Parco di via Maddalena: Inaugurato e abbandonato. Immondizia, vandalismi e incuria nel nuovissimo parco di Setteville Nord.

“Un parco che si va ad inserire nell’ampio progetto di riqualificazione di zone degradate della Città dell’Aria”.

Così recitava la comunicazione istituzionale dell’amministrazione guidoniana all’indomani dell’inaugurazione nello scorso mese di dicembre del parco di via La Maddalena a Setteville Nord, a due passi dalla chiesa e dalla nuova scuola. Ed invece a farla da padrone è proprio il degrado e l’abbandono.

Appena si entra nell’ampio cancello a fianco di via La Maddalena, a colpire è l’erba incolta ed altissima, zeppa di rifiuti si ogni origine e genere gettati lì da mesi e mesi. Sulla sinistra, poi, si trova quello che avrebbe dovuto essere il chiosco, il bar dove i genitori dei ragazzini ospiti del parco comunale e gli altri avventori avrebbero potuto trovare ristoro, relax ed un bagno pulito. Invece si rimane avviliti e sorpresi di fronte alle finestre divelte e gettate in terra, e basta dare un occhiata all’interno e alla quantità di immondizia presente per capire che non è una cosa recente.

Vandali, certo, ragazzi che sfogano in maniera violenta e sciocca le frustrazioni e la pessima educazione, ma anche mancato controllo da parte dell’amministrazione, capace di propagandare e spendere centinaia di migliaia di euro su un opera necessaria e desiderata dalla cittadinanza, ma altrettanto capace di abbandonarla senza un vero soggetto che possa preservarla e custodirla come patrimonio pubblico. Le devastazioni continuano poi verso la fila di lampade segna sentiero che portano alle giostre: abbattute a calci una ad una.

Arrivati allo scivolo e alle altalene, poi, basta osservare come l’erba ha proliferato tra le mattonelle di materiale gommoso per attutire le eventuali cadute dei piccoli per capire lo stato di incuria imperante nel parco.

Sempre al momento dell’inaugurazione in pompa magna, si parlò delle telecamere di sicurezza che avrebbero dovuto scoraggiare i malintenzionati: peccato che siano completamente spente e in certi casi del tutto scollegate dalla rete elettrica, come quella sulla sommità del chiosco di legno.

Per finire, e per consegnare il parco alla piena oscurità, il lampione grande che avrebbe dovuto assicurare illuminazione sufficiente ad utilizzare il parco anche di sera e a non consegnarlo al buio e ai suoi pessimi abitanti violenti durante la notte, è completamente staccato, con una matassa di filo pronta ad essere collegata ad un inesistente impianto elettrico.

L’impressione generale che si ricava è quella di un ottima idea in un posto bisognoso di attenzioni, ma senza una vera prospettiva se non quella di affidare frettolosamente i lavori a qualcuno per poi fare una inaugurazione senza una vera consegna definitiva dei lavori (magari in momenti particolarmente di passa popolarità dell’amministrazione) per poi non avere alcuna prospettiva seria di gestione del bene pubblico tanto faticosamente conquistato.