Vandali al parco di Setteville: M5S invia segnalazione. Mentre le telecamere rimangono spente

Colibrì si era già occupato del penoso stato di alcuni parchi pubblici della Città di Guidonia Montecelio come quelli di via Maddalena, Casacalda, via Roma e Villanova. Ad aggiungersi alla lista è purtroppo quello di Piazza Dante a Setteville, piccola ma frequentatissima oasi che costituisce l’unico parco pubblico per bambini del popoloso quartiere sulla Tiburtina.

La notizia è scoppiata ieri mattina sui social, centinaia di messaggi sparati a turno contro la maleducazione dei ragazzi, le forze dell’ordine, il comune e chi più ne ha più ne metta con tanto di foto e commenti disperati dei genitori dei piccoli utilizzatori di altalene e scivoli: nella notte qualcuno a furia di calci ha distrutto parte degli arredi e un lampione.  E le telecamere di sicurezza pagate ben 15.000 € istallate pochi anni prima proprio per la prevenzione e la repressione di tali bravate? Rigorosamente spente. O meglio, nessuno che sappia se siano in funzione o meno e dove potrebbero essere le immagini.

Interrogazione del dicembre 2015 sulle telecamere inutilizzate a Setteville
Interrogazione del dicembre 2015 sulle telecamere inutilizzate a Setteville

La storia è vecchia, risale allo scorso anno un’interrogazione dell’allora gruppo consiliare M5S al comune di Gudionia Montecelio che chiedeva conto al Sindaco f.f. del motivo per il quale dopo aver impegnato soldi pubblici sia per l’istallazione che per la manutenzione e la connettività dati, le telecamere di Setteville erano completamente inutilizzate. Anche quella comunicazione rimase lettera morta, senza alcuna risposta da Piazza Matteotti e ieri gli attivisti pentastellati sono tornati alla carica con una segnalazione all’attenzione del commissario Marani datata 21 Novembre, giorno stesso della scoperta della bravata notturna.

Nella nota si evidenzia come le telecamere siano state appositamente pagate e installate, ma che poi il comune non individuò mai le figure responsabili delle immagini e del loro trattamento, rendendo così del tutto inutile l’operazione: “Al fine di prevenire i vandalismi e di rispettare la spesa affrontata dall’amministrazione, Le chiediamo di individuare la struttura comunale responsabile della videosorveglianza e della gestione delle telecamere indicate e che la stessa si incarichi di verificare il funzionamento delle stesse, le modalità di accesso alle immagini e la pubblicizzazione  di tale attività a scopo preventivo“.

Una riflessione a parte va fatta sicuramente verso gli autori del gesto e alle motivazioni che possano portare un ragazzo a dover sfogare contro un bene pubblico la propria rabbia inespressa per dover vivere in posti dove abbandono e disinteresse la fanno da padroni. Sicuramente la famiglia e la scuola hanno il loro ruolo insostituibile e fondamentale, ma il contesto sociale e urbano inesistente a volte rovinano quanto di buono l’educazione ricevuta riesce a passare ai giovani: senso di appartenenza e coscienza sociale sono piante che hanno bisogno di un terreno accogliente per poter crescere.

Red