Fonte Nuova: Donne Attive, primo flash mob contro il femminicidio

Man's clenched fist opposite woman's hand holding heart

Nella nostra civilissima Italia, un terzo delle donne subisce violenza, ancora poche denunciano: quelle che lo fanno passano attraverso le forche caudine.

Spesso le forze dell’ordine non agiscono in maniera capillare, a volte prendendo “sotto gamba” il fenomeno dello stalking e della violenza domestica, lasciando mano libera ai violenti, ai persecutori e agli assassini che hanno sempre il volto di un ex marito, di un compagno di vita, di uno stalker. Quasi tutte le donne uccise avevano chiesto aiuto, quasi tutte si erano già rivolte alla polizia, eppure sono morte lo stesso. Nei Tribunali vige ancora una mentalità che colpevolizza le donne e si rende complice degli uomini che abusano di loro.

Centri Anti-violenza a rischio chiusura, già da luglio 2016

Questo luogo simbolo a rischio, lo sportello ascolto ed il centro anti-violenza, è  qualcosa di più: l’emblema di una crisi che si scarica ancora sulla pelle delle donne

I Centri Anti-violenza che sanno come agire, proteggere e difendere le donne, sono finanziati raramente ed a singhiozzo; molti sono a rischio chiusura e pochi hanno il denaro sufficiente per gestire case rifugio. Nelle scuole non si fa alcuna prevenzione, non si educano le ragazze a riconoscere il pericolo, a difendersi, a sottrarsi. Non si educano i ragazzi al rispetto e al limite. Non esiste l’educazione sentimentale.
La violenza maschile sulle donne è un problema politico che affonda le sue radici nella disparità fra i sessi e nella discriminazione, queste radici – noi crediamo – vanno estirpate completamente: le leggi ci sono, le donne hanno combattuto duramente per ottenerle; come cittadine, pretendiamo che vengano almeno rispettate e fatte rispettare. La violenza maschile sulle donne e sui figli è una tragedia con costi altissimi, lasciando poi questi figli nella solitudine disperata, avendo perso la propria madre uccisa ma anche un padre assassino.

 

Donne Attive Fonte Nuova

Per questo motivo, domenica 23 ottobre alle ore 10.00, ci sarà il primo Flash Mob di Fonte Nuova (Roma) per dire No al femminicidio, per chiedere con forza uno sportello nella nostra zona, ancora mancante.

A tale proposito, la redazione di Colibrì pubblica il comunicato stampa, preparato dalla sottoscritta per il gruppo Donne Attive Fonte Nuova, un grande e folto gruppo che conta, mentre scriviamo, 1394 iscritte (il numero aumenta vertiginosamente).

Fonte Nuova dice NO alla violenza sulle donne.
E’ un messaggio forte ed importante che parte da un grande gruppo di cittadine attive, Donne Attive di Fonte Nuova. Domenica 23 ottobre alle ore 10.00, in Piazza Padre Pio, Donne Attive ha organizzato il primo flash mob a Fonte Nuova contro il femminicidio, per dire no alla violenza fisica e psicologica. Nella foto che abbiamo scelto per il comunicato, sono presenti soltanto alcune delle nostre ” sorelle” che hanno perso la vita, i propri sogni, il proprio futuro soltanto nel 2016. Ecco che il flash mob diventa importante per la loro memoria, per non dimenticare, per dare il nostro messaggio diretto e chiaro.

13/07/2013 Palermo, flash mob contro la violenza sulle donne: cimitero virtuale a piazza Politeama

Crediamo che una delle risposte alla violenza e alle atrocità che le donne continuano a subire in ogni angolo del mondo, tra il silenzio delle mura domestiche, in società evolute e meno progredite, in contesti culturalmente ed economicamente elevati come in quelli più deboli, sia proprio quella di parlarne il più possibile, di entrare nelle scuole, nelle case, nelle famiglie e di far capire che davanti ai primi segnali non bisogna più tacere ma immediatamente attivare quella rete sociale che tra tante difficoltà, esiste Una grande sinergia e coinvolgimento per dire basta al femminicidio, perchè abbiamo tutte il dovere di scendere in campo in prima persona per portare un contributo diretto alla causa, anche attraverso momenti di sensibilizzazione come quello che avverrà domenica 23, ore 10.00, in piazza Padre Pio” 

Alessandra Paparelli