Marcellina: come a Fonte Nuova, continua il tour del No

Il 4 dicembre prossimo, si voterà per il Referendum Costituzionale.

Continuano, nei Comuni del nordest romano, i dibattiti ed i convegni per esporre le ragioni del No.

Sabato 15 ottobre, ore 16.00, presso l’aula consiliare del Comune di Marcellina, in Via Cesare Battisti, un nuovo convegno e dibattito per il No al Referendum;  interverranno l’europarlamentare M5s, Fabio Massimo Castaldo ed il deputato Massimo Enrico Baroni.

Sabato scorso, 8 ottobre, è toccato invece a Fonte Nuova, ospitare l’evento ed il convegno per le ragioni e le motivazioni del No al Referendum costituzionale. In piazza Padre Pio, sono intervenuti il parlamentare europeo Fabio Massimo Castaldo, il consigliere regionale Lazio marcellina-no-referendum-evento-sabato-15-ottobreM5S Gianluca Perilli, numerosi ospiti, i consiglieri comunali del Comune di Fonte Nuova, Valerio Novelli e Giampiero Vallati.dsc04204

Il dibattito in corso sul referendum, come bene espresso da Gianluca Perilli  durante il confronto, tra una domanda e l’altra, alla presenza di un centinaio di cittadini, “trascura un piccolo particolare” e cioè che questa riforma costituzionale nasce senza una legittimazione parlamentare”;  “non dimentichiamo che la Consulta ha dichiarato incostituzionale le leggi elettorali della Camera e del Senato”.  Di fronte ad un parlamento dichiarato illegittimo bisognava sciogliere il Parlamento e indire nuove elezioni, come dice la sentenza”.

“Invece come se la sentenza non fosse stata mai pubblicata, il presidente della repubblica dell’epoca, ha avallato le riforme.  Tutto invece si poteva fare, tranne che fare riforme e per giunta riforme costituzionali”.Quindi, “sentenza della Corte violata.

“Questa Riforma viene da tutta una serie di leggi sbagliate, dalla legge elettorale alla “salvabanche”, fino al jobs act, legge capestro cdsc04224he annulla e mortifica il lavoro ed i lavoratori”.

Come è stata riscritta questa riforma?  “E’ scritta male: pensate che ai  tempi dei Padri Costituenti, nel 46, vennero coinvolti gli accademici della Crusca, affinchè ogni termine fosse esattamente quello che la frase ed il pensiero esponeva correttamente”.

Queste ed altre, sono le domande ai tanti dubbi che le persone si pongono, davanti ad una scelta referendaria, quella del 4 dicembre prossimo, posta in maniera confusa e deviante. A tale proposito, il Movimento Cinque Stelle (ed anche Sinistra Italiana) hanno fatto ricorso al Tar per la scheda referendum. A loro si è aggiunto anche l’ex presidente della Consulta Valerio Onida.

Pensiamo che  non si possano appesantire le istituzioni. Il linguaggio deve essere molto snello, semplice. Più che intellettuali e costituzionalisti, servirebbe il parlare semplice, il garbo e la preparazione del commercialista o dell’onesto avvocato, che abbia l’autorevolezza di dire: “signora, immagini di essere udsc04210na grande azienda in crisi, una Spa, che rischia il fallimento: Lei, in questa situazione, metterebbe mano allo Statuto della Società per introdurre regole più complesse, che rendano le decisioni della direzione più lente e difficoltose? Facendo così, manderebbe senz’altro a picco l’azienda. Chi, sano di mente, si sognerebbe di fare una cosa del genere? Ma proprio questo fa la riforma Boschi, appesantisce le istituzioni.

