Storia dell’aeroporto “Alfredo Barbieri” di Guidonia – Prima puntata

A seguito dell’incontro del Sindaco Michel Barbet con i vertici dello Stato Maggiore dell’Aeronautica per discutere le fasi per la valorizzazione dei reperti storici dell’aeroporto “Alfredo Barbieri”con la creazione di un museo storico, riproponiamo due articoli pubblicati dal nostro giornale, dove si narra la storia della sua fondazione.

Prima puntata

 “Campo di Volo di Montecelio”  1916-2016

La storia iniziale di questo campo di volo somiglia alla storia di decine di altri campi nati in quel particolare momento storico sotto le mutate esigenze belliche caratterizzate dall’impiego sui campi di battaglia di queste nuove armi: gli aerei, che tanto peso preponderante avranno poi nei successivi eventi bellici.

Poco dopo l’montecelio-aereopoprto-anni-20inizio della Prima Guerra mondiale, il Ministero della Guerra iniziò la ricerca di una località idonea alla realizzazione di un campo di Aviazione nelle vicinanze di Roma, dove istruire e addestrare i novelli piloti che, una volta pronti, avrebbero dovuto difendere i cieli  della Patria.

Nel territorio romano esisteva già, dal 1909 un Campo di Aviazione a Centocelle; infatti il primo pensi
ero fu quello di ampliarlo, ma essendo posizionato alla periferia di Roma sconsigliò tale soluzione.

Furono prese in considerazione altre località, ma alla fine, le caratteristiche logistiche e morfologiche che presentava la pianura esistente alle falde dei Monti Cornicolani fecero pendere l’ago della bilancia a favore di quest’ultima località.

La vicinanza con Roma, l’esistenza della linea ferroviaria Roma-Sulmona e la Stazione ferroviaria di Montecelio- Sant’Angelo Romano che confinava proprio con i terreni prescelti per la costruzione del Campo di Aviazione, facevano inoltre ridurre drasticamente i costi per la sua realizzazione rispetto agli altri siti proposti. Fattore quefoto_storica_stazione_di_guidoniasto di primaria importanza in quel periodo in cui il Paese era sottoposto a un enorme sforzo economico per finanziare la guerra.

Per la realizzazione dell’Aeroporto  fu necessario espropriare terreni che, nell’ambito dell’economia agricola di Montecelio erano considerati tra i più produttivi essendo per la maggior parte, come denota anche il nome della località  prescelta “Le Prata” , situati in una zona pianeggiante e perciò atta alla coltivazione di cereali. Tale imposizione causò malumore e sdegno tra i monticellesi nei confronti del governo e delle autorità locali. Nei primi anni, vista la provvisorietà del campo, dovuta alle cogenti esigenze belliche, più che di esproprio si parlò di affitto.

La costruzione iniziò verso la fine del 1915, utilizzando maestranze locali, prigionieri di guerra austriaci, libici della guerra coloniale e una compagnia di Ascari, truppe coloniali fedeli all’Italia.

Il comando del “Campo di Aviazione di Montecelio” e della “Scuola Allievi Piloti Aviatori” trovò sede nell’unica costruzione esistente nella piana a sud della linea ferrovia, “Il Casale delle Prata”. Il casale, risalente al XVII secolo fu dimora della famiglia Filippini di Montecelio, divenuto in seguito, al momento della realizmontecelio-villa-filippini-sede-del-1-comando-aereoporto-1920zazione del Campo, proprietà comunale.

Il Campo, aveva l’ingresso situato a valle del passaggio a livello posto all’inizio dell’attuale pineta. Era dotato di due piste di decollo e atterraggio: una parallela alla Strada Marem
mana, l’altra parallela alla ferrovia. Questa seconda arrivava all’altezza della stazione ferroviaria di Montecelio/Sant’Angelo.

I primi aerei, così come i primi istruttori e meccanici provenivano dalla Francia, mentre gli hangars, tipo Rossellini erano fatti di legno e furono trasportati smontati a mezzo ferrovia. Furono rimontati  in loco da maestranze del posto.

Il campo era dotato di telefono, mentre per il telegrafo si doveva ricorrere a quello istallato presso la Stazione ferroviaria.

A giugno del 1916 cominciò l’attività di questa nuova struttura militare prendendo il nome di “Campo d Aviazione di Montecelio”. Gli Allievi Piloti, circa 500 al primo corso erano alloggiati in baraccamenti realizzati a monte delle piste di volo.

La scuola inizialmente aveva a disposizione aerei di fabbricazione francese, e per questo motivo, d’accordo con le forze alleate, fu designato come primo istruttore un ufficiale aviatore dell’esercito francese, accompagnato da altri due piloti e da meccanici delle case costruttrici degli aerei in dotazione.

La scuola accolse tra i suoi aspiranti piloti, oltre a soldati provenienti dalla nostra Marina e dal nostro Esercito anche allievi provenienti da paesi alleati. La scuola continuò a formare piloti sino a qualche mese dopo la fine della guerra, 4 novembre 1918.

Durante questi anni vi furono diversi incidenti mortali, sia tra gli allievi piloti che tra gli uomini a terra, che  vennero a funestare la vita del Campo.

Terminato l’ultimo corso per Allievi Ufficiali Piloti, le attività del Campo rallentarono e alcune infrastrutture furono abbandonate.

Iniziò così un periodo di oblio: preludio forse ad un abbandono definitivo del Campo. Ma una debole fiammella di speranza rimase accesa, quando il 1° gennaio 1919 arrivò una disposizione del Comando Supremo:  disponeva che in questo Campo si doveva mantenere  un residuo di attività consistente in ridotti corsi di pilotaggio per Allievi Ufficiali e ospitare la Direzione Sperimentale dell’Aviazione Militare. Nel corso dell’anno fu completato il trasferimento di strumenti e mezzi di questa struttura (DSAM) , prima  dislocata in vari edifici romani.

Questo spostamento di materiali e attrezzature alimentò le speranze di una rinascita del Campo.

Il 6 agosto 1921 il Campo di Aviazione venne intitolato alla memoria del ten. colonnello della Cavalleria Alfredo Barbieri abbattuto sui cieli di Lubiana il 18 febbraio 1916, prendendo il nome “Aeroporto Alfredo Barbieri”.

Il 9 dicembre 1921 segnò l’inizio di una lunga serie di primati conseguiti sul nostro Aeroporto: infatti il sergente di cavalleria Elia Liut a bordo di un M.V.T., realizzato dall’ing. Alessandro Marchetti, raggiunse la velocità di 250 KM/h, record mondiale di velocità non ufficiale.

Tra alterne vicende e cambi di comandanti del Campo arriviamo a gennaio del 1925 quando il “Commissariatodell’Aeronautica” il cui direttore era Alessandro Guidoni, comunicava al Sindaco di Montecelio e a quello di Tivoli:” che si è determinato di rendere permanente l’attuale Campo di Aviazione di Montecelio,, non solo , ma di dargli, ai fini aeronautici, una maggiore efficienza, occupando nuovi terreni a Sud-Est….” , i terreni in questione ricadevano per la maggior parte in quello che allora era ancora territorio tiburtino.

Questa lettera sancisce la fine della provvisorietà “dell’Aeroporto Alfredo Barbieri” di Montecelio nato per esigenze legate alla guerra e pronto ad assurgere nei due successivi decenni alle più alte vette delle conoscenze tecniche nel campo aviatorio e a divenire famoso e glorioso nella storia dell’aereonautica mondiale per i numerosi record e primati battuti dai suoi piloti.

Ezio Curti