Santa Lucia, Fonte Nuova: rese note le analisi dei pozzi, intervista ad un attivista del CRA

Riceviamo e molto volentieri pubblichiamo il comunicato stampa del CRA – Comitato di Risanamento Ambientale; contestualmente una bella intervista con Alessandro Cocchiarella, ambientalista, cittadino attivo ed attivista del CRA.
“Le analisi (parziali) dei pozzi di Santa Lucia, effettuate da un Comune (parziale) confermano paure e certezze (definitive) della popolazione locale.
Sono finalmente di dominio pubblico i risultati delle analisi dei pozzi artesiani situati in varie proprietà private in località Santa Lucia dicra Fonte Nuova, lungo la Via Palombarese. In seguito alle pressanti richieste ed alle segnalazioni che da anni le Associazioni locali sottopongono alle autorità pubbliche, il Comune di Fonte Nuova ha attivato, nel luglio scorso, l’ASL RM5 (Dipartimento di Prevenzione UOC Igiene e Sanità Pubblica, sede di Tivoli) che ha provveduto ai prelievi presso undici abitazioni, coadiuvata dall’ARPA Lazio.
I risultati delle analisi, comunicati dall’Azienda sanitaria in ottobre, confermano i sospetti di elevato inquinamento delle acque sotterranee: Arsenico, Ferro, Manganese, Ammonio e Nitrati, e poi Coliformi, Escherichia coli ed Enterococchi, ritrovati nelle acque della maggioranza dei pozzi. Solo tre prelievi sono stati ritenuti nella norma, mentre negli altri casi, tra metalli pesanti e contaminazione batteriologica, la situazione appare di rischio conclamato.
Il risultato più immediato è stata la reiterazione da parte dell’Autorità comunale, il 31 ottobre, dell’Ordinanza che vieta alla popolazione locale di fare uso dei pozzi artesiani per annaffiare ortaggi, abbeverare animali o, ancor peggio, utilizzare quelle acque per il consumo umano.
Dunque, il primo aspetto da considerare è quello igienico-sanitario per la forte presenza dei batteri di cui sopra (coliformi ed Es cherichia coli) che causano un inquinamento generale e pregresso delle acque di falda, dovuto alla prolungata inadeguatezza delle Amministrazioni comunali in quanto, ancora oggi, non si pongono in essere le condizioni necessarie per allacciarsi alla pubblica fognatura. Basta infatti pensare al nuovo collettore fognario, già realizzato e collaudato ormai da anni ma mai messo in esercizio, in spregio totale alle normative statali ed alle direttive europee di riferimento.
L’altro aspetto rilevante è quello prettamente ambientale, che riguarda in special modo i metalli pesanti; infatti, a detta dell’ASL, queste analisi non sono da considerarsi esaustive in quanto ci sarebbe da determinare, prima di parlare di inquinamento da metalli pesanti, la natura geologica dei terreni.
Infatti, come già noto all’interno dell’annosa vicenda della contaminazione della falda acquifera sottostante la discarica dell’Inviolata di Guidonia (sito pericolosamente vicino a Santa Lucia di Fonte Nuova), l’analisi riguardante i valori di fondo naturali fu effettuata proprio perché propimpianto-tmb-in-costruzione-accanto-alla-discarica-dellinviolata-a-guidonia029-foto-angelo-scipioniosta e spinta dal gestore della “montagna dei rifiuti“, che annetteva la forte presenza di Manganese e Ferro nei piezometri della discarica stessa alla “natura dei luoghi”.
Ma venne dimostrato – ed in modo incontrovertibile da centinaia di studi specifici e da evidenze sperimentali – che i valori del Ferro e del Manganese risultano essere il segno distintivo dell’inquinamento da discarica per rifiuti e l’area dell’Inviolata ne è stata una conferma, corroborata dalle indagini effettuate dall’ARPA Lazio.
Vero è che andrebbe ora fatta un’ulteriore prova sperimentale, non a fini di potabilità delle acque ma a scopo di sanità ambientale, per individuare se la concentrazione di Ferro e Manganese nei terreni e nella falda che passa sotto le abitazioni di Santa Lucia sia tale da confermare il collegamento con l’area inquinata all’Inviolata. Fino allora non si potrà affermare che è stata la discarica ad aver contaminato le acque dei pozzi di Santa Lucia.
Sta di fatto però che i pozzi privati più esposti alla contaminazione da Ferro e Manganese (oltre che alla forte presenza di batteri fecali, derivanti, in tutta evidenza, dall’assenza di fognature) risultano essere nello studio dell’ASL quelli posti lungo il percorso della Via Palombarese, tra Via di Santa Lucia e Via Toscana e che – come da pregresse evidenze scientifiche – la direzione di flusso delle acque sotterranee va dall’Inviolata verso Santa Lucia e Marco Simone.
Visto che non c’è da stare allegri, allo scopo di tranquillizzare i residenti e ridare vivibilità ad un’area particolarmente colpita da degrado ambientale ed abbandono amministrativo, bisognerebbe affrettare i tempi per completare i lavori di allaccio fognario al depuratore, mettere in sicurezza igienica-ambientale il Fosso di Santa Lucia, monitorare le acque dei pozzi privati a fini ambientali con l’ausilio di ARPA Lazio, arrivare alla bonifica dell’area dell’Inviolata in tempi rapidi.
Ed è solo il programma minimo.
Comitato per il Risanamento Ambientale  www.aniene.net “.

