Guidonia da riscoprire: la necropoli dell’Inviolata

La Soprintendenza per i beni Archeologici per il Lazio ha condotto, tra il 2009 e il 2014, una serie di campagne di scavo nel Parco dell’Inviolata, nell’area adiacente alla discarica. Lo scavo ha messo in luce un lungo tratto ben conservato dell’antica via Tiburtino-Cornicolana, importante asse stradale che, attraversando il territorio di Guidonia e aggirando alla base la collina di Montecelio, si inoltra in territorio sabino.

Lungo la strada, come consuetudine nel mondo romano, è stata rinvenuta una vasta necropoli con sei mausolei, un recinto funerario in laterizio con colombario absidato e 69 sepolture di varie tipologie, tra cui due sarcofagi in marmo bianco. Solo 9 di queste tombe presentavano un corredo composto da lucerne, vasi in terracotta e vetro, monete in bronzo.

Particolarmente interessanti i corredi femminili tra i quali uno specchio rettangolare in bronzo e un astuccio cilindrico, anch’esso in bronzo, con all’interno strumenti da trucco e aghi crinali in osso lavorato. Non mancano le attestazioni epigrafiche tra le quali riveste particolare interesse una grande ara marmorea con frontoncino decorato recante un’iscrizione funeraria della gens Proba, probabile titolare di un mausoleo.

La necropoli, con attestazioni che vanno dall’età repubblicana fino alla tarda età imperiale, documenta una lunga frequentazione della strada, sottolineando l’importanza di un percorso che ricalca sentieri noti sin dall’età del Bronzo medio e recente.

A poca distanza dal sito archeologico sono ancora visibili, anche se in stato di degrado e abbandono, i resti della stazione radio del 1930, creata in connessione con l’aeroporto militare di Guidonia ed utilizzata anche per le comunicazioni con le colonie d’oltremare.

B.G.

Colombario del recinto funerario in laterizio