Guidonia Montecelio città dei rifiuti

TMB all’Inviolata e piano dei rifiuti: E’ tutto in mano al PD (per questo siamo preoccupati)

Guidonia Montecelio città dei rifiuti o no. Ore decisive nei due palazzi romani ancora governati dal PD che possono decidere del futuro e della vocazione della terza città del Lazio.

Ad appesantire le scrivanie dei funzionari di Palazzo Chigi e della Regione Lazio circolano in questi giorni due documenti che possono condannare Guidonia Montecelio ad un futuro di rifiuti ed emissioni, oppure decretare una volta per tutte lo stop alla conquista del territorio e alla distruzione ambientale.

Decisione PD 1: Matteo Renzi e il verbale della Conferenza dei Servizi sull’utilizzo o meno del TMB dell’Inviolata.

Il sito della Conferenza Stato Regioni, organo che ha prodotto il verbale che a giorni sarò sottoposto al CDM
Il sito della Conferenza Stato Regioni, organo che ha prodotto il verbale che a giorni sarò sottoposto al CDM

L’impianto TMB all’Inviolata di proprietà del magnate dei rifiuti Manlio Cerroni aprirà i battenti o no? Se negli anni non sono serviti innumerevoli sequestri da parte della magistratura ed i processi in corso per amministratori, costruttori e  proprietari a far capire l’illegittimità dell’ingombrante presenza nel cuore del Parco Archeologico e  Naturalistico dell’Inviolata, di sicuro il decreto del MIBACT di poche settimane fa che sancisce che tutta l’area è di notevole pregio paesaggistico e culturale, ha dato una spallata fortissima alle aspettative di chi vuole vedere arrivare 190 mila tonnellate di rifiuti l’anno nell’area protetta. Per l’ex sindaco Rubeis e il presidente Zingaretti, da sempre nelle fila dei pro-impianto assieme alle loro coalizioni, l’impianto sarebbe dovuto entrare in funzione da almeno 4 o 5 anni, ma la giustizia per fortuna prende strade che neanche i potenti di turno riescono a prevedere, e come recita il citato decreto del Ministero non è possibile “esercitare attività che comportino il deposito di consistenti accumuli di detriti e/o di materiali di scarto, se non per motivi strettamente necessari alla bonifica del sito“.
Allora tutto risolto? Purtroppo no, manca il colpo di grazia. L’ultima parola, come si diceva in premessa, spetta a questo punto a Matteo Renzi e al suo Consiglio dei Ministri, che saranno chiamati a breve a sentenziare sul futuro dell’impianto, dopo che la Regione Lazio di Zingaretti qualche mese fa si era detta incompetente a prendere tale decisione, visto il provvedimento del MIBACT.
Della cosa pare ne abbia parlato la Conferenza Stato Regioni, che ha riassunto tutto in un verbale che verrà sottoposto al Presidente Renzi per essere oggetto di una prossima riunione del Consiglio dei Ministri.

Decisione PD 2: Zingaretti e l’approvazione del Piano Rifiuti della Regione Lazio

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Uno stralcio del piano dei rifiuti della giunta Polverini, tutt’ora vigente.

Nel 2013 fu presentato in pompa magna quello che doveva essere il nuovissimo e fantastico piano dei rifiuti che doveva superare quello della ex presidente Polverini di pochi anni prima. Più che superarlo, però, Zingaretti ne fece una riedizione aggiornata e “liberamente tratta”, con giusto qualche elemento estetico per cercare di mascherare le numerose citazioni: rimase lettera morta, e solo ora sembra faccia di nuovo capolino nelle commissioni e negli ambienti regionali.

In quel piano, l’impianto di Guidonia avrebbe dovuto smaltire indifferenziata e umido in grandi quantità per poter poi produrre CDR (le balle che si bruciano negli inceneritori e nei cementifici) e terra putrida buona soltanto a ricoprire le discariche esaurite. Nonostante il fabbisogno rispetto al piano Polverini sia notevolmente diminuito, il mostro cerroniano faceva ugualmente bella mostra di sè nella tabella di impianti in via di apertura o già aperti della regione e potrebbe rimanere anche in quello in via di approvazione, nonostante nei tre anni successivi alla prima stesura siano intervenuti altri sequestri, altre denunce, la presa di posizione del MIBACT e non ultima la volontà, sempre regionale, di dare vita per davvero al Parco grazie alla gestione dell’Ente dei Lucretili.

In sostanza quindi, se il PD di Renzi e Zingaretti non avrà il coraggio di arrivare lì dove la Magistratura, il Ministero, i cittadini e il buon senso sono già arrivati da un bel pezzo, Guidonia Montecelio incasserà una condanna epocale a Città dei Rifiuti.

Red