Venti anni fa venne istituito il Parco dell’Inviolata

Il prossimo 20 giugno si celebrerà il ventennale dell’istituzione del Parco Regionale Archeologico Naturale dell’Inviolata meglio conosciuto come Parco dell’Inviolata.

Involata vista dal droneInviolata

Per chi non conosce l’Inviolata e la sua storia….
Il Parco Regionale Archeologico Naturale dell’Inviolata venne istituito il 20 giugno 1996 con legge regionale n° 22 e il suo territorio fu considerato area naturale protetta della Regione Lazio. Con la sua istituzione, la gestione fu affidata al comune di Guidonia Montecelio che, da allora, non si è mai interessato dell’area protetta, anzi ha permesso che la discarica, sorta abusivamente al centro del suo territorio sin dal 1986, proliferasse sempre più, aumentando i suoi invasi sino al suo esaurimento avvenuto con la chiusura del sesto invaso a marzo 2014, con sequestro della magistratura ed eseguito dal Corpo Forestale dello Stato. Fu inoltre permessa la prosecuzione dei lavori per la costruzione, ormai ultimata, di un impianto TMB Trattamento meccanico biologico dei rifiuti indifferenziati, a ridosso della discarica e vicinissimo a importanti ritrovamenti archeologici. Inutili le proteste e le richieste dei cittadini, dei comitati locali, delle associazioni ambientalistiche che ne reclamavano l’apertura e la fruibilità. Anzi, mai territorio, così ricco di storia, definito in vari documenti “Una delle pregevoli aree residue della storica campagna romana” è stato così mortificato dalla mano dell’uomo.
La Triade CapitolinaL’area in origine occupava una superficie con più di 960 ettari e si estendeva fino alle cementerie Unicem di Guidonia. Ridotti in seguito a 535 ettari, con la nascita ad ovest degli agglomerati di Setteville Nord e Marco Simone e ad est, dove la costruzione della bretella autostradale della A1, l’ha separata dall’area di Tor Mastorta e della Selciatella.
Tutta l’area nel sottosuolo è ricca di reperti archeologici, con resti di mausolei, templi arcaici, ville, sepolture e strade di epoca romana. Qui, con scavi clandestini, il tombarolo Pietro Casasanta nel 1992, riportò alla luce la Triade Capitolina, un gruppo marmoreo raffigurante le tre divinità romane: Giove, Giunone e Minerva. La scultura, due anni dopo nel 1994, stava per essere trasferita in un museo estero, ma i Carabinieri del Nucleo Patrimonio Artistico riuscirono a recuperarla a Chiasso in Svizzera e la riportarono in Italia. Ora è esposta nel museo Rodolfo Lanciani, presso l’ex Convento di San Michele Arcangelo a Montecelio. Ma in questa area, sin dai primi anni settanta, quando si scavava per trovare la pozzolana e si cominciavano a costruire le prime abitazioni, furono fatti importanti ritrovamenti. Pietro Casasanta, il tombarolo che trovò la Triade, in una intervista che gli feci nel 1995, mi rivelò che lui frequentava la zona dell’Inviolata sin dal 1971 e, oltre al rinvenimento di molti reperti, trovò una statua di Atena, anch’essa di inestimabile valore, in un tempio a lei dedicato. Ora la statua si trova in un importante museo americano.
Il Parco, anche se è stato smembrato, è ricco di flora e di fauna selvatica. Presenta un paesaggio tipico della campagna romana, caratterizzato da dolci rilievi collinari con vasti uliveti e coltivazioni in prevalenza di frumento e granturco. Vi sono anche residui di macchia mediterranea, con la presenza di alberi di cerri, olmi, farnie, vite selvatica e ligustro. Abbastanza diffusa è la presenza di un tipo di orchidea selvatica: l’orchis purpurea.
In quest’ambiente caratterizzato dalla forte presenza dell’uomo, si possono trovare ancora diverse specie di animali selvatici, in particolare uccelli (passeracei, cornacchie grigie, civette) e rettili (varie specie di lucertole, ramarri, biacchi) molti dei quali sono stati classificati come specie protetta.
Anche la pastorizia è molto attiva all’interno dell’area, con alcune famiglie di pastori che vivono nei casali all’interno del parco e commerciano i loro prodotti caseari.
Nel territorio sono presenti anche quattro piccoli laghetti situati nell’area est del parco, a Tor Mastorta e vari ruscelli, tra cui i più importanti sono: Fosso del Cupo, Fosso Capaldo e Fosso dell’Inviolata.
Tornando alla ricorrenza del ventesimo anniversario dell’istituzione del Parco, il CRA (Comitato Risanamento Ambientale) con le altre associazioni ambientalistiche locali Amici dell’Inviolata, Inviolata dal drone 1 - CopiaParco inviolata, che da sempre si battono per una fruizione del territorio da parte di tutti i cittadini, stanno organizzando una festa per i giorni 24, 25 e 26 giugno con convegni, visite guidate, giochi con caccia al tesoro, pernottamenti in tenda. Durante il convegno, che si terrà il 24 giugno, a tutti i partecipanti verrà distribuito un libro- dossier di cento pagine, dove si racconta la storia dell’Inviolata.
                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                      Angelo Scipioni