Impianto trattamento dei rifiuti

Guidonia: L’impianto per il trattamento dei rifiuti stradali a Martellona comincia a “puzzare”

Quello che si è riusciti a fermare dalla porta, ci sta rientrando dalla finestra…

Stiamo parlando del mega “impianto per il trattamento dei rifiuti solidi stradali sulla base di tecnologie innovative e altri rifiuti non pericolosi” entrato dal  5 maggio scorso in funzione a Martellona, tra il Centro Commerciale Tiburtino, la ASL e l’ospedale IHG.

DietrWP_20160525_10_21_04_Proo questa definizione altisonante, in realtà si nasconde un impianto TMB camuffato per il trattamento dei rifiuti di pulizia stradale raccolti in tutto il territorio del Lazio ed altri rifiuti di bonifiche di discariche abusive disseminate ai bordi delle strade.

Se i cittadini di Guidonia Montecelio pensavano di aver risolto i problemi dell’inquinamento (con la chiusura della discarica dell’Inviolata e il sequestro dell’impianto TMB, sentenziato dalla Cassazione) probabilmente dovranno ricredersi. Infatti, a due mesi dalla sua apertura e con i primi giorni di temperature con caldo torrido, da questo impianto si cominciano a sentire i primi olezzi nauseabondi emanati dai rifiuti che vengono scaricati dai camion compattatori e ammassati all’interno dell’impianto (vedi foto).

Questo ennesimo “monnezzificio” sul nostro territorio, è l’ultimo regalo dell’amministrazione Rubeis, quando, all’epoca, dopo la terza conferenza dei servizi del 16 luglio 2014 (quella dove venne deciso definitivamente di dare il via libera) dette parere favorevole alla sua costruzione, senza nemmeno ritenere necessaria la Valutazione di Impatto Ambientale, ben sapendo che vicino c’era un Centro Commerciale, la sede della ASL RmG e un ospedale con pazienti lungodegenti.

In Consiglio Comunale, a nulla valse la protesta e l’opposizione dei consiglieri del M5Stelle che si batterono e votarono contro. La delibera riuscì a passare ugualmente con i voti della maggioranza. Tutto fu deciso senza nessuna trasparenza, senza che nessuna delle Istituzioni preposte (Regione, Provincia, Comune) chiedessero il parere dei cittadini e delle associazioni ambientali.

Ora che gli impianti sono stati avviati, il “monnezzificio” dobbiamo tenercelo per almeno trenta anni: tanto dura la concessione. Ci rimane di attendere gli sviluppi che si avranno in materia igienico-sanitaria. Vedremo come reagiranno gli utenti del centro commerciale e come si esprimeranno le autorità competenti della stessa ASL situata a pochi metri di distanza. Vedremo se questi olezzi che si cominciano a percepire con i primi caldi, infastidiscano anche le loro narici e che provvedimenti penseranno di prendere.

Angelo Scipioni