Fonte Nuova: Donne Attive, la partecipazione intensa per dire NO alla violenza di genere

Una giornata intensa, quella vissuta domenica 23 ottobre in Piazza Padre Pio, a Fonte Nuova.flash-mob-bianco-e-nero

Il primo flash mob nella comunità di Fonte Nuova, alle porte di Roma, contro il femminicidio; organizzato da Donne Attive di  Fonte Nuova, un gruppo di cittadine attive sul territorio che conta ad oggi 1475 iscritte, ha visto la partecipazione di moltissime persone e la presenza di numerosi ospiti, legati alla battaglia per i diritti civili, impegnati sul territorio nazionale contro il femminicidio, contro
flash-mob-gruppo la violenza di genere ed ogni violenza e sopruso.

Una mattinata che si è aperta, non solo dal punto di vista climatico, al sole della speranza: il gruppo Donne Attive, in un silenzio emozionante, è confluito su Piazza Padre Pio da due lati, unendosi sul piazzale in una coreografia gioiosa, al termine della quale il gruppo di donne si è seduta a terra, nel totale silenzio, mostrando dei cartelli con delle scritte, per dire un NO forte e chiaro alla violenza di genere e contro la violenza alle donne. Un altro momento particolarmente intenso è stato quello della presenza di bambine che hanno liberato alcuni palloncini rossi in cielo.

Un’azione fortemente simbolica, a testimonianza di  tante donne che non ci sono più;  quel rosso che ci ricorda, importante e sovrastante, brutale, che tanto sangue viene versato ogni giorno per una donna uccisa.

Per una ragazza, una madre, una donna, un’amica, una collega, una parente, una figlia uccisa per mano di coloro che dichiaravano di “amarle”.

Il termine femminicidio è ormai un termine comune, tristemente e dolorosamente noto, si usa ormai quotidianamente quando in un crimine il genere femminile della vittima è una causa essenziale, un movente, del crimine stesso, nella maggior parte dei casi perpetuato all’interno di legami familiari. Donne uccise dai fidanzati, mariti, compagni, ma anche dai padri a seguito del rifiuto di un matrimonio imposto o di scelte di vita non condivise.

Come ricorda a tutte noi  l’esperta e avvocato Barbara Spinelli, consulente dell’ONU in materia di violenza sulle donne (autrice del libro “Femminicidio, dalladenuncia sociale al riconoscimento giuridico internazionale”), questa parola non se la sono inventata i giornalisti.

Proprio quello che ha ricordato ieri anche Marina Brasiello, Presidente Associazione Vittime di Violenza “IO NO “ Responsabile Mofi  di Roma e Provincia, già presidente nazionale anti-stalking; IO NO è una associazione di volontari per il sostegno sociale senza fini di lucro, fortemente voluta dalla presidente Marina Brasiello che da oltre trent’anni si occupa della tutela dei deboli e degli oppressi; presente domenica con lei, la Vice Presidente Rosa Veltri.
Un grande lavoro per queste professioniste. Entrambe hanno ricordato l’importanza di lavorare sul territorio locale e nazionale, il sostegno dato alle donne-vittime di violenza fisica e psicologica, di soprusi, il sostegno ugualmente importante e fondamentale dato ed offerto anche alle famiglie di donne uccise.

La Presidente Brasiello ha ricordato a Colibrì un “impegno forte e costante verso persone che  non possono essere ignorate dalle Istituzioni. Ogni famiglia ha diritto di esistere e di essere tutelata per ritrovare serenità ed  il giusto equilibrio dopo aver subito flash-mob-marina-brasielloviolenze o relazioni familiari difficili, complicate, a volte anche estreme.  Ricordiamo anche i bambini: vittime mute e solitarie di cui nessuno parla;  orfani di femminicidio, perdono nello stesso momento la madre e il padre. La prima, protagonista dell’ennesimo caso di uccisione, l’altro, autore del delitto, paga con il carcere o il suicidio”.  

Per loro, bambini e ragazzi orfani di questa strage che nel nostro Paese miete più vittime quasi di una guerra, inizia una seconda vita nell’ombra e tutta in salita.

