Palazzetto dello Sport al Bivio di Guidonia: Una storia infinita che attende ancora la sua conclusione

 DSC_7009La storia per la costruzione del Palazzetto dello Sport ha una storia infinita che, definirla travagliata è dire poco.

Tutto ebbe inizio ad aprile del 2007, quando iniziarono i lavori affidati alla ditta Sportland Appalti SpA”, impresa specializzata nella realizzazione di impianti sportivi, con sede a Barisciano in provincia dell’Aquila. L’importo stanziato per la realizzazione dei lavori era di circa 3 milioni e 600 mila euro. Per contratto i lavori sarebbero dovuti terminare a settembre del 2008, ma, come accade quasi sempre, i tempi si prolungarono. Ad aprile del 2009, con i lavori ancora da ultimare, l’impresa interruppe i lavori a causa del terremoto che colpì L’Aquila e che la vide costretta a lavorare per il territorio aquilano, da dove proveniva, messo in ginocchio dal terremoto.

DSC_7036Finita l’emergenza, per riprendere e portare a termine i lavori del Palazzetto, l’impresa chiedeva al comune di Guidonia, una integrazione all’importo stabilito nel contratto, che era pari a circa quattro milioni di euro, causa il rincaro della vita e delle materie prime. Se non fosse stata accettata l’integraz ione i lavori non sarebbero stati ripresi. Da qui ne nacque una diatriba con l’amministrazione Rubeis, che aveva ereditato la costruzione dell’opera dalla precedente amministrazione Lippiello.

 

DSC_7013Dopo mesi di scontri, si giunse ad un accordo. I lavori ripresero e furono affidati dalla capofilaSportland SpA” a due imprese in subappalto: la C.T.C.” di Caserta (divenuta poi socia alla pari con Sportland) incaricata di portare a termine i lavori di tutto l’impianto elettrico che aveva iniziato durante la prima fase dei lavori, poi sospesi e la Comepa” di Cava dei Tirreni, in provincia di Salerno, per i lavori della completa chiusura della struttura e il completamento dei parcheggi e del verde. Il cantiere venne riattivato e ripresero i lavori.
A settembre del 2013 l’assessorato ai Lavori pubblici del Comune di Guidonia Montecelio deliberò una ulteriore variante, la sesta: un ulteriore importo di 300mila euro per il completamento dei lavori e per modificare la pavimentazione dell’area di gioco dell’impianto, prevista inizialmente in gomma, con quella in legno e con un materassino ammortizzante per consentire l’utilizzo della struttura a squadre rappresentanti più discipline sportive. Per adeguare gli impianti elettrici e quelli per la rilevazione di eventuali incendi con la normativa attuale.
Sempre con questa somma, sono state sostituite le vetrate delle facciate perimetrali di tutto l’impianto, con l’immissione di argon nelle intercapedini per migliorare l’efficienza dell’isolamento termico. Le doghe in metallo dei controsoffitti nei locali dove si produrrà forte umidità, (specialmente dove si trovano le piscine) sono state rivestite con cartongesso.
DSC_7011Nel luglio 2014 il Palazzetto, a distanza di sette anni, almeno nella sua struttura era finalmente pronto, tranne qualche piccolo adeguamento. Le imprese appaltatrici, però ebbero un contenzioso con il Comune per avere giustamente il saldo per i lavori eseguiti e a loro dovuto di 350mila euro.  Rimaneva da eseguire i lavori esterni, con la costruzione dei parcheggi e la sistemazione dell’area verde. I lavori dovevano essere eseguiti a carico dell’amministrazione comunale. Cosa a tutt’oggi non ancora avvenuta. Il Palazzetto rimane ancora chiuso e alla mercè dei vandali.

 

DSC_7027Alcune cifre su questa struttura: Sorge su un’area di 4800 metri quadri, ha uno spazio polifunzionale di circa 950 metri quadri che sarà occupato per ospitare varie discipline sportive: dal basket alla pallavolo, alla ginnastica, box, judo, karate, scherma. Poi dispone di una piscina olimpionica e una più piccola. E’ previsto anche lo svolgimento di eventi musicali. Esternamente 5610 metri quadri sono destinati a parcheggio e 2270 metri quadri a verde. Il Palazzetto, doveva far parte degli impianti per le Olimpiadi del 2020, se Roma fosse stata scelta come città ospitante. Non è detto che se la nuova candidatura inoltrata per quelle del 2024 andrà in porto, l’impianto venga preso di nuovo in considerazione.

                                                                                                                                                                                                                                             Angelo Scipioni