Sabato 8, a Fonte Nuova, il dibattito si è concentrato poi sugli articoli modificati, sulla difficoltà del linguaggio, sulle tante e troppe  parole utilizzate, sullo svilimento di questi e lo snaturamento dell’intero corpo della Costituzione;  chiedevamo come redazione di Colibrì se ci fossero punti oscuri ed articoli non pubblicizzati abbastanza, il discorso è tornato proprio sull’articolo 70:  è “un chiaro esempio di scuola di come NON si scrivano i regolamenti” (neppure i regolamenti di condominio, ndr), figurarsi la Costituzione“.  “La Costituzione si potrà anche modificare in un futuro, in alcune parti, come già fatto in precedenza, ma senza svilirla, conservando l’armoniosità”.

Poniamola bene, questa domanda

Forse, ironicamente, la domanda corretta dovrebbe essere “Cara Italia, vuoi diminuire il numero dei parlamentari e non scegliere neppure quelli che rimangono, dando l’immunità parlamentare a 74 consiglieri regionali ed a 21 sindaci, tutti scelti dalle segreterie di partito, che avevi votato per amministrare la tua Regione o la tua città e che invece voleranno a Roma per fare un inutile doppio-lavoro in un nuovo Senato, che fa risparmiare 76 centesimi a testa (….) , inserito in un Parlamento governato da una Costituzione confusa nelle pieghe della quale i burocrati ministeriali assumeranno sempre più potere ed accanto a una Camera dei deputati (per quasi la metà composta di nominati), ai quali si aggiungono province e città metropolitane dove i politici non sono stati eliminati, ma semplicemente presi dai consigli comunali e con i sindaci metropolitani scelti dalla legge (così se le strade e le scuole franano, non hai lungimiranza politica, tagli l’erba nei Comuni e sembra invece si sia inaugurato il Monte Bianco , i bilanci vanno in dissesto), nessuno ne risponde di fronte ai cittadini durante le elezioni?

Anche l’intervento di Fabio Massimo Castaldo è stato molto esauriente ed apprezzato. L’europarlamentare ” E’ un’ottima occasione oggi per sfatare molte falsità sentite, ascoltate nei tg e nelle pagine dei quotidiani.  Mi chiedo e vi chiedo, in primis, chi ha chiesto a questo Parlamento di intervenire, massicciamente, nel toccare almeno i tre terzi della carta costituzionale? Inoltre, un aspetto omesso: l’attuale maggioranza che ha portato avanti con ostinazione questa riforma (quando si parla di Costituzione, si pensa a Calamandrei),  è una maggioranza con un premio illeggitimo (sentenza corte costituzionale 2014). Non aveva nessun mandato da parte nostra per poter intervenire. Leggendo bene quella sentenza, se cogliamo la ratio, appare chiaro che da un lato hanno voluto garantire che non accadesse un vuoto giuridico ma dall’altro,  vista l’incostituzionalità del Porcellum, il compito principale di quelle camere era di varare una legge elettorale nuova e tornare alle urne, in conformità all’articolo 46.  Un cambio della guardia, mettendo un Premier rampante, che ha raccolto le idee politiche del suo predecessore (vedi il Ponte sullo stretto di Messina) e la sua maggioranza illegittima ha voluto mettere mano alla Costituzione”.    “L’obiettivo da realizzare vero non era tanto lo snellire le istituzioni e risparmiare, non è così.  Ricordavamo l’articolo 70, con un Senato coinvolto su alcuni casi  con la Camera ed  in altri no. Questo significa dare un potere enorme alla Camera, generando caos e lentezza. La legge Fornero insegna”

E ancora “Riforma preceduta da leggi capestro, fasulle, sbagliate. Diciamo NO alle riforme di questo governo che pagano sulla loro pelle:  capestri e macigni come “buonascuola” e jobs act.  Se leggiamo il Rapporto “Italiani nel mondo 2016” presentato dalla Fondazione Migrantes vediamo che oltre 107 mila italiani sono espatriati nel 2015.  A fare le valigie quindi, sono soprattutto i giovani tra i 18 ed i 34 anni.
Il nostro Paese sta vivendo un’emorragia di talenti: abbiamo tutti diritto ad un mondo migliore e dobbiamo costruirlo insieme”.

Alessandra Paparelli