“Quelli del 60° Stormo” di Guidonia: siamo stati loro ospiti per una giornata

L’appuntamento per trascorrere una giornata con “Quelli del 60° Stormo” dell’aeronautica Militare ci era stato dato dal Comandante Col. Paolo Frare, il giorno del suo insediamento al comando del 60° Stormo, lo scorso mese di settembre, per farci conoscere de visu le loro attività di lavoro.

La giornata del Media Day c’è stata il 31 ottobre ed è iniziata con i saluti di benvenuto a tutti i partecipanti del Comandante Col. Paolo Frare, del Vice Comandante Ten. Col. Antonio Russo e del Cap. Carla Angelucci, Ufficiale addetto alla Pubblica Informazione.

Nell’Aula briefing del Gruppo Volo a Vela, il Vice Comandante Antonio Russo, ci ha spiegato quali sono le attività svolte dal 60° Stormo che è alle dipendenze del Comando Scuole dell’A.M./ 3^ Regione Aerea ed è l’unico Reparto della Forza Armata munito di alianti con il compito di svolgere i Corsi di Volo a Vela agli allievi frequentatori dei Corsi Normali dell’Accademia Aeronautica, per il conseguimento dell’abilitazione aliante, nonché l’attività di volo prevista per il personale militare ed è uno degli step previsti per il conseguimento del Brevetto di Pilota Militare. L’attività della scuola di volo viene effettuata con alianti Grob Twin Astir (alianti scuola biposto), e con alianti Nimbus 4D e 4DM (alianti biposto per competizioni volovelistiche classe “libera”, di cui uno motorizzato) e LAK 17A (aliante monoposto per competizioni volovelistiche classe “15/18 metri). Mentre l’attività di volo per le esigenze del Comando Scuole A.M./3^ Regione Aerea viene effettuata con aviogetti T 339A/FT 339C, velivoli ad elica SIAI-U 208 ed elicotteri TH-500. Tutti i piloti del Centro sono abilitati su tutte le linee di volo e svolgono l’attività di istruttori sugli alianti e sui velivoli ad elica U 208. Nel Gruppo Volo a Vela, il Cap. Carla Angelucci oltre ad essere l’Ufficiale addetto alla Pubblica Informazione, è l’unica donna Pilota Istruttore.

La lezione (se così possiamo definirla) è proseguita con un breve cenno storico sulla nascita dell’aeroporto, avvenuta nel 1916 come “Scuola di Volo” per piloti, con il nome di “Campo d’Aviazione di Montecelio” in previsione dell’intervento italiano nella prima guerra mondiale. Successivamente, superata la crisi post-guerra per la grave congiuntura economica che aveva sofferto tutto il Paese, questo aeroporto acquisiva una importanza strategica per l’aeronautica Militare di allora. Il 6 agosto del 1921 il “Campo d’aviazione di Montecelio” venne intitolato al Ten. Col. Pilota Alfredo Barbieri abbattuto in combattimento sui cieli di Lubiana (Slovenia) il 18 febbraio del 1916.

 Tra il 1925 e il 1928 vi furono svolte attività di sperimentazione che abbracciavano tutti i campi dell’Aviazione: dalla medicina ai record di velocità e di altezza; fu costruita una innovativa pista di lancio in discesa, che ancora tutt’oggi viene proficuamente utilizzata. Fu creata la galleria idrodinamica, tra le più moderne dell’epoca, lunga 500 metri ampliabile fino a 1500 metri: aveva le rotaie livellate in modo da seguire la curvatura terrestre. Fu costruito un impianto aerodinamico con 6 gallerie del vento, 5 orizzontali e una verticale che permetteva di studiare il comportamento dell’aeroplano nella perdita della velocità nella vite e nelle altre acrobazie; una galleria ultrasonica, la più avanzata e la migliore nel mondo dell’epoca per potenza e dimensioni: vi si poteva raggiungere la velocità di 2500 Km/h. A tal proposito si può affermare che le basi per il volo supersonico furono gettate proprio a Guidonia.

Nei cieli di questo aeroporto, Il 27 aprile del 1928, nel collaudare un paracadute, perse la vita il Gen. Alessandro Guidoni, fondatore e Capo del Genio Aeronautico ed esperto pilota di idrovolanti. Il borgo che stava sorgendo attorno all’aeroporto, un Regio Decreto stabilì che doveva chiamarsi Guidonia per onorare la sua memoria.

Tutte queste strutture che facevano parte della DSSE (Direzione Superiore Studi ed Esperienze) sono ancora visibili all’interno dell’aeroporto, seppur ridotte in macerie dai tedeschi che nella seconda guerra mondiale, dopo l’armistizio dell’otto settembre1943, occuparono l’aeroporto e ne fecero la loro base. Nella loro ritirata per l’avanzata delle truppe alleate, minarono tutti gli edifici per distruggerli e saccheggiarono tutta la strumentazione che contenevano.   Più volte sono state fatte ipotesi di restauro, anche con la creazione di un museo e renderle visitabili al pubblico.

Attualmente questo aeroporto, oltre al Comando del 60°Stormo, ospita la sede della Scuola di Aerocorporazione, il Centro di Selezione, il Centro Logistico Polivalente e la Direzione di Commissariato.

 L’Ingegner Tullio Cardia, Ufficiale dell’Aeronautica e Dirigente di ricerca in pensione, se ne occupa da molto tempo ed ha anche realizzato un progetto preliminare per il recupero dei ruderi storici e qualche ipotesi concreta sembra stia nascendo. Qualche mese fa se ne è discusso ed è stato fatto un accordo di programma tra l’attuale Amministrazione Comunale di Guidonia Montecelio, lo Stato Maggiore dell’Aeronautica e la Sovrintendenza ai Beni Culturali di Roma, per avviare la messa in sicurezza e il successivo restauro dei resti di quella che fu la DSSE (Direzione Superiore Studi ed Esperienze).

Terminata la prima parte teorica della visita, la giornata è poi proseguita nella Linea Volo, dove erano parcheggiati i velivoli in dotazione al 60° Gruppo e già su menzionati. Dopo una visita alla Torre di Controllo, abbiamo assistito al decollo e atterraggio degli alianti, trascinati in aria dai velivoli U-208, alle evoluzioni dell’elicottero TH-500B e al decollo e al passaggio dell’aviogetto T-339 che prendeva la sua destinazione in missione verso Lecce.

Il momento più emozionante per tutti, comunque si è avuto con la possibilità che ci è stata data di salire a bordo e di volare in formazione di quattro aeroplani con i piloti istruttori sui velivoli SIAI U-208. Personalmente ne ho riportato una esperienza veramente interessante oltrechè istruttiva e che mi ha permesso di vedere dall’alto e con tutt’altra prospettiva il territorio di Guidonia, Tivoli e paesi limitrofi con le loro montagne, ma anche di provare il brivido delle evoluzioni in volo che i piloti hanno effettuato. La giornata del Media Day è terminata con la visita ai ruderi storici della DSSE (Direzione Superiore Studi ed Esperienze). Se si arriverà concretamente ad un progetto di restauro, questi ruderi storici potrebbero rappresentare un volano per uno sviluppo turistico internazionale di Guidonia Montecelio, magari abbinato al giro turistico che già esiste per i monumenti di Tivoli.

Angelo Scipioni

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