Monterotondo: con Amnesty Lazio per dire NO al femminicio, alla violenza di genere

Momenti intensi questa mattina, in occasione della Giornata Internazionale contro la Violenza sulle Donne e contro la Violenza di Genere, del 25 novembre.

Molti gli eventi tra venerdì e sabato perchè “la piaga è ancora aperta“.

Amnesty International, Circoscrizione Amnesty Lazio ed Amnesty Internattional-Monterotondo con il patrocinio del Comune di Monterotondo (Roma) hanno  organizzato  sabato 26 novembre in Piazza Roma –  a  Monterotondo (Roma) – un flash-mob contro il femminicidio, per dire forte e chiaro un NO alla violenza, anche quella psicologica.

In occasione della Giornata Mondiale Contro la Violenza sulle Donne, piazza Roma ha ospitato un’iniziativa dove le emozioni non sono mancate: un flash-mob contro il femminicidio e contro la violenza di genere, trasformando così “l’Indignazione in Azione“.

Una lenta e composta processione in fila indiana, partita dalla stessa piazza, attraverso  un percorso con alcuni cartelli tenuti in grembo dalle partecipanti (una significativa presenza anche maschile), rivelati e svelati soltanto all’ultimo: una sorta di “lapidi” contenenti il nome di una donna/ragazza uccisa: luogo, età e “mezzo” di uccisione (pugni, fuoco, pistola, strangolamento).  Uomo-padrone che ha voluto con le sue azioni criminali, eliminare la femminilità e la dignità della “donna-oggetto”.

Un silenzio carico di tensione ed emozione prende tutti i partecipanti allo stomaco. Nella piazza si liberano suoni di vita domestica: rumori di un quotidiano familiare, il  muoversi in casa, in cucina, la tavola preparata per la cena; ai suoni familiari si sostituiscono pian piano pianti, grida, piatti rotti, urla, sedie rovesciate, fino ad udire distintamente lamenti e pianti di un bambino e della donna in casa. Quattro colpi di pistola ed un urlo agghiacciante della donna, al culmine dell’ennesima lite tra le “sicure mura domestiche” ci fanno comprendere che l’ennesimo femminicidio sia avvenuto, davanti allo sguardo di una vittima innocente.

L’ennesima discussione, l’ultimo litigio, dopo botte ed urla, culminano nell’uccisione in casa dell’ennesima moglie, compagna, fidanzata. Una donna uccisa ogni 2 giorni e mezzo, con 65 vittime soltanto da gennaio a luglio, nei primi 6 mesi di quest’anno. Questi i numeri italiani del femminicidio, Altre vittime si sono aggiunte in autunno, in questo doloroso ed infinito elenco di vite spezzate, di figli orfani due volte: madri ammazzate e padri in galera.

Ed ancora: altre donne, altre ragazze uccise: la terribile fine di Sara Di Pietrantonio, romana, strangolata e bruciata viva dal suo ex fidanzato, a soli 22 anni. La violenza domestica, quella consumata tra le mura di casa, è la prima causa di morte in Italia e nel mondo per le donne tra i 16 e i 44 anni, sorpassando i decessi per incidenti stradali e per malattie. Donne, mogli, madri, fidanzate, riempite di botte dal compagno mentre hanno in braccio il loro bambino o mentre portano in grembo la futura innocente vittima di un rapporto non fondato sull’amore reciproco, ma sulla morbosa pretesa di possesso da parte dell’uomo.

Un flash-mob di Amnesty, questo di Monterotondo ed in contemporanea in due piazze di Roma, nelle piazze della nostra Regione ed in molte piazze italiane, per tutte loro.  Sempre più spesso sentiamo storie di donne prese a calci e pugni, bastonate per aver denunciato un marito geloso e violento, colpite in volto, prese a calci, ridotte sulla sedia a rotelle, bruciate con il fuoco, sfregiate con l’acido, come in un caso recente, la bellissima mamma incinta,  “guardarsi allo specchio e non riconoscersi è la cosa più difficile da affrontare“. Così dichiara ai giornali Carla Caiazzo, la donna prossima al parto di 38 anni che lo scorso primo febbraio fu data alle fiamme dall’ex fidanzato e che vogliamo ricordare, insieme a decine e decine di donne violate od uccise negli ultimi anni.

Un ringraziamento speciale a Juan José Malgarini, referente di Comunicazione Circoscrizione Lazio presso Amnesty International, ed a tutto il gruppo di Amnesty Lazio e Amnesty International-Monterotondo

Josè dedica ogni momento del proprio tempo libero, insieme al gruppo Amnesty Lazio, ai diritti umani; “Amnesty fa cosi tanta pressione sui governi  e possiamo dire a voce alta che con il contributo di tutti noi miglioriamo la vita sociale di migliaia di migliaia di persone”  Un grazie infinito a tutti coloro che oggi hanno reso possibile questa manifestazione, grazie per la partecipazione”

Amnesty – ci dice ai microfoni Josè  a seguito dei tragici episodi di cronaca, del femminicidio nei confronti di una giovane ragazza di Roma e di decine e decine di altri episodi simili, vuole sottolineare quanto sia importante educare all’amore e al rispetto delle persone, delle donne in particolare, delle persone in generale; quanto sia importante l’educazione sentimentale a partire dalla famiglia e dalla scuola, recuperando valori perduti della società”

Rafforzare dunque l’opera di educazione e rispetto, questo è il forte messaggio lanciato da Amnesty International, Amnesty International-Monterotondo ed Amnesty Lazio. Josè Malgarini ha ricordato poi la campagna Mai più violenza sulle donne nel mondo: attraverso questa iniziativa infatti, Amnesty International intende portare solidarietà e presenza a tutte quelle donne vittime di violenza nel mondo, occupandosi anche di casi concreti di violazione dei diritti umani delle donne. Amnesty ricorda ai cittadini, all’opinione pubblica, con una forte presa di posizione per scuotere le coscienze, la drammatica situazione in cui versano milioni di donne nel mondo, tra violenze fisiche, torture, violenze psicologiche.

Possiamo concludere affermando con certezza che lo strumento per abbattere l’omertà e la violenza è la conoscenza e la corretta informazione. Solo grazie ad essa, possiamo eliminare il bavaglio dell’ignoranza e dell’indifferenza e togliere il velo di mortificante arrendevolezza.

Alessandra Paparelli

Le foto sono di Stefano Ciccarelli

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