Guidonia: si è svolto al Teatro Imperiale il convegno sulla “Legalità e prevenzione alla corruzione”

Con il saluto agli ospiti del sindaco Michel Barbet, si è aperto giovedì 27 luglio, presso il Teatro Imperiale a Guidonia, il convegno sulla “Legalità e prevenzione alla corruzione al quale hanno preso parte il presidente onorario della Suprema Corte di Cassazione Ferdinando Imposimato, l’assessore alla cultura del comune di Tivoli, Urbano Barberini, l’assessore allo Sviluppo economico e alla Legalità del comune di Guidonia Montecelio Davide Russo e i deputati del M5S alla Camera, Massimo Enrico Baroni e Roberta Lombardi (invitati perché promotori in Parlamento di molte proposte di leggi per la lotta alla corruzione e non per propaganda elettorale, come gli oppositori al convegno hanno voluto far credere). Ha moderato gli interventi il giornalista Luca Teolato, collaboratore de Il Fatto Quotidiano.

Questo convegno è stato fortemente voluto dal sindaco Michel Barbet e dalla nuova amministrazione a guida 5 Stelle per chiarire e ribadire, se ce ne fosse bisogno, come la lotta alla corruzione sarà uno dei cardini che accompagneranno il prosieguo di questo mandato.

Rispedendo al mittente e tralasciando le sterili polemiche che hanno preceduto la vigilia del convegno da parte dell’opposizione, nel suo intervento di saluto ai convenuti, il sindaco Michel Barbet ha tenuto a rimarcare che il comune di Guidonia Montecelio si è costituito parte civile nel processo contro i protagonisti implicati e arrestati nell’ambito dell’operazione Ragnatela denominata dalla Procura di Tivoli, “Mafia bianca del sistema Guidonia” e che avrà inizio il prossimo 18 ottobre. “La lotta alla corruzione va affrontata con la massima urgenza: noi siamo a disposizione dell’autorità giudiziaria, affinchè venga fatta giustizia civile, perché vogliamo veramente che la vita dei cittadini di Guidonia Montecelio possa migliorare. Pertanto la maggioranza che governa questa città, ha deciso di farsi promotore e inaugurare una nuova stagione, all’insegna della responsabilità etica nei confronti dei cittadini. Ringrazio anche gli esponenti della minoranza che hanno creduto a questa iniziativa, seppur con una visione diversa”.

All’inizio del suo intervento, Il dott. Ferdinando Imposimato ha tenuto a sottolineare di conoscere molto bene i problemi del comune di Guidonia Montecelio, flagellato dalla corruzione. Precisando che al suo intervento necessitava dare un quadro: sia al problema della legalità che a quello della corruzione. Per la legalità ha sintetizzato citando una frase di Cicerone che dice: “Siamo tutti servi delle leggi per essere uomini liberi”. Parlando della corruzione, ha fatto riferimento al primo governo Berlusconi, rammentando come una delle prime cose che fece fu quella di escludere il carcere per i corrotti, facendo una legge pochi giorni prima che i magistrati emettessero l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di appartenenti (purtroppo) alla Guardia di Finanza che lui stesso in precedenza aveva corrotto. Seguitando poi con la  “Legge Ciriello” (dalla quale lo stesso promotore poi prese le distanze) che prevedeva la prescrizione breve a favore dei corrotti, ben sapendo che la prescrizione non è altro che una forma di amnistia a loro favore e ne garantisce  l’impunità. Ha proseguito dicendo che: “La corruzione comporta una tassa occulta per i cittadini di 70 miliardi di euro all’anno, a cui bisogna aggiungerne altri 150 di evasione fiscale. Per ultimo va aggiunta la Legge Severino che fa la distinzione fra la concussione violenta e quella fraudolenta. La differenza sta nel fatto che se viene riconosciuta la concussione fraudolenta, non è considerata più corruzione e la pena che andava dai 4 ai 12 anni, diminuisce da 1 a 6 anni. Questo permette ad un pubblico ufficiale condannato per corruzione di vedersi ridotta la pena perché la sua condanna si configura in concussione fraudolenta. Questo fatto ha comportato dei guasti spaventosi che sono un peso enorme a carico dei cittadini e significano impunità per i corrotti. Significa anche che abbiamo bisogno di leggi più severe per combattere la corruzione. Noi abbiamo un codice penale che punisce gravemente il furto pluriaggravato con una pena che va da tre a dieci anni e considera la corruzione un reato meno grave. Questo perché le nostre leggi si basano ancora sul Codice Rocco risalente al 1930, epoca fascista, quando i furti erano considerati più pericolosi della corruzione. Al contrario io penso che la corruzione sia molto più grave dei furti. Da venti anni sto dicendo al Parlamento, di cui ho fatto parte, di prevedere pene più gravi a carico dei corrotti, dei corruttori e soprattutto dei concussori, cioè dei ricattatori, ma questo obiettivo non è stato raggiunto. Pensate che ci sono state due commissioni in Parlamento per cambiare il codice penale e la legge sulla corruzione, ma né il centrodestra e nemmeno il centrosinistra lo hanno fatto. Quindi la nostra speranza è che se il M5S andrà a governare, possa cambiare un Codice Penale che non è più adeguato ai tempi in cui viviamo. Ma oltre a questo andrebbe fatta anche un legge per la lotta alla corruzione e sul conflitti di interessi. Io oggi avrei fatto, per la verità, un dibattito sulla lotta alla corruzione e conflitto di interessi, perché la prevenzione sulla corruzione si fa con una legge apposita. Per ultimo voglio dire che la lotta alla corruzione si fa anche amministrando bene i comuni, anche se è una cosa difficilissima. Colgo l’occasione per complimentarmi col sindaco Michel Barbet, anche se si appresta a svolgere una missione molto difficile e gli auguro che sappia dare una svolta all’andazzo di questo comune che io conosco molto bene. Concludo dicendo che se non ci sarà una vera svolta politica, il problema qui non si risolve, perché sono anni che si dice di voler cambiare, ma le cose restano sempre uguali”.

