I Commissari aprono di fatto ad un pre dissesto non formalizzato: in vista aumento tasse e tariffe

direttiva-n-3Alcuni  cittadini attenti ed avvezzi a spulciare nel sito web dell’amministrazione del loro comune: Guidonia Montecelio , si sono accorti della pubblicazione  della direttiva n.3 del 22.09.2016 dei Commissari Prefettizi, rivolta agli uffici dell’ente.

Evidentemente c’è molta attenzione anche agli aspetti organizzativi, viste le lamentele diffuse da parte della cittadinanza, rispetto ad una strutturazione comunale che spesso non fa capire neanche dove sono posti alcuni uffici e servizi, a partire da alcuni regolamenti comunali che risalgono al secolo scorso. Allora, oltre la deriva Finanziaria non si può che evidenziare anche quella deriva organizzativa, lasciata da continue ristrutturazioni e giochi di potere da parte della politica che ha sino ad ora amministrato la città.

Nella direttiva n.3, si capisce sin dalle prime righe che i commissari stanno predisponendo il bilancio di previsione 2017-2019 con la finalità di contenere spese e di conseguenza servizi. In pratica si percepisce leggendo, una esortazione ai dirigenti con funzioni organizzative e responsabili di varia natura dell’ente, ad una maggior attenzione ai procedimenti amministrativi e alla spesa pubblica. E’ evidente quindi che qualcosa non va e non è andata bene neanche sotto il piglio puramente amministrativo. Nella prima parte della direttiva, arrivano una serie di indicazioni che sembrano un decalogo per una normale amministrazione basata sulla legge e sul buon senso, buon senso che evidentemente a Guidonia M. non vi è stato. Qui non possiamo che rifarci alla costituzione, al secondo comma dell’art 97, che recita: «I pubblici uffici sono organizzati secondo disposizioni di legge, in modo che siano assicurati il buon andamento e l’imparzialità dell’amministrazione», ovvero i tre principi fondamentali: Principio di legalità, Principio di buon andamento, Principio di imparzialità.

Questa presa di posizione appare quindi scontata, e agli occhi dei cittadini sembra un monito per il futuro che non va ad individuare le responsabilità del passato, di chi già ha messo in ginocchio l’amministrazione, come dire da adesso in poi non si scherza. Ma in molti si chiedono: i danni fatti chi li paga ? E la risposta arriva nella seconda parte della direttiva, dove con “l’intensificazione delle entratei cittadini subiranno una serie di aumenti nelle imposte, nei tributi e nei servizi a domanda individuale, con tanto di modifica ai regolamenti specifici. Altro colpo di scena: la dicitura “ove necessario”, che fa intendere qualche possibile rimedio e un possibile intento a una non formalizzazione del Pre Dissesto, che comporterebbe lacrime e sangue ufficializzate per i prossimi decenni, ma anche, c’è da rimarcare, una possibile e chiara individuazione di responsabilità da parte della Corte dei Conti.

A questo punto le componenti politiche di governo, andate verso un “indirizzo” che ha portato il comune ad un dissesto finanziario, scarsi servizi e poca attenzione verso l’attuazione di una riforma volta ad una semplificazione di fatto, condividono l’onere di una sciagura insieme ai responsabili amministrativi dell’ente. Insomma qui a Guidonia M. non si salva nessuno e sempre più cittadini si convincono che politica, imprenditori faccendieri, dirigenti e responsabili comunali, siano legati dalle stesse mancanze per un disastro annunciato, legati ad una stessa cultura, ad un certo modo di fare, che crea solo danni alla comunità.

Ci sembra di intendere che i commissari offrano una scappatoia per i prossimi amministratori, una sfida per il futuro, un ancora di salvezza, che solo una politica nuova, aperta ai cittadini, ai servizi e al bene comune saprà cogliere al meglio.

Rino De Gallo