La mostra itinerante su Santa Sinforosa al museo Rodolfo Lanciani a Montecelio

 

Il direttivo dell’Associazione Nomentana di Storia e Archeologia, raccogliendo l’idea del suo direttore Alfonso Masini, ha creato una mostra itinerante per illustrare la vita di Santa Sinforosa. Scopo della mostra, inserita in una serie di iniziative curate dall’Associazione, è quella di far conoscere e rinnovare il culto della Santa presso l’opinione pubblica, i fedele e gli amministratori di Tivoli e Guidonia allo scopo di salvare dal totale abbandono i resti della basilica, memoria paleocristiana riportati alla luce nell’ottocento.

I resti della Basilica si trovano al Km 17,450 della via Tiburtina. Circondata da sterpaglie, è possibile vedere ancora i resti dell’abside e del presbiterio della basilica maior, le cui mura appaiono conservate fino all’altezza delle volte.

La Basilica di Santa Sinforosa è un vero tesoro medioevale da salvare, è una memoria interessante della campagna romana, che ha avuto il suo periodo di massimo splendore tra il tardo antico e il medioevo.

La prima tappa di questa mostra si è avuta lo scorso 10 settembre, in occasione della festa patronale, presso il Museo della via Cornicolana situato all’interno della chiesa parrocchiale di Santa Maria a Setteville dove sono state premiate le quattro migliori opere artistiche su quelle create da diciotto artisti, opere ispirate a “Santa Sinforosa archeologia e culto”.

La scorsa domenica 5 febbraio la mostra si è spostata presso il Museo Rodolfo Lanciani nel Convento di San Michele a Montecelio.

Questo è quanto si legge nella sua presentazione: “Essa fa parte di una serie di iniziative multimediali e burocratiche intraprese dall’Associazione da alcuni anni con studi, pubblicazioni, documentari e petizioni alle Autorità per salvaguardare innanzitutto quel che resta, in località Setteville, della più antica Basilica paleocristiana del nostro territorio. Lì furono sepolti Sinforosa, il marito Getulio e i loro sette figli. Martirizzati sotto il dominio di Adriano Imperatore. Da “septem fratres” la località divenne poi “Settefratte” diventando poi l’attuale Settecamini e Setteville. La nostra iniziativa- prosegue la presentazione– tra l’altro è stata coronata da un parziale successo, perché finalmente lo Stato ha stanziato i fondi per la messa in sicurezza ed il restauro”.

Il programma della giornata si è svolto con il discorso di presentazione della mostra da parte del presidente dell’Associazione Alfonso Masini. A seguire è stato proiettato un filmato realizzato da Giorgio Moscatelli sul degrado in cui si trovano i resti della Basilica di Santa Sinforosa.

Successivamente tutti i presenti sono stati invitati a visitare la mostra guidati dalla curatrice Lucrezia Rubini, la quale ha illustrato le diverse opere esposte (quadri e sculture) ispirate a Santa Sinforosa.

Durante il percorso, l’archeologa Valentina Cipillari, conservatrice del museo Lanciani, alternandosi con la Rubini ha dato una descrizione degli altri reperti esposti nel museo. Ha tenuto a sottolineare per i delusi che non vedevano esposta la Triade Capitolina, che la statua si trova attualmente esposta presso la Galleria degli Uffizi a Firenze in occasione della mostra “Tutela del tricolore” fino al 14 febbraio e che al suo rientro sarà esposta in un nuovo allestimento che permetterà ai visitatori di girare attorno all’opera e vedere anche la parte posteriore.

La prossima tappa della mostra sarà Tivoli dove Santa Sinforosa è venerata come santa e martire assieme ai suoi sette figli detti i sette martiri tiburtini. Poi proseguirà nella Parrocchia di Santa Sinforosa a Tivoli Terme.

Angelo Scipioni

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