Pichini

Questa volta Pichini …!!!

Proseguendo nel nostro viaggio attraverso il territorio di Guidonia Montecelio alla ricerca di opere incompiute e lasciate all’abbandono, questa volta siamo a Pichini.

Nata come frazione residenziale di un certo pregio, ebbe uno sviluppo abitativo alla fine degli anni ’80 primi anni ’90, quando alcuni costruttori locali, visti i costi dei lotti di terreno molto inferiori a quelli di Marco Simone o Santa Lucia, cominciarono ad investire su Pichini, edificando soprattutto villette con rifiniture di pregio. Una escalation andata avanti negli anni, fino al 2008.

Se fino a qualche aDSC03243nno fa poteva considerarsi “un’isola felice” per chi vi abitava, ora le cose stanno cambiando, con i residenti che cominciano a manifestare disagi. Denunciano situazioni di degrado e abbandono del loro territorio che fa parte del 1° Municipio di Guidonia Montecelio. In primis manca un più rigido controllo da parte delle Forze dell’Ordine: ne consegue un proliferare della delinquenza spicciola, proveniente da altre parti e che fa registrare anche un aumento di furti nelle abitazioni.

A Pichini non è mai stata portata a termine la rete fognaria e molte abitazioni si servono ancora dei pozzi neri.  Altro problema abbastanza sentito, riguarda lo sfalcio delle erbacce lungo le strade e la manutenzione, da parte dei proprietari, delle siepi e i cespugli che sporgono ai bordi delle strade e sui loro terreni incolti. Questo comporta la proliferazione di insetti infestanti, ma anche di ratti e serpentelli, che seppur innocui provocano disagio. La disinfestazione e la derattizzazione non viene ormai più eseguita da tempo.

Ma il motivo principale che ci ha portato qui è una segnalazione che ci è stata fatta da alcuni residenti.  Riguarda lo stato di abbandono in cui si trova l’unico parco pubblico esistente in loco. Fino a quattro anni fa il parco, situato su un pendio di Via Tiziano Vecellio, veniva gestito autonomamente dal Comitato di quartiere che, oltre ad alcuni giochi per bambini e un piccolo campo di calcetto, aveva creato all’interno di un fabbricato di fortuna, una casDSC03232a culturale, chiamandola “La Collina degli Artisti”. Vi si svolgevano attività ludiche, corsi di disegno, pittura e si insegnava la dottrina ai bambini. Alla fine di giugno il comitato organizzava “La festa dell’estate” e a settembre “La festa di fine estate”. Con l’occasione veniva allestito un palco per esibizioni musicali.

Tuttavia la struttura comportava una situazione di precarietà che indusse l’amministrazione comunale e l’Area VII Parchi e Giardini, a smantellare l’esistente e creare un vero parco attrezzato. Venne così abbattuta la baracca fatiscente e al suo posto venne installata una vera casetta prefabbricata in legno. Nella parte dedicata a parco, furono messe delle panchine, installata un fontanella, nuovi giochi per i bambini e costruita una pista in cemento da pattinaggio.

Il morale della favola? Da due anni, anche se terminato, il parco è chiuso e lasciato al degrado e all’abbandono. Il cancello d’ingresso è chiuso e incatenato per impeDSC03235dirne l’accesso. Questo, tuttavia, non impedisce ai ragazzi del posto di riunirsi comunque al suo interno accedendo da altri punti, dopo aver divelto la rete di recinzione. La porta d’ingresso della casetta prefabbricata è stata più volte abbattuta facendo sparire anche le chiavi inserite nelle porte al suo interno. Ogni volta che questo accade, le riparazioni alla porta divelta, vengono fatte volontariamente da un residente che abita vicino al parco.DSC03241

Insomma chiediamo anche questa volta a chi di dovere, i motivi di tanta negligenza nell’espletamento delle funzioni che a loro competono. Possibile che la cosa pubblica non meriti da parte loro un po’ più di considerazione per rispetto verso tutti i cittadini che con le loro tasse pagano anche i loro stipendi? Invitiamo il Commissario Prefettizio e i suoi collaboratori a prendere visione anche di questi sprechi e negligenze che meritano attenzione e soluzioni.

Angelo Scipioni