Nel parco in piazza San Giuseppe Artigiano a Villanova: c’era una volta una fontanella, adesso non c’è più.

Il nostro giornale sin dalla sua nascita prese un impegno con tutti i lettori: quello di essere “trait d’union” tra noi e voi. Tra gli altri impegni che la nostra linea editoriale si è data, spaziando dall’arte alla cultura e alla politica, ci siamo impegnati a denunciare tutto ciò che non funziona sul nostro territorio per colpa delle istituzioni e non: almeno ci stiamo provando. Certe nostre denunce, sono state prese in considerazione, per altre non ci siamo riusciti. Noi il sasso lo lanceremo sempre; se poi non andrà a segno, non  dipenderà da noi. Comunque se avete problemi da proporci, noi ci siamo: siamo pronti ad accoglierli e cercare di aiutarvi a risolverli.

Questa nota ho voluta scriverla come introduzione a questa lettera che pubblichiamo. L’ha inviata un nostro lettore che si definisce “libero e pensante”, il quale, come se ci stesse raccontando una favola, pone il problema di una fontanella che non c’è più perché dei vandali (?) l’hanno distrutta.

Ang. Scip.

C’era una volta e adesso non c’è più.

C’era una volta un parco comunale dove i bambini potevano giocare in sicurezza, liberi di correre e di sudare per poi dissetarsi alla fontanella in travertino, pubblica, acqua fresca, gratuita…oggi al parco comunale di Villanova di Guidonia questo è solo un lontano ricordo. Il parco comunale oggi è gestito dal o dai proprietario/i del chiosco posizionato all’interno davanti all’entrata principale. Ora questa fontanella giace tristemente a terra divelta…ferita mortalmente, fatta a pezzi, i tubi dello scarico e di portanza dell’acqua in terra…tra la polvere. La cosa curiosa è che al tubo principale che approvvigionava di acqua la fontanella stessa è stato montato un raccordo a T ed un rubinetto…ma dove finirà quell’acqua del Comune e quindi della comunità? Di fatto, visto che anche l’altra fontanella pubblica posizionata all’esterno del parco è stata rotta e quindi non funziona più, se dopo aver giocato e sudato, quando la voglia di bere diviene una necessità, i bambini per dissetarsi devono chiedere ai propri genitori di comprare una bottiglietta d’acqua al chiosco. Per non parlare delle protezioni intorno ai giochi, ormai divelte e stendiamo un velo pietoso sui fili della corrente che corrono liberi e senza protezione lungo l’inferriata che delimita il confine tra parco e strada… e quel bel palco alto circa un metro da terra posizionato dove un tempo i bimbi pattinavano o giocavano a palla e dove ora loro sono liberi di arrampicarsi o di andarci a sbattere contro in bici vista la struttura in ferro con il pericolo costante di farsi male seriamente. E si…c’era una volta un parco comunale…e adesso?

Maurizio Celani cittadino libero e pensante

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