Guidonia: Teatro Imperiale pieno in ogni ordine di posto per assistere all’evento “L’ORA LEGALE” Più di 300 studenti delle scuole superiori del territorio con i loro insegnanti, oltre a comuni cittadini.

Più di 300 studenti delle scuole superiori del territorio con i loro insegnanti, oltre a comuni cittadini, hanno assistito all’evento “L’ORA LEGALEInsieme contro le mafie tenutosi nel Teatro Imperiale di Guidonia.

E’ stata una importante giornata dedicata alla legalità e a far conoscere ai ragazzi presenti al teatro, storie di mafia e sopraffazione così bene rappresentate nello spettacolo teatrale “Donne e Mafia” 

L’evento è stato organizzato dall’Osservatorio sulla sicurezza e la legalità della Regione Lazio e la Città di Guidonia Montecelio. Ad aprire la giornata sono state appunto voci di donne in scena con lo spettacolo teatrale.  Le “Donne di Mafia” testimoniano una realtà femminile in cui forza morale, coraggio, capacità di affermare i propri valori, unite dall’amore, aiutano a sfidare coraggiosamente un sistema. Lo spettacolo si apre come un racconto dal sapore e dalle sonorità antiche, usa la struttura della tragedia greca, e poi piano piano il pubblico viene trasportato fino ai nostri giorni. Le sette protagoniste raccontano l’esperienza di sette donne che hanno avuto a che fare con la mafia. Nella prima parte parlano quelle che hanno rotto il silenzio, madri sorelle, figlie che da vestali del “disvalore” si trasformano in donne che si ribellano alla cultura mafiosa: Serafina Battaglia (1962), Michela Buscemi (1985) Rita Atria (1992) e Maria Concetta Cacciola (2011). Nella seconda parte parlano le donne che hanno vissuto accanto a uomini che hanno lottato contro il potere mafioso e sono diventate instancabili promotrici della cultura della legalità: Saveria Antiochia, Rosaria Costa e Lucia Borsellino. Le voci di queste donne raccontano che la mafia non è un’organizzazione criminale e basta: “mafia è “organizzazione del pensiero”. E’ un modo sbagliato di rispondere a violenza con violenza. Mafia è chiudere, speranze, prospettive. Mafia è spirale, che ti convince che tutto è così, che sempre è così, che ogni volta sarà così. Lo spettacolo vuole essere un invito alla consapevolezza, ognuno di noi può contribuire, nel ruolo che riveste, a indebolire la mentalità di cui si nutre la mafia. “Perché c’è una linea sottile tra il mafioso e l’uomo libero: in Sicilia o ovunque sulla faccia della terra”. Si chiama scelta. E spetta a noi.

Scritto e diretto da Simonetta De Nichilo, interpreti: Chiara Carpentieri, Simonetta De Nichilo, Anna Rita Gullaci, Tiziana Santercole, Silvia Scotto, Chiara Spoletini e Roberta Sciortino; spettacolo prodotto dall’Associazione culturale CREATIVAMENTE.

Il Sindaco Michel Barbet nel presentare l’evento ha detto: “Questo appuntamento è un grande evento per la nostra città. Credo che sia un importante segno di attenzione e anche un riconoscimento dell’impegno quotidiano che la Città di Guidonia Montecelio sta portando avanti con grande impegno e senso di responsabilità al fianco di chi combatte la mafia e ha pagato con la vita questa lotta”.

Il Vicesindaco e Assessore alla Legalità Davide Russo ha moderato il dibattito che ha fatto seguito allo spettacolo teatrale; ha ringraziato Giampiero Cioffredi dell’Osservatorio sulla legalità della Regione Lazio che ha consentito la messa in scena dello spettacolo “Donne e Mafia” anche a Guidonia Montecelio. “Le donne sono una forza per la società – ha proseguito –  Spesso pensiamo che la lotta alla mafia sia una cosa che riguarda solo gli uomini. Invece non è così. Nel nostro Paese la battaglia contro la mafia è stata ed è condotta anche da donne. Ringrazio anche l’attore Antonio Catania per la sua preziosa partecipazione e testimonianza alla cittadinanza”.

