Fonte Nuova: parte la raccolta differenziata (?)

Il Comune di Fonte Nuova e l’avvio del PAP, porta a porta per la raccolta differenziata.

Per fare in modo che la raccolta differenziata porta a porta venga effettuata in maniera corretta, è fondamentale il contribufonte-nuova-torluparato di noi cittadini che dobbiamo dividere correttamente i diversi materiali. La raccolta giornaliera, abitazioni, condominii, negozi, avviene sulla base del calendario predisposto dai singoli Comuni: ai cittadini vengono forniti i sacchetti per la raccolta di vetro, plastica, carta ecc, sacchetti che poi devono essere lasciati fuori dall’abitazione nei giorni e negli orari stabiliti. Il vantaggio, lo sappiamo, è l’incremento del numero di rifiuti riciclati e l’eliminazione dalle strade, di quei brutti e  classici cassonetti con un nettorifiuti-a-fonte-nuova miglioramento del decoro urbano  del nostro comune.

E’ vero che per far partire una raccolta differenziata occorre tempo, cura e pazienza ma le lacune emerse oggi nel Comune di Fonte Nuova sono molto evidenti. Il 19 settembre sarebbe dovuta partire la raccolta differenziata: ma nei fatti, gran parte della popolazione di Fonte Nuova a tutt’oggi è ancora senza mastelli per differenziare e la città è rimasta preda di rifiuti sparsi in ogni luogo, ad ogni angolo, fuori dai classici cassonetti.

Il problema fondamentale è la fonte-nuova-rifiutimancanza di informazione: per un progetto così importante, la conoscenza e l’informazione a partire dalle  scuole fino alle famiglie tutte, è fondamentale. Abbiamo notato l’assenza in tutta la nostra zona di  gazebo informativi ,  e non bastano certamente tre riunioni confuse, caotiche, nella sala strapiena di persone a caccia di informazioni, accaldate e stipate dentro.  Ad oggi, non esistono  gazebo informativi, non c’è la carta dei servizi, al numero Verde (insieme al Comune di Mentana) non rispondono, oppure il telefono risulta sempre, perennemente occupato. Queste sono le lamentele e le preoccupazioni che registriamo.

Quello che doveva essere o avrebbe dovuto essere il fiore all’occhiello di una campagna elettorale si sta presentando come ritardatario, lacunoso, con linee di pressapochismo e superficialità.

Certamente come ogni progetto pesante, questo comporta cambiamenti talmente radicali e profondi che occorre tempo per metabolizzarli (amministrare non è semplice, per nessuno, lo diciamo ogni volta) ma sarebbe stata necessaria, crediamo, una pianificazione maggiore, con una sensibilizzazione capillare.

Tra l’altro, oggi, ci sono più  di 300 Comuni che sono dichiarati a rifiuti zero (oltre il 70 % di differenziata) e tantissimi altri che hanno da tempo iniziato il porta a porta; dunque non parliamo di avanguardia, non è un esperimento incredibile che rivoluzionerà il nostro vivere, è una progettualità molto comune ed utilizzata già ed una  programmazione che si sarebbe potuta pianificare con maggiore professionalità ed  incisività, diluita nei mesi precedenti.

Molti cittadini lamentano, anche sui social, che all’Ambiente non sappiano dire l’orario in cui il servizio termina: servizio che dovrebbe iniziare alle 6.00 del mattino e terminare a mezzogiorno, stesso discorso per una mappatura obbligatoria della raccolta.

Dal 26 febbraio 2016, data in cui venne firmato il contratto con il  nuovo gestore, Paoletti, si sarebbe potuto cominciare un percorso di educazione della cittadinanza, iniziando appunto dalle scuole per arrivare poi alle famiglie. Cittadinanza, ricordiamolo, che non è abituata al porta a porta. Successivamente si doveva arrivare in maniera capillare e precisa alla distribuzione dei mastelli.  Poi la partenza del PAP (porta a porta) con il ritiro dei rifiuti e contestualmente l’eliminazione di tutti i cassonetti di prossimità.

I tanti, troppi, rifiuti sparsi nelle strade, fuori dai vecchi cassonetti, sono uno spettacolo indecoroso per una cittadina di 34 mila abitanti, alle porte della Capitale; è bene anche ricordare che il servizio di raccolta differenziata porta a porta è, prima di tutto, un sistema che mira a responsabilizzare i cittadini proprio sulle quantità di rifiuti prodotti ogni giorno.

Alessandra Paparelli