Primo Maggio 2017: il senso della festa e gli auguri di Colibrì News

Buon 1 maggio, dalla redazione di Colibrì News ai nostri lettori:

Oggi parliamo non soltanto di nordest romano, ma vogliamo fare un percorso generale su quello che resta del significato profondo sul “diritto al lavoro“, sancito dalla nostra Costituzione. Ci chiediamo ancora se abbia un senso oggi  festeggiare e celebrare la data del primo maggio, in un’epoca di grande precariato e mancanza di lavoro.

Il 1 maggio viene celebrato per ricordare la battaglia della classe operaia per ottenere il diritto all’orario di lavoro quotidiano di 8 ore.
Lo slogan “Otto ore di lavoro, otto di svago, otto per dormire” coniato nel 1855 in Australia, rappresentava molti movimenti sindacali del primo Novecento .
La storia
Tutto ha inizio nel 1866, quando nello stato dell’Illinois viene introdotta una legge che riguardava l’orario lavorativo. La Prima Internazionale fecce una proposta: “otto ore come limite legale dell’attività lavorativa”.

Il 1° maggio 1867 è la data dell’entrata in vigore della legge e quel giorno fu organizzata una manifestazione a Chicago.Il 5 settembre 1882 fu organizzata a New York una manifestazione dai Knights of Labor; due anni dopo, la stessa organizzazione approva la cadenza annuale della manifestazione.
A causa della mancata tutela dei loro diritti, i lavoratori iniziano le proteste il 1° maggio 1886 a Chicago ma anche su tutto il territorio degli Stati Uniti ; dove 400 mila lavoratori lottano per il loro diritto di lavorare 8 ore al giorno.Il primo giorno si era concluso senza incidenti ma i giorni dopo ci furono scontri tra polizia e manifestanti.
Nel 1889 i delegati socialisti della Seconda Internazionale riuniti a Parigi decretarono il 1° maggio la festa dei lavoratori, proprio a causa degli incidenti avvenuti a Chicago tre anni prima:
Una grande manifestazione sarà organizzata per una data stabilita, in modo che simultaneamente in tutti i paesi e in tutte le città, nello stesso giorno, i lavoratori chiederanno alle pubbliche autorità di ridurre per legge la giornata lavorativa a otto ore e di mandare ad effetto le altre risoluzioni del Congresso di Parigi”.

Un giorno di riposo diventa naturalmente un giorno di festa, l’interruzione volontaria del lavoro cerca la sua corrispondenza in una festa de’ sensi; e un’accolta di gente, chiamata ad acquistare la coscienza delle proprie forze, a gioire delle prospettive dell’avvenire, naturalmente è portata a quell’esuberanza di sentimento e a quel bisogno di gioire, che è causa ed effetto al tempo stesso di una festa”. Così nel 1903, Ettore Ciccotti, storico e docente e politico italiano, nell’ormai lontano 1903, espresse il proprio pensiero sul significato della Festa del Lavoro.

Ha senso la festa del lavoro, nell’epoca storica del Jobs Act?  Crescita esponenziale dei licenziamenti disciplinari. 

Ma qual è oggi il significato di questa ricorrenza? È la domanda che si pone, per la giornata del Primo Maggio,  Elisabetta Barbuto, del Coordinamento Nazionale dei Docenti della Disciplina dei Diritti Umani chiedendosi inoltre se oggi, ancora, la gente può gioire delle prospettive dell’avvenire poiché “naturalmente portata a quell’esuberanza di sentimento e a quel bisogno di gioire che è causa ed effetto al tempo stesso di una festa?

Sebbene nelle difficoltà che scaturiscono dal difficile momento in cui viviamo, il coordinamento crede di sì. “Vogliamo credere di sì. Vogliamo credere – sostiene Barbuto – che la festa del Primo Maggio sia ancora un momento di riflessione importante sul lavoro, oggi costituzionalmente riconosciuto come base fondante della democrazia oltre che un forte segno di speranza nel futuro, in un futuro laborioso, in un futuro in cui le giovani generazioni possano riscoprire l’orgoglio di essere cittadini italiani ed europei”.

Primo Maggio a Roma, Piazza San Giovanni: 

Dal 1990 il mega concerto della storica Piazza S. Giovanni,  raduna nel giorno della Festa dei Lavoratori migliaia di spettatori in quella che è sempre stata una storica piazza della sinistra e una delle piazze più importanti della capitale,  per ben otto  ore di musica che potranno essere seguite in diretta dalle 15.00 fino a mezzanotte su Rai 3.  Il tema di quest’anno è “Il lavoro: le nostre radici, il nostro futuro”. Conducono quest’anno l’evento Camila Raznovich e Clementino, con interventi in diretta di Gad Lerner.

Per chi non abbia voglia, invece, di avventurarsi a San Giovanni, segnaliamo nella Sala Sinopoli dell’Auditorium alle 11.30 “Canti d’acqua di fiume e di mare” con Sparagna alla voce e organetto,  l’Orchestra popolare dell’Auditorium, il Coro Popolare e il Coro di Voci bianche diretto da Anna Rita Colaianni.

Infine, un pensiero a Palermo:

Il Primo Maggio dei sindacati nazionali con i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Susanna Camusso, Annamaria Furlan e Carmelo Barbagallo sarà celebrato a Portella della Ginestra, a 70 anni dall’eccidio.
Il bisogno profondo della dignità, umana e lavorativa. L’esigenza di lavoro per il riscatto dalla povertà: questo è il messaggio che viene dai sindacati con la scelta di celebrare la Festa dei lavoratori proprio a Portella.  Un messaggio , forse un grido che vale oggi come allora, soprattutto in una terra – quella siciliana –  dove i livelli di disoccupazione sono un’emergenza.  Era il 1947, la richiesta dei braccianti di riforma del latifondo, con i latifondisti pronti ad avvicinarsi alla mafia per difendere lo status quo. Ricordiamo che il Primo Maggio del 1947 una folla di lavoratori tra famiglie, donne, bambini e anziani fu uccisa dalle raffiche di mitra della banda di Salvatore Giuliano mentre ascoltava il discorso di alcuni dirigenti del Pci in occasione della festa del lavoro.

Alessandra Paparelli