Report della Fondazione Caponnetto e Omcom sulla criminalità organizzata. Guidonia Montecelio al centro di interessi malavitosi

Non si dice niente di nuovo affermando che Guidonia Montecelio è stata e lo è ancora, territorio di infiltrazioni criminali organizzate, anche con tendenze mafiose.

A tal proposito la Fondazione Antonino Caponnetto con OMCOM (Osservatorio Mediterraneo sulla Criminalità Organizzata e le Mafie) che analizza il fenomeno mafioso sia in Italia che all’estero, con presidi in Svizzera, Malta e San Marino, ha messo a confronto due realtà simili, ma allo stesso tempo diverse, prendendo a campione due grossi centri nella provincia di Roma: quello di Ostia, dove si parla molto di mafia e criminalità organizzata e l’altro, appunto Guidonia Montecelio, dove di mafia non se ne parla affatto. Ne è uscito fuori un Report che illustra queste due diverse realtà.

Il Report dedicato a Guidonia Montecelio è stato costruito su fonti aperte e già note: questo per non creare problemi a chi fa le indagini. Si parla esclusivamente di avvenimenti già noti che però è bene unirli tutti insieme per cercare di far comprendere all’opinione pubblica che il problema esiste e che bisogna esserne consapevoli. Fatta questa considerazione, bisogna pur dire che a Guidonia Montecelio il fenomeno ha avuto una netta inversione di marcia rispetto alla situazione che si registrava qualche tempo fa.

La presentazione del Report è avvenuta ieri 21 dicembre presso la sala consiliare del comune, in una conferenza stampa alla presenza del Procuratore Capo del Tribunale di Tivoli Dott. Francesco Menditto, del Sindaco Michel Barbet, del Vice Sindaco Davide Russo (che è anche membro della Fondazione) e del Presidente del Consiglio Comunale Angelo Mortellaro. Una conferenza stampa allargata anche alle autorità, alle forze dell’ordine e ad un pubblico interessato all’argomento “per avviare un progetto di sensibilizzazione nei cittadini, ma soprattutto per dare un segno tangibile di presenza e solidarietà nei confronti di chi da sempre tenta con coraggio e forza di combattere l’illegalità”.

I primi approcci mafiosi sul territorio di Guidonia si ebbero già nel lontano 1969 con il boss Luciano Liggio, che fuggì dalla clinica “Villa Margherita” di Roma dove era ricoverato, impedendo al Tribunale di Palermo di notificargli l’atto di custodia in carcere. Liggio si nascose a Guidonia Montecelio dove aveva delle coperture.

Salvatore Calleri, presidente della Fondazione e Renato Scalia, ex poliziotto che per quaranta anni ha combattuto mafia e criminalità, ne danno un’ampia narrazione cronologica, arrivando fino ai giorni nostri: lo scorso 5 dicembre di quest’anno sono stati effettuati ulteriori dieci arresti nell’ambito dell’operazione denominata “Cosa nostra Tiburtina”.

Ne emerge un quadro preoccupante che nei suoi numerosi intrecci ha spesso avuto sponde importanti anche tra le amministrazioni comunali del passato. In un passaggio del suo intervento Salvatore Calleri ha tenuto a sottolineare che: “Guidonia è un posto dove i colletti bianchi non hanno mai ostacolato il malaffare dei gruppi criminali ma che al contrario, in molti casi ne sono stati complici”.

Il Dott. Francesco Menditto, da quando ha preso possesso della Procura di Tivoli ha coordinato diverse operazioni sul territorio e tra queste anche la corruzione all’interno della pubblica amministrazione di Guidonia Montecelio, con la così detta “Mafia bianca”. Ha spiegato nel suo intervento che: “Guidonia Montecelio è una parte di Roma e quindi ha tutte le problematiche sociali, culturali e criminali: Ne più e ne meno. Ha le stesse problematiche e gli stessi rischi di infiltrazione criminale sui quali interviene la Procura Distrettuale di Roma. Noi fungiamo da cinghia di trasmissione, iniziamo l’attività investigativa che viene poi trattata dalla Procura di Roma o dai magistrati coassegnati. La nostra Procura di Tivoli, ha la fortuna di avere l’appoggio dell’ottimo Procuratore Giuseppe Pignatone, ma purtroppo non abbiamo le risorse necessarie per contrastare la criminalità a sufficienza. Il rischio che ci possano essere nuove infiltrazioni esiste. L’auspicio è quello che ci vengano dati più uomini e mezzi per contrastare questo fenomeno in una città di quasi centomila abitanti e con un territorio da gestire che comprende anche il quadrante est di Roma. La Politica da questo lato dovrebbe fare un po’ di più. Per terminare, ci tengo a dire che quella di oggi non è più la mafia e la criminalità tradizionale; i mafiosi di oggi si sono evoluti e attingono sempre più alla corruzione e alla criminalità economica. Quindi è necessario tener alta la guardia anche in questo settore e debbo dire, come Procuratore di Tivoli, che sono soddisfatto per i risultati investigativi ottenuti due anni fa (n.d.r. Mafiabianca) per una serie di misure cautelari per reati contro la pubblica amministrazione. Tutte queste misure ci sono state riconfermate dal Tribunale del Riesame e il procedimento è in corso. Purtroppo i procedimenti non sono completati perchè mancano uomini e mezzi. Ci auguriamo che entro giugno del prossimo anno vengano completati e che il Tribunale di Tivoli abbia un riconoscimento, non solo nel Tribunale del Riesame presso la Corte di Cassazione che ha confermato tutte le ordinanze, ma anche nel dibattimento e all’esito del contraddittorio, dove ovviamente gli imputati debbono difendersi fino all’ultimo. Faccio un invito a tutti ad essere sempre attenti sugli accadimento che avvengono sul nostro territorio e un invito alla politica affinchè vigili sempre con attenzione nel settore della legalità. Invito anche i media a dare la massima pubblicità a questo Report perché è estremamente importante ed essenziale”.

