Usi civici, l’amministrazione Barbet mette la parola fine alla lunghissima vicenda.

L’amministrazione comunale di Guidonia Montecelio mette la parola fine alla lunghissima vicenda degli “usi civici” ch mie consentirà a centinaia di cittadini di entrare in pieno possesso di beni e terreni in uso alla propria famiglia da generazioni.

Assessore Chiara Amati con il sindaco Michel Barbet

Ne abbiamo parlato con l’Assessore all’Urbanistica Chiara Amati e con la presidente della relativa commissione Anna Checchi.

Assessore, in poche parole, cosa sono gli usi civici e perché il provvedimento adottato oggi dal Consiglio Comunale è così importante

“Gli usi civici, così come i diritti di enfiteusi e i livelli, sono un residuo di un lontano passato nel quale grandi proprietari pubblici di terreni come gli ospedali, le regioni o il demanio, concedevano con un piccolo canone degli appezzamenti di terreno a cittadini che ne avevano un bisogno oggettivo per sostentamento per la propria famiglia. Tale diritto di utilizzo veniva poi “ereditato” dai familiari oppure ceduto a terzi con scritture private, ma il soggetto di volta in volta, non aveva un effettivo diritto di proprietà e se si era edificato sopra, la questione si complicava ancora di più, essendo proprietari della casa ma non del suolo dove essa si trova. A Guidonia, in particolare a Montecelio e Collefiorito, ci sono centinaia di casi del genere, per questo è un tema sentitissimo da decenni, giunto finalmente ad una conclusione “.

Presidente Checchi, ci spieghi i passi per arrivare a questa importante soluzione.

“L’esigenza di arrivare finalmente a questo risultato per i cittadini è stata sollevata dagli uffici e dalle giuste insistenze di alcuni abitanti soprattutto di Montecelio. Bisognava mettere fine ad una lunga vicenda, e ci siamo impegnati molto per arrivare ad una bozza di delibera da proporre al consiglio, e di questo ringrazio il dirigente e il funzionario che sono riusciti a tirare le fila di un discorso complicatissimo soprattutto dal punto di vista normativo. Anche la condivisione tra i consiglieri comunali è stata capillare in quanto ne abbiamo parlato per ben tre commissioni consiliari”.

La presidente Anna Checchi

La minoranza aveva proposto di far redigere gli atti notarili dal segretario generale del comune per far risparmiare i cittadini. Perché non è stato accolto?

“La proposta è stata presa in serissima considerazione anche nella mia commissione, ma introdurre nella delibera un obbligo per il segretario sarebbe stato impraticabile sia dal punto di vista normativo che organizzativo. Il segretario generale, che è un organo tecnico amministrativo e non certo politico, ha esposto in aula le motivazioni per le quali non può rogare atti nei quali non ci sia il vantaggio economico dell’ente, e non di soggetti terzi. E dal punto di vista organizzativo, rogare centinaia di atti complicati e molto diversi gli uni dagli altri sarebbe equivalso a bloccare completamente il suo ufficio, che come tutti gli altri ambiti comunali, è in piena sofferenza di personale. E non possiamo permetterci che una funzione centrale abbia battute di arresto“.

“Guardiamo soprattutto il fatto che dopo decenni l’amministrazione Barbet ha individuato la risoluzione del problema. Spendere soldi per notai e pratiche non fa piacere a nessuno ma siamo sicuri di aver fatto il massimo nell’esclusivo interesse del cittadino. E’ comunque intenzione del Sindaco e della Giunta, lavorare per cercare delle convenzioni vantaggiose per il cittadino per la stipula dei passaggi di proprietà in modo da ridurre al minimo la spesa delle famiglie”.