L’evento flash mob contro il femminicidio si è arricchito di una presenza molto gradita, quella di Amnesty Internationalcircoscrizione Lazio, con il suo responsabile referente di comunicazione per Amnesty LazioJuan José Malgarini , il quale ci ha parlato dell’impegno di Amnesty Lazio sul terrflash-mob-fonte-nuova-foto-bianco-e-neroitorio nordest romano e Regione Lazio, dell’impegno internationale di Amnesty contro la violenza sulle donne nel Mondo, contro i femminicidi, gli abusi, le violenze esercitate sulle donne nel resto del mondo; contestualmente, il grande impegno profuso contro il reato di tortura e la pena di morte.  Josè ci ha spiegato l’impegno costante di Amnesty Lazio anche  all’interno delle scuole, elementari e medie ma anche licei, per una sensibilizzazione al valore del  rispetto,  di educazione sentimentale, perchè il rispetto parte proprio dalla scuola e può prevenire il femminicidio.

Tutto questo “partendo dalla costruzione di una cultura del rispetto dell’altro” che contrasti gli stereotipi di genere e aiuti i bambini, i ragazzi a diventare equilibrati, capaci di relazioni felici e paritarie.

Josè, come si pone Amnesty Lazio nei confronti della sensibilizzazione e quali sono i prossimi eventi sul territorio?

Amnesty Lazio, così come Amnesty International, è molto attento alla tematica dolorosa del femminicidio, l’attenzione è altissima a livello internazionale: importanti le campagne di sostegno per la salute delle donne in Nicaragua, come anche la campagna “Via le Barriere”, per la libera scelta in Burkina Faso;  stiamo preparando un grande evento a Monterotondo, il 26 novembre, un flash mob contro il femminicidio, in Piazza Roma ed un evento contro la pena di morte, il 30 novembre.

“Ricordiamo ancora” – prosegue Josè Malgarini – “l‘impegno di Amnesty International nel campo dell’Educazione dei Diritti Umani, proponendo  per la Scuola Secondaria di secondo grado diversi percorsi didattici contro la discriminazione”

DONNE ATTIVE FONTE NUOVA – Le amministratrici ed il gruppo organizzativo 

Le organizzatrici del primo Flash Mob a Fonte Nuova e le amministratrici del Gruppo Donne di Attive Fonte Nuova sono Annalisa D’Urbano e Cristina Passerani.   Obiettivi: sportello ascolto, eventi, sostegno donne e sociale, lavoro sul territorio.

Vediamo come:

Annalisa D’Urbano, amministratrice del Gruppo Donne Attive di Fonte Nuova, con esperienza in CRI: “il gruppo è nato come un gioco, ma giorno dopo giorno le iscritte aumentano e chiedono l’iscrizione. Nel gruppo ci scambiamo idee, riflessioni, esperienze di vita, ci salutiamo ogni giorno.  Ci è sembrato dunque naturale organizzare questo flash mob, in memoria di tutte le sorelle che ci hanno lasciato, vittime di una cultura maschilista e violenta che ancora interessa molte di noi. Ripalloncini-rossi-flash-mob-cristinaflash-mob-cristina-e-annalisangrazio tutte le donne che hanno aderito a questa giornata particolare  e ringrazio  tutti i partecipanti, ribadendo con forza il No contro tutte le violenze perpetrate contro le donne”.  “Il gruppo Donne Attive vuole, desidera, andare lontano, lavorare per il territorio e chiedere uno sportello ascolto, anti-violenza, sostenere le donne, lavorare anche ad iniziative e progetti inerenti il sociale”. 

Cristina Passerani, altra amministratrice del Gruppo Donne Attive di Fonte Nuova: “mi associo alle parole di Annalisa, il Gruppo Donne Attive Fonte Nuova è partito quasi per caso, diventato poi nelle settimane e nel tempo un vero punto di confronto tra donne, un punto di partenza da cui lavorare per il territorio, aiutare, sostenere e dire un forte e chiaro NO alla violenza ed al femminicidio, perchè le donne non si toccano ma la cronaca purtroppo ci dice il contrario; ogni giorno leggiamo di una donna uccisa da un ex fidanzato, ex marito o compagno. Mi sento pronta  a lavorare per sostenere le donne, forse perché in  10 anni di esperienza presso il servizio sociale , quello che mi è sempre mancata è stata proprio una rete di sostegno. E quando abbiamo trattato donne massacrate vi assicuro che la cosa più brutta è  stata quella di avete le porte chiuse”. 

Prosegue Cristina – “la mia emozione è stata contrastante, un misto tra solitudine ed abbandono da parte dello Stato Italiano, ma nello stesso tempo, dato che eravamo tantissime, è come se avessimo creato intorno alle vittime un girotondo di amore. La sensazione più forte è stata quella di unione e quella di condivisione. Mi sento arricchita dentro”. 

