agenzia regionale avverte sulla particolare tossicità di tali sostanze organiche, pericolose per l’uomo e per l’ambiente, varrebbe la pena che i comuni interessati direttamente dalla grave  contaminazione della falda (Guidonia Montecelio e Fonte Nuova) prendessero più seriamente in esame la situazione, a tutela del proprio territorio e della salute di chi lo abita.

L’Amministrazione comunale di Fonte Nuova, ad esempio, non risulta essersi particolarmenteattivata (oltre che per una presenza del tutto formale alla Conferenza dei servizi indetta fin dal dicembre 2011 e tuttora in corso senza tangibili passi avanti), dopo aver proibito ai propri cittadini di utilizzare l’acqua dei pozzi privati nella frazione di Santa Lucia già da due anni. Infatti, nonostante le promesse, nulla è stato fatto per procedere ad ulteriori analisi delle acque sotterranee sui parametri ambientali (Dlgs 152/2006) utilizzati dalla stessa ARPA Lazio all’Inviolata. Fino a quando i pozzi privati dovranno restare chiusi, si chiedono i cittadini? C’è relazione tra l’inquinamento della falda sottostante l’abitato di Santa Lucia equello individuato all’Inviolata? L’arsenico, il ferro e il manganese rinvenuti in valori elevatissimi in un pozzo a Santa Lucia hanno un rapporto diretto con l’inquinamento generato dal percolato della discarica? Perché non è ancora terminata la perimetrazione dell’area contaminata dallo stesso percolato?

Non appare secondaria la “leggerezza” con cui l’Amministrazione guidoniana sta conducendo la Conferenza dei servizi stessa sulla contaminazione della falda. Tempi biblici per redigere i verbali delle riunioni, lentezza ed inadeguatezza amministrativa, nessuna “pressione” sui responsabili dell’inquinamento per giungere ad un reale confinamento dell’area contaminata, scarsa trasparenza, accettazione passiva del flop della “sperimentazione” attuata da Eco Italia 87 per abbattere gli inquinanti in falda, nessuna richiesta di redigere il progetto di bonifica ecc.

Del tutto inconsistente il ruolo di tutela della Regione Lazio per ciò che concerne la sanità delle acque sotterranee, dei fossi e dell’area protetta del Parco (in cui sono ubicati alcuni dei pozzi di acqua contaminata). Ugualmente assente ed irresponsabile l’Area rifiuti regionale che non ha ancora ammesso l’illegittimità dell’autorizzazione all’esercizio dell’impianto di trattamento dei rifiuti (TMB), sempre all’Inviolata, che nel suo perimetro “gode” della presenza di un piezometro (il P2A) in cui l’ARPA Lazio ha rilevato il bisfenolo e l’N-butilbenzensulfonammide, entrambe sostanze molto nocive, oltre al benzene, al diclorobenzene, a manganese, ferro, arsenico in concentrazione anche 100volte superiore alla soglia consentita.

Appare infine ridicolo e preoccupante il fatto che siano le associazioni locali a dover informare la popolazione sullo stato di contaminazione delle acque sotterranee e sulla inconsistenza di una tutela ambientale da parte istituzionale, provocando una situazione che vede l’autorità giudiziaria unico interlocutore credibile per la cittadinanza.

E’ dalla conoscenza che nascono la consapevolezza e la lotta per la difesa del nostro territorio!

CRA Comitato per il Risanamento Ambientale