Stadio della Roma: da Tor di Valle a Fiumicino? Il tormentone continua

Il tema “stadio della Roma” ha raggiunto livelli di guardia.

Proviamo a sdrammatizzare e a riassumere in maniera ironica, pur nello psicodramma in cui siamo tutti entrati, la vicenda stadio di Tor di Valle: lo facciamo come cittadini, addetti ai lavori, come tifosi.

La serenità sui social:

Dunque, potremmo riassumere la questione spinosa in questo modo: ci sono tre schieramenti, il primo a favore, “perché è un ottimo progetto, in netta discontinuità con le opere fatte finora, che va in un’area completamente abbandonata, per la qualità e quantità di opere pubbliche e che costituiscono il 30% del progetto, quando in precedenza a Roma al massimo si arrivava all’8%”.  Oppure “Per chi non lo sappia, 64 ettari è poco meno di Villa Borghese.
L’impianto darebbe lavoro a tante persone e 150 milioni di entrate annue per il Comune (Fonte Università La Sapienza)
E non ci costerebbe nemmeno un euro“, sempre dai commenti Facebook.

Il secondo schieramento, che potremmo riunire in due “sottospecie”:
Palazzinaro maledetto, la speculazione,  la colata de cemento – stiamo riassumendo tutti gli insulti letti sui social, alcuni molto coloriti , squisitamente romani – Tor di Valle non si tocca, i miliardi “dateceli a noi” che costruiamo un chioschetto per le birre” e che sono contrari a qualsiasi cosa non sia assegnata a loro.    E ancora ” Il progetto è partito con la giunta Alemanno, e fino ad oggi tutti zitti come le pecore che siete, ora che c’è una giunta che sta lavorando, tutti a rompe co ‘sto stadio! Ma ci arrivate con il cervello che la giunta sta ricontrollando tutto quello che era stato preventivato, gli accordi delle vecchie giunte?”

Poi ci sono le persone in buona fede che ne hanno viste tante a Roma e hanno perso ormai la speranza che si possa fare qualcosa di buono nella Capitale e che vedono bene un commissariamento della città, “minimo  per almeno 30 anni“.

Ci sono poi i politici, con schieramenti vari:  un po’ contrari, un po’ a favore, uno “zero a zero” calcistico (restiamo in tema) contrari del tutto o meno, contrari ma non troppo, un po’ “sentiamo che dice quell’altro“, un pò  “ma dai, cosa è mai uno stadio” e ancora  “ma basta con questo calcio, occupiamoci delle bocce”; un po’ “ma a Tor di Valle realizziamo un centro tipo Area 51, hai visto mai con i sette pianeti scoperti” ma soprattutto lei, la sindaca  Virginia Raggi, amata e beatificata, immolata o crocefissa a seconda delle decisioni che verranno prese.

Tra le numerose dichiarazioni dei politici, del Presidente del Coni, Malagò, tra lanci di agenzie, di Pallotta e di Grillo, segnaliamo quella del Sindaco di Fiumicino, Esterino Montino, il quale si è reso disponibile, dichiarando “di avere ettari sufficienti, un quadrante a disposizione, che non necessita di modifiche al piano regolatore, senza vincoli ambientali ed al di fuori della Riserva Statale del Litorale romano. Un luogo – continua il Sindaco – collegato da ben due ferrovie, la Roma-Civitavecchia e la Roma-Fiumicino, naturalmente senza dimenticare l’aeroporto Leonardo da Vinci, aeroporto intercontinentale a servizio della Capitale”.  Secondo il primo cittadino, dunque, Fiumicino avrebbe le carte in regola per ospitare lo stadio della Roma.

Si farà in centro, al posto di quel “grande rudere su via dei Fori Imperiali“, ci segnalano a fine serata.

Alessandra Paparelli