Marcellina: il M5S presenta una interpellanza al sindaco sulla discarica abusiva di Colle Cigliato

13220930_539895809545678_3131950996649853248_n

Pubblichiamo l’interpellanza presentata al sindaco di Marcellina, Alessandro Lundini, dal consigliere del M5S Alessandro Marulli, sulla discarica abusiva di Colle Cigliano

Marcellina, martedì 13 settembre 2016

Al Sindaco e Presidente del Consiglio Comunale di Marcellina Alessandro Lundini

All’Assessore all’Ambiente Carlo Passacantilli

Ai Consiglieri Comunali

INTERPELLANZA:

Sulla Discarica a Colle Cigliano

PREMESSO CHE:

  • La discarica in oggetto persiste su un terreno di proprietà privata, dato in uso civico, da quanto riferitomi dall’Ufficio Tecnico, sito in località Colle Cigliano da diversi anni, tanto che le rivelazioni di Google Maps, non recenti, ne rilevano l’entità;
  • L’interrogazione Urgente a risposta scritta nr.736 del 18 novembre 2014 del Consigliere Regionale Devid Porrello (gruppo Consigliare M5S Regione Lazio)  al Presidente del Consiglio Regionale del Lazio e la relativa risposta nr. Prot. 332/sp del 18 febbraio 2015  da parte della Direzione di competenza, Dirigente Ing. Flaminia Tosini, in cui si evince che in base al comma 3 dell’art. 192 del D.L. nr. 152 del 3 Aprile 2006, la competenza in materia di abbandono di rifiuti, è del Sindaco del comune al quale sono attribuiti i poteri di ordinanza per quanto attiene la rimozione e l’eventuale bonifica in caso di contaminazione e di intervento sostitutivo in danno dei responsabili e/o dei proprietari dei terreni interessati, in caso di inadempienza;
  • La presenza di tale discarica è stata denunciata tramite querela alla Procura di Tivoli dal sottoscritto in data 9 marzo 2015;
  • A seguito della predetta querela, in data 8 Ottobre 2015 il sottoscritto insieme con il Dr. Ennio Pietrangeli in qualità di rappresentante dell’ ONA (Osservatorio Nazionale Amianto) sezione Aniene,  ha preso parte ad un sopralluogo con l’autorità giudiziaria (Nucleo Tutela Ambientale, alla presenza del Comandante CC Stazione di Marcellina), in tutela della cittadinanza, dove si è verbalizzato da parte delle suddette autorità lo stato della discarica di Colle Cigliano;
  • E’ stato depositato l’atto di esposto presentato presso la Procura di Tivoli dal succitato Dr. Pietrangeli in data 9 Ottobre 2015 dove si chiede l’intervento dell’On.le Sig. Procuratore della Repubblica.

Considerato che: 