Annalisa e Cristina tengono poi a sottolineare che Donne Attive di Fonte Nuova “non è un gruppo politico, è apartitico, trasversale e lavora sul territorio, con confronti, progettualità, idee.  Chiunque utilizzi il gruppo per fare propaganda, verrebbe rimosso”

Donatella Ibba, già Assessore all’Ambiente del Comune di Fonte Nuova,  fa parte di Donne Attive, anche lei idee per il gruppo : “Il Comitato Donne attive per come è partito ,quasi per gioco e per come si stia sviluppando rapidamente è una vera “macchina da guerra“, fatta di complicità, sorrisi, ascolto, scambi di idee e coniugazione di professionalità di ogni tipo. Abbiamo cominciato a progettare partendo dal sociale e stiamo sviluppando un percorso multi sfaccettato che coinvolga prima le donne poi i cittadini tutti dei rioni di Fonte Nuova per l’Attenzione del territorio e la Sicurezza, la Cultura, lo Sport, l’Ambiente e il Decoro urbano”.

Dove andrà il gruppo Donne Attive ?

“Dove vogliamo e possiamo andare? Perchè porci limiti…meglio mirare alla luna per cogliere magari la stella più in basso”

Si può pensare ad uno sportello di ascolto anti-violenza, a Fonte Nuova ?

Certamente sì, è un obiettivo e desiderio molto forte; questo era l’obiettivo che perseguivo fin dal 2014, insieme alla collega del sociale;  poi la difficoltà anche nel reperire fondi non ci ha permesso di attuarlo. Si potrà però pensarlo, partendo proprio dal Gruppo Donne Attive di Fonte Nuova, come punto di ascolto autogestito, uno sportello mirato della nostra comunità, completamente creato insieme alle cittadine attive, magari con una  sinergia con la  Asl; naturalmente prevedendo consulenza legale, sociale, psicologica, una mediazione scolastica e culturale,  spazi di riprogettazione dei percorsi personali; c’è molto lavoro da fare ma potrebbe essere un obiettivo importante con tutto il gruppo Donne Attive.  Ricordiamo poi i prossimi appuntamenti sulla tematica del femminicidio: il 25 novembre, sempre a Fonte Nuova, ci sarà un pomeriggio culturale dedicato a letture di poesie e testi teatrali ( il monologo “Latte”, testo dell’opera di Agostino Franchi e Donatella Ibba) che affronterà  il delicato quanto terribile tema della violenza di genere; un evento legato al nostro territorio, con ospiti impegnati da tempo sul tema violenza alle donne, abusi e violenze psicologiche”. 

Proprio la scorsa primavera ed estate, a pochi giorni dall’indignazione mediatica seguita dopo il  femminicidio di Sara Di Pietrantonio, un femminicidio particolarmente efferato (la ragazza è stata bruciata viva dall’ex fidanzato)  e di altre donne che avevano deciso di separarsi dal proprio marito o compagno, avevamo appreso e ci eravamo occupati di  numerosi sportelli e centri antiviolenza  a rischio. I dati sono allarmanti,  terribili anche i numeri degli orfani, bambini privati della madre uccisa e di un padre in galera. Di fronte a questo quadro sconcertante, le sole risposte che le istituzioni hanno saputo dare, oltre la sempre cara invocazione di maggiori politiche securitarie, sono lo smantellamento dei centri antiviolenza ed il continuo attacco agli spazi di donne autogestiti.

Donne Attive Fonte Nuova chiede a gran voalessandrace la presenza di uno sportello ascolto donna, un centro ed un punto di riferimento per le donne maltrattate, vittime di abusi e violenze.  Abbiamo avuto inoltre il piacere di intervistare anche Giusy Avoli, del gruppo organizzatore Donne Attive, attiva nel socialeDomenica ero sinceramente molto coinvolta, vista la mia esperienza precedente, ero allo sportello del consultorio una volta alla settimana, mi occupavo di raccolta di invenduto presso i supermercati, organizzavo mercatini per reperire fondi Credo di poter dire che una manifestazione così inusuale per questo territorio fosse il giusto modo per aiutare chi è in difficoltà. Aiutare a denunciare, a far capire loro che non sono sole”. 

Alessandra Paparelli

Si ringraziano:

Fotografie:  Stefano Ciccarelli

Pagina facebook Stefano Ciccarelli ed il Sito http://stefaci.wixsite.com/stefaci-photos

Gruppo Donne Attive Fonte Nuova

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