Parco dell'Inviolata

Dopo venti anni, il Parco dell’Inviolata vedrà la luce

Dopo venti anni di attesa nel limbo, il Parco dell’Inviolata vedrà finalmente la luce. E ad accompagnarlo nel suo percorso, sarà l’Ente Parco dei Monti Lucretili al quale, con un emendamento presentato dal M5S in consiglio regionale e votato a maggioranza dall’assise della Pisana, l’Amministrazione ha delegato la gestione completa dell’area protetta, compresa la realizzazione di sentieri, tabellazioni e iniziative culturali e ambientali.

Grazie ad una serie di incontri tra Devid Porrello, attuale capogruppo M5S in Regione, i rappresentanti della associazioni riunite nel CRA di Guidonia e Fonte Nuova e gli attivisti pentastellati di Guidonia Montecelio, si è trovato il bandolo della matassa con il quale dare vita e forza all’unico parco regionale istituito per legge, il Parco dell’Inviolata, ma “orfano” di un Ente gestore capace di valorizzarne le   potenzialità enormi e le bellezze11082201_437177339780967_4271297283311416288_o archeologiche e naturalistiche.

Grande soddisfazione è stata espressa dal CRA per il quale “è stata scippata al Comune di Guidonia Montecelio la (mala)gestione del Parco regionale dell’Inviolata”. A fargli eco, sottolineando l’impegno politico profuso nelle commissioni regionali e direttamente in consiglio da parte di tutto il gruppo, è anche il M5S guidoniano per il quale “anche se si sono persi 20 anni di tutela del 10917133_1583741791840222_5870052216069118407_nterritorio, durante i quali il Parco dell’Inviolata ha subìto l’offesa della permanenza della discarica e della costruzione del TMB, siamo sicuri che questo sia il vero punto di partenza per il nostro parco”.

Grazie all’emendamento, ora sarà l’Ente Parco dei Monti Lucretili a dover studiare un piano d’azione per valorizzare l’Inviolata. Ed i primi passi saranno sicuramente quelli relativi allo studio dell’area, sia dal punto di vista normativo che naturalistico e archeologico, e la predisposizione di una adeguata sorveglianza grazie al Corpo dei Guardiaparco dei Lucretili, abitualmente impegnati sulle montagne che vanno da Monte Gennaro a Orvinio e Poggio Moiano, nella difesa della natura e contro gli abusi di ogni genere.

La storia

Tutta l’area è sempre stata di notevole interesse archeologico e naturalistico. Nel 1992 venne trovata da alcuni tombaroli la Triade Capitolina, un gruppo marmoreo DSCN3985unico nel suo genere, attualmente custodita al museo di Montecelio. Sempre rapinatori di reperti archeologici trafugarono degli affreschi dalla chiesa ipogea di Marco Simone (un Cristo Benedicente e un Agnello Sacrificale), recuperati poi dalle forze dell’ordine poco prima di essere venduti all’asta.

Con legge 22 del 20 Giugno 1996, il Consiglio Regionale del Lazio creava il Parco Archeologico e Naturalistico dell’Inviolata, individuando una vasta area di circa 550 ettari compresa tra la via Palombarese e la SP 28 bis. Nella legge, la gestione era affidata al Comune di Guidonia Montecelio, ma nei fatti l’amministrazione della Città dell’Aria, non si mosse mai per assolvere ai compiti propri di un ente di tutela e valorizzazione. Negli anni ci furono poi numerosi rimpalli tra Comune e Regione per capire chi avrebbe dovuto farsi carico degli adempimenti propri di un area protetta, come il fondamentale “Piano d’Assetto”, un documento che mappa pezzo a pezzo tutto il territorio per capire cosa è consentito fare e cosa no, IIIInviolata dal drone 5nell’interesse esclusivo della protezione dell’area.
Nel 2005, uno sfregio all’integrità del Parco venne perpetrato dall’allora Amministrazione regionale Storace, che con un colpo di penna e una riga all’interno di una legge finanziaria, riuscì a strappare all’area dell’Inviolata tutta la zona della discarica e quella dove il re della Monnezza romana Manlio Cerroni ha poi costruito il TMB. Il Comune, in qualità di Ente gestore, in tutti questi anni non ha mai fatto uno studio puntuale sulla perimetrazione, sui possibili sentieri, o sulle valorizzazioni archeologiche e naturalistiche dell’area.

Red.