Abbiamo incontrato Alessandro Cocchiarella, un cittadino attivo, ambientalista ed attivista del CRA-Comitato Risanamento Ambientale:

Alessandro, le analisi sono dunque parziali: si può parlare di  “ingerenza” dell’Inviolata?

“Diciamo che chiaramente vi concorre, considerando che le analisi sono parziali, fatte dalla ASL e mancanti della parte “ambientale”; nonché, visto il grado di inquinamento, per il numero dei pozzi esaminati. In tal senso, non si può affermare che l’inquinamento derivi dalla “sola” discarica dell’Inviolata; per fare questo, servirebbero analisi più approfondite riguardanti, tra il resto, l’inquinamento ambientale.  Ogni cittadino – continua Alessandro – dell’area interessata (non solo, quindi, di Santa Lucia ma dei quattro comuni interessati: Fonte Nuova, Guidonia Montecelio, Sant’Angelo e Mentana), ovvero chi ad oggi non ha l’allaccio in fogna, dovrebbe premunirsi di richiedere l’analisi delle acque del proprio pozzo. Dato l’inquinamento conclamato, si può esigere dal Comune di appartenenza, una “campagna” di analisi a tappeto per comprendere la vastità del territorio compromesso”

Quindi non possiamo affermare che l’inquinamento derivi dalla discarica dell’Inviolata; per fare questo, servirebbero analisi più approfondite riguardanti l’inquinamento ambientalePerchè il Comune di Fonte Nuova ha ritardato così tanto, nonostante le pressioni dell’opposizione?discarica-inviolata

Immagino sia dovuto ai balletti politici della giunta comunale! Come sempre infatti, si antepongono i propri affari agli interessi della cittadinanza, in questo caso alla salute pubblica. Cosa grave…”

Quindi abbiamo un duplice problema, igenico sanitario ed ambientale. Dove finisce la Asl e dove ora deve intervenire l’amministrazione e dove la Regione ?

Non dimentichiamo, per le annose problematiche di ACEA, che per molti l’acqua dei pozzi è l’approvvigionamento primario. Le analisi fin qui fatte descrivono una distinzione di fondo: da una parte l’inquinamento d’origine fognaria, dall’altro quella “industriale”. Nella prima i vari batteri coliformi (d’origine fecale), nella seconda i metalli.  Lo “sparti acque” geografico tra i due generi indicati è via Toscana (o quasi). Come dire, dopo c’è il “caricone” dell’inquinamento della discarica dell’Inviolata; però la sicurezza si avrà soltanto dalle analisi ambientali. I cittadini, vista l‘assenza della Giunta, dovrebbero chiedere a gran voce, al commissario, l’intervento dell’ARPA Lazio. C’è da dire che Cannella (il dimissionario sindaco di Fonte Nuova, Ndr), come ultimo atto di responsabilità, avrebbe potuto iniziare a tal proposito le pratiche, invece… ” 

“Non solo, Fonte Nuova dovrebbe farsi capofila (visto che si trova a valle della discarica) per sensibilizzare le frazioni dei Comuni a monte dell’inquinamento”.

Molti chiedono notizie del patto dei sindaci: cosa ci dici, al riguardo?

A Guidonia è cosa sconosciuta ai più, ma non reputo che negli altri Comuni sia migliore la situazione. Penso a Sant’Angelo Romano, per esempio, che malgrado abbia problematiche strutturali (tra cui le fogne), continua a perseguire le logiche cementizie. Lì ci siamo solo noi del CRA, a cercare di contrastare questa nuova speculazione

A maggio voteranno sia Guidonia che Fonte Nuova: attendendo e sperando nel commissario, nel caso di Fonte Nuova, cosa possono fare insieme i due Comuni? 

Sensibilizzare i cittadini, magari portandoli ad un’autocritica: chi ha eletto in passato i responsabili dell’odierno stato delle cose? Chi si presenterà (magari con le liste civiche) alle prossime elezioni? Gli stessi politici, gli stessi interessi personali, le stesse dinamiche. Chi è causa di tutto questo potrebbe esserne mai la soluzione? No!
A tale proposito, penso al Comitato Nordest Lazio (aderente al CRA), di Fonte Nuova, un comitato faticosamente formatosi, che ha saputo fare la differenza in tante occasioni di rivalsa ambientale, sociale e per la salute pubblica: poteva essere un osservatorio, una garanzia di controllo dei cittadini tutti, invece anche li ha prevalso l’interesse di pochi prestati alla politica”.

Per quanto riguarda Guidonia e le prossime elezioni amministrative?

Riferendomi alle cronache politiche, ci saranno il PD, Fratelli d’Italia e M5Stelle, con l’aggiunta di un certo numero di liste civiche. Queste ultime,in realtà, con gli altri partiti ad eccezione del Movimento 5 Stelle, si stanno già compattando per formare un fronte che, guarda caso, è lo stesso dei due schieramenti del passato alternatesi all’amministrazione del Comune”.

Vogliamo concludere con un appello, un desiderio rivolto ai cittadini ?

“Certo! Che la gente si svegli, inizi a premiare chi ha fatto del bene e lavorato per l’interesse della comunità e punisca, mettendolo all’indice e non votandolo, chi ha perseguito gli interessi privati di pochi”. 

Alessandra Paparelli