Ennesima mazzata al TMB: la Regione boccia la discarica di servizio, vincono i cittadini.

Con la determina G12023 del 18/10/2016 a firma del Direttore del Governo del Ciclo dei Rifiuti Demetrio Carini, l’ingombrante impianto TMB all’Inviolata perde la discarica di servizio, un suo pezzo fondamentale: ormai è condannato.

Nel provvedimento viene spiegato a chiare lettere che la richiesta inoltrata dalla società ECOITALIA 87 nel 2013 per  realizzare una discarica che potesse contenere i residui delle lavorazioni dell’impianto di produzione di CDR e CSS, viene respinta in quanto chiaramente incompatibile con il sopravvenuto vincolo apposto dalla Soprintentenza nel settembre scorso che vieta espressamente ampliamenti, riutilizzi o ripristini della discarica dell’Inviolata.

Ad esultare al provvedimento sono i cittadini che riuniti in associazioni e movimenti lottano contro l’impianto cerroniano da moltissimi anni: <<Abbiamo sempre affermato che quel tipo di impianto nel cuore di un parco archeologico e naturalistico fosse illegittimo e sbagliato. E finalmente prima la soprintendenza e poi la Pisana ci danno ragione: Guidonia Montecelio non sarà la città dei rifiuti>>.

A mettere l’accento sull’imposchermata-del-2016-11-08-19-15-14rtante vittoria è il M5S locale che più volte aveva contestato dentro e fuori l’aula consiliare sia la collocazione dell’impianto posta in essere dalle amministrazioni di centro sinistra che la conferma dell’intenzione del suo utilizzo, perpetrata dal centrodestra: <<Con questo provvedimento si ristabilisce la giustizia è si rimedia allo scellerato operato delle amministrazioni precedenti, che non avevano mai neanche letto le carte arrivando a negare in certi momenti anche l’esistenza della contestatissima discarica di servizio. L’Inviolata è un Parco e gli unici investimenti in quella zona saranno per rendergli la giusta dignità e renderlo fruibile dai cittadini>>. L’ulteriore motivo di soddisfazione per i pentastellati segue di pochi giorni la fruttuosa riunione con l’amministrazione capitolina nella quale si è ribadito, che anche se nella remota ipotesi che il TMB sarebbe dovuto aprire, Roma non lo avrebbe mai utilizzato.

Per dire l’ultima e definitiva parola FINE sull’annosa storia del TMB, si attende oramai lo scontato esito della decisione del Consiglio dei Ministri, chiamato in causa lo scorso anno proprio dalla Regione Lazio. Con le numerose inchieste giudiziarie in corso e con il vincolo opposto dal MIBACT, infatti, gli uffici regionali si erano detti non competenti a rilasciare l’autorizzazione definitiva di avvio all’impianto, evocando l’intervento dell’organo superiore. E quando Renzi & Co. si  troveranno sul tavolo così tante carte che danno torto al partito pro-TMB e ragione ai cittadini, non potrà far altro che mettere la pietra tombale sull’illegittimo impianto di via dell’Inviolata. Amen

Red