Virginia Raggi e la revoca del Capo di Gabinetto

310x0_1467913671770.rainews_20160707194300306Cerchiamo di far luce su quanto accaduta riguardo la nomina del Capo di Gabinetto a Roma.

La nomina è avvenuta con un ordinanza Sindacale n.45 del 22/07/2016 ai sensi dell’art.90 del TUEL e dell’Art.8 del regolamento degli uffici e servizi di Roma Capitale, con decorrenza immediata e con successivo provvedimento di giunta per la determinazione del trattamento economico. L’applicazione dell’art.90 è stata del tutto supportata dal parere reso, su richiesta del sindaco, dall’avvocatura di Roma Capitale in data 26/07/2016 e con il provvedimento del CSM datato il 29/07/2016 il magistrato designato per tale incarico veniva posto in aspettativa. E’ la giunta che deve determinare il compenso e così in data 05/08/2016 con la delibera n.14 questo viene specificato. Ma la retribuzione per la Raineri non ci sta con l’applicazione dell’art.90 del TUEL in quanto questo non prevede un’indennità ad personam, e allora nella delibera di giunta si autorizza un rapporto a tempo determinato ai sensi dell’art.110 co.2 , d.lgs 267/2000 e art.35 del regolamento degli uffici di Roma Capitale. A questo punto l’Ufficio Risorse Umane pone la questione all’avvocatura, che si esprime dichiarando che è l’ufficio del Gabinetto disciplinato dall’art.90, mentre al Capo di Gabinetto spetta un art.110 co.2 TUEL, che prevede un rapporto fiduciario equiparabile ad un dirigente.

Il tutto finito sul tavolo di Virginia Raggi le fa’ sorgere dei dubbi e, riscontrando pareri discordanti dalla stessa avvocatura, chiede il parere all’Autorità Nazionale Anticorruzione, la quale risponde in modo chiaro ed inequivocabile. Innanzitutto l’ANAC mette in evidenza che nei riguardi dell’art.110 TUEL va esplicata una adeguata procedura, mentre per art.90 TUEL la scelta della risorsa è praticata direttamente e nel parere del 31/08/2016 riporta: “In conclusione, si ritiene che gli atti di conferimento di Capo di Gabinetto e di determinazione della relativa retribuzione debbano essere adottati nel rispetto della disciplina dell’art.90 del TUEL ” ossia il rapporto per il capo di Gabinetto è instaurato scegliendo a titolo diretto e fiduciario, e in via preferenziale, una professionalità qualificata interna all’ente con compenso definito dal TUEL in base all’art.90.

In parole povere significa che la Capo di Gabinetto Carla Raineri non può svolgere questo incarico, in quanto per la sua qualifica di magistrato in aspettativa (art. 110) non può essere inquadrata come dipendente (art. 90).

Ci auguriamo, visto che questa pratica è riscontrabile in parecchi comuni, che da ora grazie al Sindaco di Roma Virginia Raggi, i Gabinetti dei Sindaci siano più “puliti” e che la nomina di un Capo di Gabinetto risulti più chiara per tutti gli enti locali.

Rino De Gallo