Gli intervento sono poi proseguiti con l’assessore alla legalità Davide Russo, che ha tenuto a sottolineare come intende portare in commissione consiliare un documento per cominciare a lavorare ad un codice etico per gli amministratori pubblici e un codice interno. Proposta rivolta anche all’assessore alla cultura di Tivoli Urbano Barberini, per lavorare in sinergia ed elaborare un documento partecipativo che nasca dal basso, con la presentazione di proposte che prescindono dall’appartenenza politica e che dia la possibilità di rispettare alcune regole fondamentali, come quella di evitare il clientelismo, dare spazio alla meritocrazia, non ricevere regali per non essere soggetti in seguito a ricambiare con favoritismi. Questo, ha sottolineato, sarà uno dei primi interventi che porterà in commissione consiliare, con la possibilità di ampliarlo e coinvolgere altri comuni. Ha proseguito raccontando come sin dall’inizio del suo mandato, ha notato come ci sia una “paura” di chi lavora all’interno dell’amministrazione, dopo le note vicende di corruzione. “Si ha la percezione che i dipendenti abbiano paura di commettere errori e quindi sarà nostro compito ridar loro fiducia e serenità, valorizzare il loro lavoro e puntare sulla risorse umane per portare avanti il lavoro amministrativo, perché gli amministratori fanno atti di indirizzo, ma chi poi redige le pratiche e porta avanti la macchina amministrativa, sono i dipendenti comunali. Porteremo avanti anche delle iniziative partendo dalle scuole elementari perché è da lì che si inizia. Cominceremo ad istituire un nuovo modello di cultura facendo capire ai ragazzi che la legalità è alla base della vita sociale e civile. Ovviamente essendo anche assessore allo sviluppo economico, mi rendo conto che la corruzione in questo periodo di crisi, crea quel sistema di malaffare per appropriarsi di quei pochi investimenti che ci sono. Per questo dovremo investire al meglio le risorse che ci sono in questo comune, come il travertino e le industrie che operano nel territorio, ma in maniera trasparente. Questo ci darà la possibilità di creare nuovi posti di lavoro, valorizzare il territorio, e puntare sullo sviluppo turistico. Ad esempio valorizzando il borgo di Montecelio, la sua Rocca, il museo Lanciani dove è custodita, insieme ad altri importanti reperti, la Triade Capitolina e rendendo fruibile ai visitatori il Parco Regionale Archeologico dell’Inviolata, con i suoi laghetti, la sua flora, la sua fauna e la via della Selciatella. Lo faremo coinvolgendo i cittadini, le realtà imprenditoriali, i rappresentanti dei lavoratori, le scuole, le associazioni ambientalistiche e di volontariato. E’ un lavoro che non possiamo fare soltanto noi amministratori pubblici, dobbiamo farlo con la partecipazione, il coinvolgimento, il dibattito, la condivisione di tutti perché dove c’è sviluppo c’è libertà”.

A seguire c’è stato l’intervento dell’assessore alla cultura del comune di Tivoli Urbano Barberini che ha raccontato come anche Tivoli ha affrontato una guerra per difendere la cultura della legalità, quando nelle adiacenze di Villa Adriana si voleva costruire una discarica di rifiuti, anche speciali, sotto il castello di Corcolle, territorio decretato dal Mibac, zona archeologica. Se non ci fosse stata una lotta dei cittadini contro questo scellerato progetto, sarebbe avvenuto una sorta di Caporetto per la cultura a Tivoli, che già conta due siti Unesco. Il colmo poi era che la discarica a Villa Adriana, veniva fatta con i crismi della legalità, perché a volerla era il Commissario Prefettizio, che gestiva all’epoca l’amministrazione comunale, con il pretesto di una finta emergenza, che emergenza poi non era. Ha sottolineato come la situazione della legalità è il tema cruciale di questo paese e per questo ha ringraziato i promotori di questo convegno, augurandosi che ce ne siano ancora altri.

Sono proseguiti poi altri interventi dei consiglieri comunali del M5S di Guidonia Montecelio, Laura Spinella e Claudio Caruso e del consigliere del M5S di Tivoli Carlo Caldironi. Fuori programma è intervenuto anche l’ex consigliere del M5S Sebastiano Cubeddu, che ha usato parole forti contro i consiglieri dell’opposizione, denigratori di questo convegno.

Per ultimo ci sono stati gli interventi dei parlamentari del M5S alla Camera dei Deputati, Massimo Enrico Baroni e Roberta Lombardi, già promotori in Parlamento di molte proposte di legge per combattere la corruzione e il gioco d’azzardo.

Angelo Scipioni

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