I lupetti del Gruppo Scout di Setteville in esplorazione al Parco Regionale dell’Inviolata

Questo articolo è stato scritto da due lupetti del Branco Roccia della Pace, del gruppo scout Setteville 1. I ragazzi hanno raccolto e rielaborato le esperienze dei loro fratellini in occasione di una Caccia: un’intera giornata trascorsa in esplorazione nel Parco Regionale dell’Inviolata. Dato che parte integrante del Progetto Educativo del gruppo verteva sull’essere sentinelle del bene comune, i lupetti si sono dedicati all’esplorazione di un’area ai piú ignota,  scoprendone le peculiarità naturalistiche, ma anche rimanendo colpiti dallo stato di degrado in cui essa versa. Il loro scritto vuole essere di stimolo per la comunità di Guidonia e Setteville affinché il bene comune diventi effettivamente preoccupazione di tutti.

I capi del Branco Roccia della Pace 

Un’antica strada romana fra la nostra chiesa e chissà dove. Già, dove porta l’Antica Via Cornicolana? Ce lo avevano già chiesto i nostri capi la settimana prima, lasciandoci con una grande curiosità in testa. E così per scoprirlo in una mattina di inizio estate, subito dopo la messa,  ci siamo incontrati e con le macchine dei nostri genitori siamo andati a scoprirlo, guidando fino all’ingresso della Riserva Naturale dell’Inviolata alle porte di Guidonia. Non tutti ne avevano sentito parlare, perciò c’era una grande curiosità. Non sapevamo che ci fosse un parco vicino casa e quando abbiamo scoperto che in alcuni punti era pieno di immondizia, abbiamo tutti pensato di voler fare qualcosa. Ma prima dovevamo conoscerlo.

Così prima di partire abbiamo incontrato tre giovani esperti. Leonardo e Simone erano quelli che ci avrebbero parlato di pesci e anfibi. Edoardo degli insetti. Alcuni nostri capi, Akela e Raksha, della storia e della flora di quei posti. Potevamo partire per un’intera giornata tutta per noi e finalmente abbiamo iniziato a camminare, mentre Edoardo inseguiva ogni insetto che vedeva e Leonardo trovava dei piccoli rospi.

La giornata era molto calda, perciò ci siamo fermati davanti a un antico casale, che sembrava un castello e aveva accanto una chiesetta e una fattoria, per toglierci le camicie dell’uniforme. Non siamo rimasti fermi a lungo e quando siamo ripartiti, una discesa d’erba tra gli ulivi ci ha portato fino a un grande lago. Non c’era tanta acqua e le sponde erano piene di fango, ma non sembrava di essere così vicini alle nostre case. A questo punto ci siamo divisi in gruppi e l’attività è cominciata.

Il gruppo della pesca si è spostato verso un altro lago più piccolo e tutto circondato da querce e canne. Assieme a Leonardo e Simone, i lupetti hanno pescato, tirando fuori dall’acqua un Persico Trota, conosciuto anche con il nome inglese di Black Bass. Leonardo ha poi spiegato che in questi laghetti ci sono anche il Persico Sole e la Gambusia. Non si tratta di pesci nati lì ed è stato strano capire come ci siano arrivati. Purtroppo attorno al lago abbiamo trovato anche tanti rifiuti, abbandonati da persone poco rispettose dell’ambiente.

Il gruppo della flora ha approfondito la forma del territorio e le specie di vegetali che ci crescono. Alberi di ulivo. Grano. Frumento. Cerri. Olmi e anche alberi di Eucalypto, sotto i quali ci eravamo fermati all’inizio. Purtroppo in ogni angolo venivano fuori bottiglie di plastica e cartacce. Ma perché la gente che va in questi posti così belli per passare il tempo non ne trova un po’ per portarsi a casa l’immondizia?

Il gruppo storico ha esplorato i resti di un antico muro romano, che apparteneva a una villa: il cosiddetto Opus Reticulatum. Akela ci ha spiegato che si trattava della casa di un ricco che possedeva quella terra e la faceva coltivare dai suoi schiavi.

Il gruppo degli insetti invece è andato in giro per tutto il tempo con Edoardo, che intanto spiegava le varie specie, anche se qualcuna ci faceva un po’ impressione. Abbiamo scoperto per esempio che le farfalle maschio difendono il proprio territorio contro le altre farfalle. La specie più diffusa è quella con le ali blu, ma abbiamo visto fuggire anche qualche libellula.

Nessuno di noi si aspettava che fosse un posto così bello e così vicino a Setteville, da cui tutti noi proveniamo. Ma nessuno si aspettava nemmeno di vedere così tanta immondizia.

L’uomo sta minacciando la natura della Riserva e forse il modo migliore per fare qualcosa è farlo conoscere a più persone possibile. Per questo abbiamo voluto scrivere la storia della nostra Caccia all’Inviolata.

Spesso la poca conoscenza è la causa di tanti problemi. Per questo, come lupetti ci auguriamo che sempre più persone e sempre più bambini, anche quelli delle scuole, abbiano voglia di scoprire questo tesoro. Preoccuparsi di certi aspetti non è una cosa da “sfigati”. Mettersi i guanti e andare a raccogliere quei rifiuti portandoli via dentro dei sacchi sarebbe davvero una bella cosa da fare.

Ludovica Ronci – Davide Santomaggio  (Branco Roccia della Pace Gruppo Scout Setteville 1)


Chi siamo

Siamo il Branco Roccia della Pace, lupetti del Gruppo Scout Setteville 1 subito fuori Roma, verso Est. La domenica ci riuniamo nella chiesa di Setteville, la parrocchia di Santa Maria, e dopo la messa scendiamo nella nostra tana: un locale molto grande con delle scene del Libro della Giungla dipinte sulle pareti.

Siamo più di 30 bambini di età fra gli 8 e i 10 anni. Le nostre attività iniziano a ottobre e finiscono a luglio/agosto con le Vacanze di Branco, un campeggio di almeno sette giorni in posti bellissimi.

Siamo andati al Parco dell’Inviolata perché volevamo scoprire di più del nostro territorio. La settimana prima di fare la Caccia, i nostri capi ci avevano raccontato la storia dell’Antica Via Cornicolana, una strada romana fatta di pietre che arriva fino a Montecelio.

Se avete almeno 8 anni e volete diventare scout come noi, potete venire a cercarci in parrocchia, scrivere una mail a brancosetteville1@gmail.com o prendere informazioni sul sito internet https://setteville1.jimdo.com/


L’Inviolata

Il Parco Regionale Archeologico Naturale dell’Inviolata, meglio noto come Riserva dell’Inviolata, si trova tra la Valle dell’Aniene, i monti Cornicolani e Tivoli. In esso si trovano antiche strade romane, che scorrono fra colline coltivate e tre laghetti adatti alla pesca. Ci sono anche dei boschi, ma la cosa più brutta e che più colpisce è che appena si alza lo sguardo, dall’altra parte dell’autostrada c’è una grande discarica, alta come una montagna.

La Discarica dell’Inviolata, che si trova nel comune di Guidonia Montecelio, è una delle quattro discariche della Provincia di Roma e seconda discarica più grande del Lazio dopo Malagrotta. Nel 2014 sequestrata e poi chiusa dalla Guardia Forestale, poi è stata riaperta.

Anche se Leonardo ci ha spiegato che nella acque dei laghi dell’Inviolata non ci sono tracce di inquinamento che arriva dalla discarica, è comunque brutto vederla davanti a un parco così bello.

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