  • Con la legge 22 maggio 2015, n. 68, vengono introdotte nell’ordinamento fattispecie di aggressione all’ambiente costituite sotto forma di delitto:
    • il delitto di inquinamento ambientale (previsto dall’art. 452-bis) che punisce con la reclusione da 2 a 6 anni e con la multa da euro 10.000 a euro 100.000 “chiunque abusivamente cagiona una compromissione o un deterioramento significativi e misurabili: a) delle acque o dell’aria, o di porzioni estese o significative del suolo o del sottosuolo; b) di un ecosistema, della biodiversità, anche agraria, della flora o della fauna”;
    • il delitto di morte o lesioni come conseguenza non voluta del delitto di inquinamento ambientale (previsto dall’art. 452-ter) che introduce un’ipotesi speciale di lesioni colpose e omicidio colposo quale conseguenza della condotta di inquinamento ambientale;
    • il delitto di disastro ambientale (previsto dall’art. 452-quater) che punisce con la reclusione da 5 a 15 anni chiunque, al di fuori dei casi previsti dall’art. 434 (c.d. disastro innominato), “abusivamente cagiona un disastro ambientale”, raccogliendo l’auspicio formulato dalla Corte Costituzionale nella sentenza 327/2008 in ordine alla tipizzazione di una autonoma figura di reato, anche nell’ottica dell’accresciuta attenzione alla tutela ambientale ed a quella della integrità fisica e della salute pubblica;
    • il delitto di impedimento al controllo (previsto dall’art. 452-septies) che punisce da 6 mesi a 3 anni chiunque impedisca, intralci o eluda l’attività di vigilanza e controllo ambientale e di sicurezza ed igiene del lavoro ovvero ne comprometta gli esiti;
    • il delitto di omessa bonifica (previsto dall’art. 452-terdecies) che punisce con la reclusione da 1 a 4 anni e con la multa da 20.000 a 80.000 euro chiunque, essendovi obbligato non provveda alla bonifica, al ripristino e al recupero dello stato dei luoghi. L’obbligo dell’intervento può derivare direttamente dalla legge, da un ordine del giudice o da una pubblica autorità. La nuova fattispecie non viene a sovrapporsi con quella di cui all’art. 257 del d.lgs. 152/06 (Testo Unico Ambientale), atteso che quest’ultima oltre ad essere una contravvenzione ambientale (e non un delitto), opera solo in caso di inottemperanza colpevole delle disposizioni impartite nel progetto di bonifica;
  • L’art. 192 del Dlgs 152/2006 regola la materia e vieta l’abbandono sul suolo e nel suolo (comma 1) allo stato liquido o solido nelle acque superficiali e sotterranee (comma 2);
  • Non c’è mai stata una operazione di bonifica, ma al contrario un livellamento del terreno che ha allargato notevolmente le dimensioni dell’area sotterrando nel contempo i rifiuti abbandonati, anche di natura pericolosa che sono tutt’ora presenti nel sottosuolo;
  • Ai rifiuti viene dato fuoco sistematicamente causando quindi ogni volta l’intervento della Protezione Civile locale e dei VV.FF. con le relative spese da sostenere a carico della comunità di Marcellina;
  • La combustione dei rifiuti produce due categorie di inquinanti gassosi, la prima è costituita dai “macroinquinanti” e la seconda dai “microinquinanti“: I macroinquinanti rappresentano le specie chimiche presenti nei fumi con concentrazioni dell’ordine dei mg/Nm3 (o superiore), e solitamente sono costituiti dalle specie “canoniche” quali SOx, NOx, CO, polveri, HCl ed HF, mentre i microinquinanti rappresentano le specie chimiche presenti in quantità dell’ordine dei µg/Nm3 (od inferiore), e sono costituiti da metalli pesanti (nichel, piombo, cadmio, mercurio, cromo, ecc.), composti organici volanti, IPA (idrocarburi policiclici aromatici), diossine (isomeri di policlorodibenzodiossine – PCDD), furani (isomeri di policlorodibenzofurani – PCDF) ed altri. Gli effetti diretti sulla salute sono:
    • Neoplasie polmonari: Per quanto attiene le neoplasie polmonari il rischio rappresentato dall’inquinamento ambientale è ormai fuori dubbio; esso risulta in particolare correlato all’esposizione a metalli pesanti ed al particolato ultrafine: per quest’ultimo si calcola che per ogni incremento di 10 microgrammi/m3 si abbia un incremento del 14% di mortalità per cancro al polmone (39-40);
    • Neoplasie Infantili : Le neoplasie infantili sono, fortunatamente, patologie relativamente rare, di cui tuttavia si sta registrando un costante aumento che non  può non destare allarme: secondo i dati riportati su Lancet infatti  i tumori infantili sono aumentati in Europa negli ultimi trenta anni  di circa l’1.2% /per anno da 0 a 12 anni e dell’ 1.5% dai 12 ai 19 anni (43);
    • Sarcomi  dei Tessuti Molli : Da numerose segnalazioni proprio i sarcomi vengono ritenuti patologie “sentinella” del multiforme inquinamento prodotto da impianti di incenerimento e sono stati  correlati  in particolare all’esposizione a diossine;
  • Nonostante tutte le precedenti denunce, non risulta alcuna azione per il controllo e la bonifica dell’area interessata da parte ne di questa amministrazione, ne delle precedenti: considerato anche che nel contratto in essere con la Società PRAGMA, che si occupa della raccolta dei rifiuti a Marcellina, la bonifica e il conferimento in discarica è previsto nell’ALLEGATO 2, Disciplinare Prestazionale degli Elementi Tecnici allegato al capitolato d’oneri dove è citato testualmente:  “…dovrà effettuare la raccolta dei rifiuti abbandonati (fino ad un massimo di volume di 5 metri cubi per abbandono) composti di cumuli costituiti da materiale inerte, piccoli rottami, polvere e fanghiglia, materiale cartaceo, materiale vegetale, immondizie varie (anche se non contemplate nel presente elenco), Il servizio comprende anche la fase di trasporto agli impianti di smaltimento o trattamento, esclusi costi di smaltìmento/trattamento che sono a carico dell’Ente. Qualora tra il materiale rinvenuto si riscontrassero rifiuti classificabili come speciali e/o pericolosi (rifiuti quindi non smaltibili negli impianti per urbani) la Ditta dovrà provvedere a propria cura e spese per la raccolta ed il trasporto (anche eventualmente a mezzo di ditte appositamente iscritte nell’A.N.G.A.) mentre l’Ente si accollerà i soli costi relativi allo smaltimento. Ove l’area o le aree risultassero di frequente smaltimento abusivo, la Ditta potrà richiedere all’Ente l’autorizzazione per l’installazione di sistemi di video sorveglianza. Fermo restando, ove richiesto, che i relativi dati dovranno essere affidati alla Polizia Municipale per azioni di competenza, le spese di installazione, autorizzazione e gestione del sistema resteranno totalmente a carico della Ditta.”;
  • Deliberazione della Giunta Comunale Numero  25   Del  09-09-2016.

Ritenendo che:

  • L’area interessata dalla discarica, vada messa, immediatamente, sotto controllo per l’individuazione dei responsabili così come già previsto dal “Progetto per potenziamento delle attività di controllo e tutela ambientale atte contrastare il fenomeno delle discariche abusive” approvato con Deliberazione della Giunta Comunale Numero  25  del  09-09-2016, per le aree d’interesse elencate nel provvedimento;
  • Nel rispetto delle condizioni contrattuali con la Società appaltatrice PRAGMA, la stessa dovrebbe essere impiegata per la bonifica e il conferimento in discarica e l’istallazione di sistemi di controllo del sito;

si interpella il Sindaco e l’Assessore competente:

  • Perché non sia stato preso alcun provvedimento per il controllo del sito al fine dell’individuazione dei responsabili;
  • Perché non viene fatto rispettare il contratto PRAGMA nella parte riguardante la RACCOLTA E TRASPORTO RIFIUTI ABBANDONATI, come riportato nell’ALLEGATO 2, Disciplinare Prestazionale degli Elementi Tecnici allegato al capitolato d’oneri ;
  • Se il proprietario del terreno in oggetto è mai stato avvisato della presenza di una discarica.
  • Se gli sia mai stata intimata la bonifica e il controllo dell’area;
  • Chi è il responsabile delle operazioni di livellamento del terreno che hanno, di fatto, allargato l’area sotterrando i rifiuti nel sottosuolo;
  • Quali sono le azioni che questa amministrazione vuole intraprendere per la risoluzione definitiva della problematica;

il Consigliere Comunale del Movimento 5 Stelle Alessandro Marulli