L’atto vandalico a Valerio Novelli indirettamente ha colpito anche il nostro giornale dove la compagna Alessandra è redattrice

Domenica sera nel leggere quelle poche frasi di Alessandra con le quali ci avvisava di aver ricevuto delle minacce nelle quali qualche vigliacco vorrebbe farla “saltare in aria”, l’aria ci è mancata davvero.

Ci è sembrato enorme, impossibile e inumano. Alessandra con la sua enorme sensibilità e professionalità ha voluto rendere partecipe tutta la redazione del Colibrì che ormai è una grande famiglia, della grave situazione in cui lei i suoi cari si sono andati a trovare ad opera di qualcuno che scarabocchiando svastiche e scrivendo orrori ben più grandi di loro stessi, hanno cercato di ammutolire ed inibire l’opera continua e profonda che lei e Valerio, ognuno con le proprie modalità, portano avanti da anni per il bene del territorio e della comunità nella quale vivono.

Non possiamo derubricare a ragazzate oppure a semplice opera di qualche mentecatto quello che è successo. Dobbiamo alzare il livello di comprensione di un fenomeno che utilizza simboli di terrore nelle immediate vicinanze della Giornata della Memoria contro una donna, una mamma ed una giornalista che crede profondamente in se stessa e nella sua azione sociale.

È facile solidarizzare con Alessandra e Valerio, lo hanno fatto in tanti, lo hanno fatto tutti coloro che hanno giustamente speso parole in attestati di vera stima verso di loro.  Più difficile sarà voltare pagina  e continuare dritti per la propria strada, ma Alessandra lo sa  che è un percorso che stiamo percorrendo assieme ed assieme lo porteremo a compimento.

Grazie Alessandra di averci ricordato l’importanza di essere uniti in momenti come questo.

I colleghi di redazione

 

Alessandra scrive:

Grazie per tutta la solidarietà dimostrata a me, al mio compagno Valerio, a noi tre. Ho vergogna per come i toni si siano violentemente accesi da mesi ormai, con un linguaggio verbale violento anche sui gruppi di fb, con un clima ostile e malefico relativo alla nostra bella zona. Un clima politico arrogante e per nulla sincero, tranne le dovute eccezioni.
Ho profonda vergogna dello stile volgare ed ignorante che ci circonda.
Cattiveria gratuita, offese, illazioni, calunnie, derisioni pubbliche, è da molto tempo che anche il mio compagno è oggetto di tutto questo per “colpa” della politica. Quando i toni sono osceni, falsi, malevoli, si arriva purtroppo a questo.

Un clima pericoloso, inaccettabile, per tutti, senza colori, per anche altre forze politiche.

Persi totalmente ormai i valori di sensibilità, condivisione, accettazione, confronto democratico e sincero, anche tra cittadini e non solo tra volti noti
Limitare anche la mia, di libertà, è un atto ignobile.

Spregevole la svastica, squallida, ignobile disegnare una svastica, una provocazione indegna che respingo con tutte le mie forze.
La svastica non la accettiamo, ci ripugna. Anche fosse una mistificazione grossolana ed incivile.
Ringrazio le tante persone, conoscenti, vicini, amici e persone sconosciute che con messaggi di affetto o telefonate, ci sono vicini i queste brutte ore.
Avremmo bisogno di ridere, sorridere con ironia, fare satira politica, unirci, dissipare lo tsunami del cuore, il buio dell’anima, ridere dei nostri difetti, lavorare insieme, aiutarci, non fingere.
Invece no.
Ci siamo abituati a sbranare l’inesperto, a stendere tappeti rossi al ruffiano, all’azzeccarbugli, a favorire uno perchè ci asfalta una strada, a comprare un voto, a venderci, ad ammazzare una persona con il disprezzo. Costruiamo muri ma non sappiamo empatizzare.
Siamo arrivati a dover avere protezione: questa è la civiltà attuale.
Passerà anche questa, grazie.

Chi, invece, resta in silenzio, rifletta.

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