Metronotte, manifestazione al Tribunale di Tivoli per la cassa integrazione

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La manifestazione di questa mattina al Tribunale di Tivoli

Non c’è pace per i dipendenti della Metronotte Città di Roma, protagonisti stamattina di una manifestazione sotto la sede del Tribunale di Tivoli per chiedere al Giudice un pronunciamento che possa avviare una nuova pratica di cassa integrazione.

Dopo che nel 2014 l’allora Prefetto Pecoraro revocò la licenza di esercizio a causa di un interdittiva antimafia dovuta al probabile coinvolgimento della società nella maxi inchiesta “Mafia Capitale”, i guai per i dipendenti dello storico istituto di vigilanza capitolino con sede negli uffici del CAR a Setteville di Guidonia si sono susseguiti uno dietro l’altro. Senza lavoro e senza stipendio, a febbraio di quest’anno i vigilantes iniziarono un estenuante sciopero della fame sotto la sede del ministero del lavoro prima e della Prefettura dopo, che portò al ricovero di diversi lavoratori stremati dalla mancanza di risposte delle istituzioni che non furono capaci in tempi accettabili di garantire il minimo delle condizioni per arrivare alla cassa integrazione in attesa che il destino giudiziario della società si chiarisse. 

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Uno dei lavoratori ricoverati in seguito allo sciopero della fame dello scorso mese di febbraio

<<Il tribunale deve esprimersi chiaramente sulla società, in modo che si possano riavviare le procedure per la nuova cassa integrazione che tuteli le nostre famiglie – spiegano alla manifestazione – in quanto senza la chiarezza da parte del giudice se si tratta di una ristrutturazione o di un fallimento, la pratica rimane bloccata. È un danno sia direttamente per noi che per le prospettive di risanamento della Metronotte>>.

A complicare le cose le ultime norme sul lavoro varate dal Governo Renzi, che prevedono che tra una richiesta di cassa integrazione l’altra debbano passare almeno 8 mesi e non sei come prima, con un conseguente allungamento a cascata dei tempi che vanno ad impattare direttamente sulle famiglie.