Anche il Sindaco Michel Barbet, nel suo intervento, ha ribadito che la politica deve fare la sua parte “ne siamo consapevoli e questa amministrazione sin dall’inizio lo sta dimostrando attenendosi alle leggi e alle regole che ne governano un corretto andamento. Stiamo facendo degli enormi sacrifici per affrontare tutti i problemi del malaffare che ci è stato lasciato in eredità dalle precedenti amministrazioni e respingiamo al mittente tutte le critiche che ci vengono fatte da quei detrattori per mestiere e partito preso.  Siamo perfettamente a conoscenza delle molte carenze ancora da affrontare e per questo chiediamo a tutti i nostri cittadini di essere pazienti, aiutarci anche con critiche costruttive, ma di essere consapevoli delle scarse risorse che abbiamo a disposizione. Sulla legalità abbiamo già organizzato diverse iniziative. Mi piace sottolineare che la nostra Sala Consiliare abbiamo voluta intitolarla alla memoria di Peppino Impastato e di tutte le vittime di mafia. Abbiamo un ottimo rapporto di collaborazione con la Procura di Tivoli e tutte le Forze dell’Ordine con le quali ci supportiamo a vicenda, sempre nell’ottica della legalità. Sono sicuro che con i sacrifici che stiamo facendo e con l’aiuto di tutte le persone oneste, Guidonia Montecelio tornerà a risorgere come d’altronde è giusto che sia. Ringrazio la Fondazione Caponnetto che svolge un grande lavoro e anche io vi chiedo di diffondere più che potete questo Report in modo che possa essere da monito per tutti”.

Il Vice Sindaco Davide Russo, siciliano di origine, intervenendo anche lui al dibattito, ha raccontato come già prima di trasferirsi a Guidonia Montecelio era al corrente e aveva fatto delle ricerche sulla criminalità organizzata che vi imperava, ma che solo successivamente, lavorando quotidianamente sul territorio, ha iniziato a percepire come questa criminalità organizzata fosse parte integrante della comunità; ma come forse la stessa comunità non se ne accorgesse realmente. “Allora con la Fondazione Caponnetto, di cui faccio parte, abbiamo avviato il progetto di creare un Report. Il progetto ovviamente non è costato nulla al comune di Guidonia Montecelio, ma abbiamo fatto una raccolta fondi autofinanziandoci. Tutte le persone sensibili alla legalità e che lottano quotidianamente contro la mafia hanno contribuito e abbiamo iniziato questo percorso non per dimostrare alla cittadinanza che Guidonia Montecelio è una città mafiosa, come mi è stato imputato di aver affermato da alcuni esponenti politici locali, che mi hanno anche imposto di chiedere scusa alla città. Io non ho mai detto che Guidonia è mafiosa: dico soltanto che a Guidonia esiste la mafia, che ci sono dei gruppi, ci sono dei clan e questo lo abbiamo visto acquisendo la villa dei Casamonica. Lo scorso 12 dicembre il Sindaco ha siglato un protocollo di intesa con il Tribunale di Roma ed anche lì manifesteremo l’interesse ad acquisire altri immobili. Ne sono stati sequestrati 177 di immobili e noi chiaramente vorremo che fossero restituiti alla collettività per finalità sociali. Intanto la villetta già sequestrata ai Casamonica, verrà utilizzata per farne un Centro Antiviolenza per le donne. Quindi fare questo percorso di legalità, diventa anche un modo per sensibilizzare i cittadini e non è assolutamente un modo per dire di non venire ad investire a Guidonia perché è una città mafiosa. Il concetto, al contrario, è quello di far sapere che a Guidonia Montecelio ci sono stati dei clan, ci sono state delle cosche mafiose che sono venute ad investire i loro proventi illeciti, non solo a Guidonia, ma su tutto il territorio di Roma e della provincia. Noi come amministrazione vogliamo proseguire su questa strada ed io come assessore alla Legalità ho il dovere di perseguire questa strada. Cercherò, durante il mio mandato, di insegnare alle giovani generazioni come vivere lontano dalla criminalità organizzata e dalle organizzazioni mafiose”.

Angelo Scipioni