Hanno partecipato al dibattito il Procuratore della Repubblica di Tivoli Francesco Menditto; Piera Aiello Testimone di giustizia e Deputato alla Camera; Gianpiero Cioffredi, Presidente Osservatorio Regionale  Sicurezza e Legalità della Regione Lazio; oltre all’Assessore alla cultura Elisa Strani, i consiglieri Giovanna AmmaturoMauro De Santis e il consigliere Claudio Caruso, che è stato il fautore ed il factotum per l’organizzazione di questa giornata.

Il Consigliere Mauro De Santis nel suo intervento ha sottolineato l’importanza che queste testimonianze rappresentate nello spettacolo teatrale hanno per trasmettere alle giovani generazioni (nel caso specifico agli studenti presenti in sala) il concetto di legalità e lotta a tutte le mafie.

La consigliera Giovanna Ammaturo ha raccontato la storia di suo zio, il poliziotto Vicequestore Antonio Ammaturo, una vita passata a combattere il crimine organizzato e la camorra. Verrà ucciso da un commando dalle Brigate Rosse a Napoli sotto casa sua insieme all’agente Pasquale Paola. Tutti i brigatisti del commando furono arrestati e condannati all’ergastolo, mentre i mandanti dell’omicidio invece non sono mai stati identificati con chiarezza. Dietro il suo omicidio si cela una storia di intrighi legati al rapimento e al rilascio misterioso del politico della DC Ciro Cirillo, rapito dalle Brigate Rosse, un rilascio che vide la partecipazione di Raffaele Cutolo, dei servizi segreti e di personaggi politici.

La testimonianza più sentita è stata quella di Piera Aiello, testimone di Giustizia, eletta deputata nel M5Stelle alla Camera in questa legislatura nel collegio di Marsala, che ha raccontato la sua storia di sposa con il figlio di un mafioso. Nel 1985 fu costretta a sposare Nicolò Atria, figlio del mafioso Vito Atria che fu ucciso nove giorni dopo il matrimonio del figlio con lei; stessa sorte toccò a suo marito Nicolò Atria: venne ucciso il 24 giugno 1991 all’interno del loro ristorante, proprio sotto i suoi occhi. A seguito di quest’evento, Piera Aiello decise di denunciare i due assassini del marito e iniziò a collaborare con gli inquirenti, polizia e magistratura e nella fattispecie con il giudice Paolo Borsellino, unitamente alla cognata Rita Atria, l’indimenticabile ragazza che si suicidò gettandosi dal settimo piano di un palazzo a Roma, dove era sotto protezione, dopo l’assassinio del giudice.

Il Procuratore della Repubblica Francesco Menditto, il suo intervento lo ha fatto dialogando con gli studenti presenti in sala, spiegando loro il concetto di giustizia e legalità.

Per ultimo c’è stato l’intervento del consigliere Claudio Caruso che fa parte anche dell’Associazione “Libera” di Don Ciotti e da sempre paladino della lotta a tutte le mafie. Promotore, tra l’altro, dell’intitolazione dell’Aula Consiliare del Comune di Guidonia Montecelio a Peppino Impastato. Anche lui si è espresso sui concetti di legalità e lotta alla mafia prendendo a metafora e paragone la mafia esistente tra i gruppi di tifosi organizzati nel gioco del calcio emerso da inchieste giornalistiche con la compravendita dei biglietti d’ingresso allo stadio.

Nel pomeriggio presso l’Auditorium “Mario Verdone” dell’Istituto di Istruzione superiore Ettore Majorana in via Roma, alla presenza dell’attore Antonio Catania, è stato proiettato il film “Felicia Impastato” di Gianfranco Albano di cui lui è stato uno dei protagonisti e che narra dell’omicidio di Peppino Impastato perpetrato dalla mafia a maggio del 1978.

Angelo Scipioni

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