Manifestazione dei cittadini contro l’apertura del TMB all’Inviolata di Guidonia

Di fronte alle procedure illegittime della Regione Lazio e del Consiglio dei Ministri, che cercano di sanare l’abuso edilizio all’Inviolata di Guidonia permesso dai solerti funzionari regionali a favore del boss dei rifiuti Manlio Cerroni, è stata indetta una manifestazione popolare tenutasi sabato 10 febbraio a Guidonia e che ha visto la partecipazione di moltissimi cittadini.

L’impianto in via di sanatoria extralegale è un grande edificio costruito e gestito da società riconducibili a Cerroni e che dovrebbe “lavorare” 90.000 tonnellate di rifiuti indifferenziati all’anno.

Peccato che l’autorizzazione concessa nel 2010 sia stata giudicata illegittima dalla Cassazione ed il manufatto sia tuttora sotto sequestro su Ordinanza del Tribunale di Tivoli… Ma il Consiglio dei Ministri, presieduto da Gentiloni, ha accolto le tesi dei funzionari regionali ed ha rinnovato, con un colpo di mano extraprocedurale prima dello scorso Natale e fino al 2024, l’autorizzazione del 2010.

Peccato che, dal 2014, ci sia una nuova normativa (Dlgs 46/14) che esclude rinnovi delle autorizzazioni regionali prima di dieci anni…

L’impianto TMB di Cerroni è inserito in un contesto particolarmente sensibile: accanto ad una maxidiscarica oggi chiusa e sottoposta a sequestro; insiste su un terreno inquinato sotto cui scorre una falda acquifera contaminata da metalli pesanti e prodotti organici particolarmente pericolosi; è al centro di un Parco regionale naturale archeologico e di una grande area posta sotto vincolo paesaggistico ministeriale.

I legali di Cerroni minacciano da parte loro richieste di risarcimento milionario ai magistrati del Tribunale di Tivoli, cercando di intimorirli, ma se c’è qualcuno che va individuato come responsabile dell’abuso e del necessario sequestro penale, questi è proprio all’interno del palazzo di Zingaretti: è infatti la Regione Lazio che amministra gli interessi pubblici deviandoli a totale vantaggio dell’imprenditoria privata.

Contro queste scelte del Governo Gentiloni e della Giunta Zingaretti, i cittadini del territorio hanno scelto di ricorrere al TAR del Lazio e di manifestare – senza tregua – per raggiungere l’obiettivo di eliminare l’abusivo impianto all’Inviolata di Guidonia. Numerose sono state le adesioni alla mobilitazione: dall’Amministrazione comunale guidoniana con il sindaco Michel Barbet, a parecchi consiglieri anche della vicina Fonte Nuova, da comitati territoriali del Lazio ad associazioni locali.

Ufficio stampa CRA