Lo stile è sostanza

FAR EMERGERE L’ESSENZIALE

AUTORE : CASTORINO MATTEO
DATA : 10 AGOSTO 2021
RESTYLING : WEBMASTER
Alcune considerazioni sui rifiuti, Guidonia, i concetti di giustizia e futuro; anche se è agosto.

Nell’afa storica di queste giornate, a Guidonia Montecelio siamo in piena battaglia per difendere il nostro territorio, già per troppo tempo interessato da elementi inquinanti, dall’incombere di tonnellate di rifiuti.

Si parla di apertura del TMB (che la nostra Amministrazione Comunale riesce ancora a tenere chiuso perché ha ingaggiato una lotta coerente e faticosa)
e addirittura di riapertura della discarica chiusa – per fortuna – da tanti anni.
Si tratta di due circostanze che devono essere evitate con tutti gli strumenti a nostra disposizione.
E abbiamo dimostrato di non avere alcuna paura di opporci alle tentazioni di AMA e di Roma Capitale che interpretano l’area metropolitana come valvola di sfogo dei loro problemi strutturali.

La nostra lotta non è frutto di campanilismo provinciale, tutt’altro.
Siamo in grado di costruire relazioni intercomunali, con gli enti sovraordinati e crediamo in una dimensione europea anche per la terza città del Lazio.

La nostra lotta è mossa da un principio di giustizia: non è eticamente sostenibile che una comunità impegnata da anni in una rigorosa raccolta differenziata tramite lo strumento del porta a porta sia costretta ad accogliere i camion dei rifiuti indifferenziati della Capitale che ha livelli di raccolta differenziata impantanati da dieci anni.

Questo significherebbe ignorare l’impegno dei nostri cittadini e delle istituzioni a perseguire un modello sostenibile di raccolta e smaltimento.

Ma soprattutto lasciar correre, senza soluzioni, la crisi strutturale della gestione dei rifiuti romani; salvando le apparenze di una città pulita, apparecchiata per i turisti o per le elezioni di ottobre, a discapito degli abitanti di Civitavecchia, di Albano, di Colleferro, di Guidonia Montecelio, eccetera eccetera.

Riportare i rifiuti all’interno del Parco Archeologico e Naturalistico dell’Inviolata significa arrestare il lento percorso di valorizzazione di flora, fauna,

…..spazi pubblici che intendiamo portare avanti, con il sostegno dei tanti cittadini che vogliono fruire del Parco e immaginare una vocazione diversa per Guidonia Montecelio, città di produzione, logistica e sviluppo, ma anche luogo non più di transito, ma di quotidianità sana.

Sono giorni di grosso conflitto,

….che – magari –
è sottaciuto e passa in secondo piano perché è Agosto.

Ma mi sembrava corretto riportare quello che stiamo facendo:
il Sindaco Michel Barbet  ha chiarito in Prefettura che la nostra città ha già dato e che non c’è disponibilità ad accettare immondizia da Roma; abbiamo limitato la circolazione a residenti e mezzi di manutenzione  nella strada di accesso al TMB perché continuamente vessata dall’abbandono dei rifiuti e perché crediamo che debba essere valorizzata e….

inserita nel contesto del Parco.

Su questo tema va evidenziato il lavoro di grande impegno e caparbietà del Ministero dei Beni Culturali e della Sovrintendenza; abbiamo nuovamente chiesto alla Regione Lazio di ritirare le autorizzazioni concesse dalla Dirigente Flaminia Tosini, arrestata qualche mese fa nell’ambito di un’inchiesta proprio sulle autorizzazioni e il ciclo dei rifiuti.
Abbiamo presentato una mozione (di cui sono il primo firmatario) per accelerare il procedimento di bonifica e capping della discarica, e, così, scongiurare qualsiasi ipotesi di riapertura.
Una mozione firmata assieme da consiglieri del MoVimento Cinque Stelle, del gruppo misto e del Partito Democratico e che mi auguro verrà sostenuta da tutte le forze politiche sedute in consiglio comunale.
Su questi temi, che incidono sulla qualità di vita di ciascuno di noi, proviamo a costruire una trasversalità.

Come Amministrazione abbiamo dimostrato di saperlo fare…

anche opponendoci duramente alla Sindaca di Roma

…e continueremo a farlo perché sappiamo che si tratta di una strada giusta.
Un’ultima cosa soltanto: 
anche dalle idee di ciascuno su come affrontare le lotte ambientali, su come ridisegnare le vocazioni di una città di 100.000 abitanti condannata per anni a essere spazio vuoto di passaggio; da questo – pure e soprattutto-
si dovrà delineare una strada, e dei compagni di strada, da qui ai prossimi anni.

Credo, molto semplicemente, che si tratti di un tema discriminante, in grado di unire le posizioni, ma anche di marcare delle differenze.

Scusate la lunghezza, ma penso fosse giusto organizzare i pensieri
e raccontare qualcosa di questo agosto caldo, caldo in tutti i sensi.